Il giro inaugurale del filobus della discordia

Il mezzo della Van Hool è partito alle 15 dal viale De Pietro ed è arrivato in fondo a viale Lo Re. A bordo con sindaco, vicesindaco e assessore al Traffico i giornalisti. Non sono mancate le proteste

E venne il grande giorno. Mattina e sera a lavorare per scavare fossati ai bordi delle strade e piantarvi totem neri, per poi stendere sospesi nel cielo di Lecce tiranti d'acciaio. La metropolitana di superficie, la metropolitana della discordia, ha fatto il suo giro inaugurale. Solo un giretto, tanto per capire cos'è, dove andrà, cosa farà. Per mesi l'argomento ha spaccato un'intera città, che si divide fra chi contesta vivacemente l'introduzione di questo mezzo, ritenendolo una spesa inutile ed eccessiva, oltre che un aggravio per le vie cittadine già ingolfate di veicoli d'ogni tipo (tesi sostenuta praticamente da tutti gli oppositori dell'amministrazione) e chi invece segue le ragioni del sindaco dell'assessore al Traffico: l'elettricità porterà vantaggi, la città respirerà aria più pura. Tutto questo a settembre, però. Oggi era solo un assaggio.

C'è il sindaco Adriana Poli Bortone, dunque, c'è il vicesindaco e candidato alla sua successione, Paolo Perrone, c'è l'assessore Gianni Peyla. Scoccano le 15, minuto più, minuto più minuto meno. Lecce è una sorta di immensa pietra barocca arroventata, sotto il sole di una precocissima estate. Decine di giornalisti, cameraman, fotografi si accalcano vicino all'ex caserma dei vigili urbani, in viale De Pietro, intorno al prototipo della Van Hool, azzurro. L'ha scelto l'Adriana, il colore. "E non ditemi che non ho buon gusto", disse qualche tempo fa. Parte il giro per un quarto di perimetro cittadino, ed è tutto uno scatto di flash e di riprese televisive.

Quando tutto sarà pronto, circoleranno dodici mezzi per tre linee che copriranno più di 26 chilometri, per 67 fermate. "La spesa complessiva di oltre 22 milioni di euro copre l'intero sistema trasportistico, costituito, oltre che dalle linee elettrificate e dai relativi supporti, da sei sottostazioni elettriche di alimentazione, corsie preferenziali, banchine e arredi di fermata, sistema di telecomunicazione e telecontrollo, da un deposito-officina, da impianti ausiliari ed allacciamenti Enel in bassa e media tensione", recita l'opuscolo 'Lecce in filobus'. I modelli della Van Hool, sono disposti anche di motori diesel omologati Euro 4, conformi alle direttive europee. Ogni singolo mezzo, lungo 12 metri, è dotato di aria condizionata, informazione computerizzata ed è attrezzato per il trasporto dei disabili.

"Quarantadue bus eco-compatibili, 14 minibus elettrici e 27 chilometri di filovia contribuiranno certamente a rendere migliore la qualità della vita di tutti", è convinta Adriana Poli Bortone. "Questa è una scommessa non facile con noi stessi e con l'intera città. Una necessità ormai non più rinviabile di arginare il fenomeno dell'inquinamento atmosferico da polveri sottili legato al traffico veicolare", sostiene Peyla.

Ma intanto non sono mancate le proteste. E non solo quelle di alcuni fra gli altri candidati sindaci (ne riferiamo a parte: http://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=1594). Prima della partenza, un cittadino, Maurizio Marra, siede per terra a pochi passi dall'ovale di piazza Sant'Oronzo, davanti al bus che accompagnerà i giornalisti al filobus, che attende parcheggiato su viale De Pietro, per un giro fino a viale Lo Re. A qualcuno viene in mente piazza Tien An Men, lo studente cinese davanti ai carri armati incolonnati. Paragone forzato, ma efficace. Interviene la polizia, arrivano i carabinieri, per farlo desistere.

"Protesto perchè non accetto un'opera del tutto inutile come il filobus in una realtà come Lecce. E' che non serve a nulla se non a complicare la situazione già caotica in cui versa il traffico cittadino. Se poi alle strade togliamo anche la corsia che sarà riservata ai filobus resteremo bloccati del tutto. Intendo contestare l'inutilità di questo mezzo pubblico. Il suo impatto ambientale è devastante. Ma lo vogliono capire che Lecce non è né Milano, né Genova?". Poi però il mezzo farà retromarcia e raggiungerà l'appuntamento con il collega elettrico Van Hool.
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Commenti (11)

