Il nuovo anno riporta la tassa sui passi carrabili. E aumenta la Tosap temporanea

La giunta Salvemini ha approvato la delibera con le nuove tariffe che reintroduce dopo 16 anni l’imposta sui passi carrai. Guido: “Balzello odioso, un altro bel regalo di Salvemini”

LECCE – Un regalo di fine anno più prevedibile che inaspettato per i cittadini leccesi visto che la manovra di riequilibrio finanziario pluriennale licenziata a settembre dal consiglio comunale aveva insita una rimodulazione di tasse e tributi locali. Così con una recente delibera della giunta guidata dal sindaco Carlo Salvemini del 19 dicembre scorso si è provveduto all’approvazione delle nuove tariffe della Tosap, la tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche (riscossa dalla ditta concessionaria Dogre srl) che alcune novità che riguardano sostanzialmente la reintroduzione tre le occupazioni di tipo permanente della tariffa per i passi carrabili (a Lecce non si pagava dal 2004) e con un incremento delle tariffe per quanto riguarda le occupazioni del suolo pubblico di tipo temporaneo o giornaliere che passano da 3,10 a 4,13 euro al metro quadro.

Una manovrina dettata dal riequilibrio del bilancio comunale ma che porta in dote in particolare dopo quasi sedici anni  di assenza la tassa sui passi carrai che secondo il nuovo schema approvato dall’esecutivo di palazzo Carafa prevede tariffe annuali di 20,92 (1^ categoria), 18,83 (2^ categoria) e 14,64 (3^ categoria). Resta confermata l’esenzione per le tende fisse o retrattili.    

Dopo il nodo videocamere negli asili e la polemica sui fondi per la videosorveglianza anche sul tema dei ritocchi sulla Tosap non ha fatto mancare il suo dissenso dai banchi dell’opposizione il consigliere comunale Andrea Guido. “Ecco il regalo di fine anno della giunta Salvemini” stigmatizza il consigliere, “dopo ben 16 anni ritorna a Lecce la tassa sui passi carrai e, per di più, giunge notizia di un probabile recupero retroattivo, e illegittimo, dei tributi non versati degli ultimi cinque anni. Con una deliberazione di giunta dello scorso 19 dicembre, passata un po’ in sordina per via di un oggetto fuorviante, con disinvoltura l’amministrazione Salvemini reintroduce uno dei balzelli più odiosi di sempre: la tassa sull’occupazione del suolo pubblico, che poi non è propriamente un’occupazione, per ogni passo carraio concesso. Un bel regalo di fine anno. Mi chiedo” conclude Guido, “ma il nostro sindaco non aveva annunciato le dimissioni? Ha deciso forse di lasciarci qualche altro bel ricordo prima di farlo?”

Nel febbraio scorso la giunta comunale aveva confermato per il 2018 in toto le tariffe degli anni precedenti relative alle Tosap per le occupazioni temporanea e permanenti. Le tariffe ordinarie per l’occupazione permanente del suolo pubblico sono già ai limiti massimi consentiti e alle stesse, rimaste quasi tutte invariate, è stata solo reintrodotta la tassa annuale sui passi carrabili e applicata una riduzione del costo annuale al metro quadro per gli stalli per auto ad uso privato dei parcheggi su aree pubbliche in concessione che scendono in media dai 46.02 a 29,28 euro.

Alcuni ritocchi in aumento invece per le tariffe relative all’occupazione del suolo pubblico temporaneo o giornaliero, sino ad ora sotto la soglia dei limiti massimi consentiti, con incremento della tariffa base per le occupazioni dei locali da 3,10 a 4,13 euro (1^ categoria), da 2,79 a 3,72 euro (2^ categoria), da 2,17 a 2,89 euro (3^ categoria) e con lieve innalzamento anche per le occupazioni giornaliere dei venditori ambulanti, per feste e fiere, spettacoli viaggianti, attività edilizie, e per le occupazioni si suolo e sottosuolo per manutenzioni e fornitori di servizi.

In merito alle novità tariffarie e soprattutto sul ripristino della tassazione dei passi carrabili dall’ufficio tributi del Comune è stato specificato in questi giorni che non sarebbe corretto definirla una reintroduzione dell’imposta legata all’approvazione delle nuove tariffe della Tosap, in quanto c’è sempre stata e nel relativo regolamento sono specificati i casi in cui si ha diritto alle esenzioni previste dalla legge. Con la delibera di giunta valida per il 2019, piuttosto, si sarebbe emendata una cattiva interpretazione della normativa negli anni precedenti estendendo l’esenzione a tutti ed esponendo il Comune ad un danno erariale. Si tratterebbe, insomma, di far pagare un’imposta che i leccesi avrebbero già dovuto pagare da tempo.     

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