  • Non capisco quale possa essere il problema. Volete aria più pulita invece dello smog? Allora bisogna accettare qualche filo. Per altro questo groviglio di fili è presente solo in qualche rotatoria. I commercianti si lamentano. Ok ma di cosa? Invece di autobus a benzina se passano i filobus sussistono problemi?? I commercianti lamentano un problema di parcheggi..ebbene oltre al fatto che i parcheggi sorgeranno (se non erro stanno già cominciando a stabilire i lavori per la stazione) vorrei ricordare che molto spesso si parcheggia nelle corsie dove non si potrebbe parcheggiare. E sono contento perchè adesso col filobus questa filosofià cambierà. Mi spiace ma si parla di interessi della città, che nonp uò rimanere in questo stato. Fosse per me non farei entrare nemmeno gli autobus della stp e fse..fermerei tutto prima dell'entrata a lecce e poi tutti con i filobus.Cos' si risolverebbe un pò il problema del traffico. Ok, forse sono troppo radicale ma a Taranto forse fuziona così, e non sono io a dovervi ricordare che ne va bella nostra salute sia mentale (Lecce è un caos) sia fisica (smog a non finire). ciao ciao

  • Avatar anonimo di Saverio V.
    Saverio V.

    sapete la canzone " ci te la ittu cu chianti lu tabaccu?". Se si fa la versione "ci te la ittu cu chianti lu palu?". Com'è? Il resto fatelo voi

  • Vivo da + di 15 anni a Milano e questa è stata la mia affermazione quando giorni fa in vacanza a Lecce ho notato questi enormi birilli color carbone sparsi dovunque: Che Tristezza!! Va bene la tecnologia, va bene puntare su fonti di consumo alterantive ma bisognerebbe che i signori amministratori "ecologici" pensassero che non basta solo questo per risolvere il problema dell'inquinamento o magari anche problemi di immagine , ci vogliono parchi pubblici, alberi , ci vuole più VERDE!!! Purtroppo il colore che conta di più è solo quello BIANCO DELLA PIETRA. DarioAngelo

  • Avatar anonimo di Roberto Petracca
    Roberto Petracca

    Lecce prende a modello le città che scelgono di allestire nuove linee di filobus, come ad esempio Roma. E' chiaro che per Roma tale scelta è più che azzeccata e giustificata: dispone di personale e know how finalizzato, ma soprattutto non deve fare altro che ingrandire una rete già esistente. Dal punto di vista economico e degli investimenti, per Roma, la scelta più razionale è quella del filobus. Per Lecce invece tale scelta è fuori dal tempo: sarebbe stata molto più economica e razionale la scelta di bus con batterie ricaricabili in sette minuti ad ogni capolinea. Lecce è animata da una gran bella voglia di ecologia, ne sono una prova gli impianti eolici in allestimento, ma, dovendo scegliere un trasporto pubblico che non inquini, ha scelto un modello ottocentesco invece di guardare al presente. Senza contare che Lecce ha perso l'occasione di puntare sui veicoli veramente ZEV (zero emission vehicles), visto che nè il filobus e nè il bus a batterie ricaricabili sono davvero ZEV. Lecce era nelle condizioni ottimali per puntare su veicoli pubblici realmente ZEV: sarebbe bastato sfruttare l'elettricità prodotta da un pò di quei pali eolici in allestimento per idrolizzare l'acqua e produrre idrogeno con cui alimentare dei bus cittadini dotati di motore a scoppio convenzionale. Peccato davvero! S'è persa l'occasione di essere all'avanguardia e di proporsi come un nuovo modello per altre città e s'è invece scelto di seguire un modello vecchio di un secolo. Beh, giacchè ci siamo potremmo rispolverare la nostra antica vocazione olearia: ricordando la gloriosa epopea salentina dell'export di olio lampante in Inghilterra, potremmo rispolverare l'olio lampante per l'illuminazione pubblica!

  • ecco che la rete ti fa incontrare amici, ottima cosa visto che ormai tappato in casa a respirare il mio piccolo inquinamento di ecodistema, trovo soddisfazione nel dire la mia, informarmi e fare informazione/comunicazione. Ho ancora quel 'pezzo' sul Quotidiano del "pallone di Maradona". cosa ne pensi del filobus?? ti invito a visitare il blog di beppe grillo e magari iscriviti a meetupLecce ti assicuro che c'è gente interessante e motivata. ciaooo

  • Avatar anonimo di Saverio Ok
    Saverio Ok

    Invece di RISOLVERE il problema dalla radice, ne creiamo altri. Dal problema dell'inquinamento a quello dell'impatto ambientale, dov'è l'originalità, l'innovazione, se le altre città negli anni passati hanno preso questa scelta è perché veramente erano costretti e non c'erano altre soluzioni realmente utilizzabili e accessibili economicamente. Il primo filobus elettrico con i cavi sospesi (cioè come Lecce) in In Italia viene installato nella città di la Spezia nel 1900. Ora a distanza di più di 100 anni, dove la ricerca sullo sviluppo di energia alternativa ha fatto passi da gigante quando si sa che sono stati messi a punto motori che sfruttano anche l'acqua come combustibiule, richiedono manutenzione più spesso? Si creeranno nuove figure professionali per la manutenzione, perché il lavoro va anche creato ed andremo a fare invidia altre altre città dando lo spunto di una nuova via possibile.

  • Avatar anonimo di Emilio Faivre
    Emilio Faivre

    Gentile signor Madaro, mi perdoni se non rettifico il suo nome direttamente nell'articolo: se lo facessi adesso, come da lei richiesto, il sistema editoriale modificherebbe in automatico anche la data, riportando quella di oggi (domenica 13 maggio) e snaturando l'articolo rispetto al reale svolgimento del fatto (è stato redatto poche ore dopo l'evento). Spero quindi che sia sufficiente la sua stessa rettifica. Per il resto, invito tutti i lettori a proseguire il dibattito sulla metropolitana di superficie, postando i propri commenti, siano favorevoli o contrari all'introduzione del mezzo in città. Un saluto a tutti i lettori Emilio Faivre

  • Sono io il manifestante che ha dedicato ai suoi concittadini ciò che ha fatto. Il mio nome, giusto per rettificarlo, è Maurizio Madaro, nato a Lecce. I motivi che mi hanno indotto a fare tutto ciò, proseguendo anche nella giornata succcesssiva, sono dati dal fatto che l'ennesima "cattedrale nel deserto" è stata imposta ai Leccesi senza un minimo di coinvolgimnto della cittadidinanza, e, in più, la realizzazione ha comportato lo stravolgimento, in più aspetti della mia, nostra, cara città e ciò è sotto gli occhi di tutti. Quel che poi dispiace di più è il notare che la maggior parte dei miei concittadini ha ormai perso la voglia di reagire a questi continui soprusi messi in atto da chi dovrebbe, oculatamente, amministare la città, e questo ormai da troppo tempo. La mia tenue speranza è che con il mio gesto contribuisca al risveglio delle coscienze e del coraggio degli stessi miei concittadini per far sì che non siano considerati "sudditi", anzichè CITTADINI! Grazie per l'ospitalità Maurizio Madaro.

  • Avatar anonimo di Saverio Vadrucci
    Saverio Vadrucci

    Per quelli che confrontano Lecce con Roma, dove la prima conta circa100.000 abitanti mentre la seconda ne conta circa 6.000.000 praticamente Lecce paragonata con Roma come grandezza rappresenta solo la stazione centrale.In un'ora a piedi, hai visto tutto il centro storico di Lecce, mentre in un'ora a piedi a Roma stai sempre sulla stessa strada. Poi con i soldi che hanno speso credo che potevano prendere degli autobus a idrogeno senza fare tutto sto casino. Io voglio Lecce com'era!

  • Avatar anonimo di Roberto Petracca
    Roberto Petracca

    Il filobus? Very, very pittorescow! I love it! I filobus hanno un passato glorioso e, nelle città che già 40 o 70 anni fà costruirono gli impianti e la rete per farli funzionare, hanno davvero molto senso ancora oggi. Pensarli agli inizi del 1900 era trendy e all'avanguardia ma, ahimè, è passato più di un secolo ed oggi, spendendo molto meno, possiamo comprare autobus elettrici senza fili ma con batterie ricaricabili che: 1) hanno autonomie di centinaia di chilometri 2) corrono come autobus turbodiesel o a benzina 3) non sono vincolati su tracciati obbligati 4) non richiedono pali contro cui sbattere il muso 5) non richiedono reti elettriche aeree che smorzano la luce del Sole e rovinano la vista delle villette in pietra leccese I filobus della bella epoque oramai stanno bene solo sulle foto in bianco e nero di Costantinopoli, Stalingrado, Leningrado e Cambaluc. Senza manco scomodare la tecnologia già esistente e funzionante delle fuel cells o dell'alimentazione di motori a ciclo Otto con idrogeno prodotto da fonti rinnovabili, come sta facendo l'Irlanda e come sta pensando di fare mezzo mondo, antico e non, avanzato e non. Lecce romantica dev'essersi distratta e rilassata un pò troppo a botta di sole, mare, pizzica pizzica, pucce, pirille, pezzetti, gnommareddhri, tarantelle e mieru! Altrimenti saprebbe che che oggi ci sono Istanbul, Volgograd, San Pietroburgo e Pechino e che siamo passati dalle lamette al rasoio a tripla lama che basta guardarlo e la barba cade da sola.

  • Avatar anonimo di Piero La Mura
    Piero La Mura

    Pensavo che come nelle favole a lieto fine accadesse qualcosa che avrebbe impedito che questo giorno arrivasse...invece il filobus è partito davvero.

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