Il premier su Xylella: più fondi per la lotta. E su Tap avanti con le misure

A Lecce per la firma su Cnr-Nanotec, Conte si sofferma anche sugli argomenti locali. Incontro con gli olivicoltori e sul gasdotto va duro con Potì: "Abdica al suo servizio pubblico"

LECCE – A Lecce il premier Giuseppe Conte vi è arrivato questa mattina per presenziare all’accordo  fra Eni e Cnr sull’istituzione di quattro laboratori di ricerca nel Sud Italia, con un contestuale programma di alta formazione rivolto ai giovani (ne riferiamo a parte), ma, ovviamente, il suo passaggio nel Salento ha segnato anche l’occasione per uno zoom su diverse questioni che riguardano la Puglia e il Salento in generale. E, nei pochi minuti che si è fermato a colloquiare con la stampa all’esterno dell’Istituto di Nanotecnologia Cnr-Nanotec, nel Campus Ecotekne, il presidente del Consiglio ha toccato argomenti quali comparto olivicolo, per il quale vi è stato a parte un incontro con delegazioni e la presentazione di varie istanze, Ilva e Tap. Non mancando di rispondere anche sui sondaggi attuali, che danno il Movimento 5 stelle in discesa.     

"Investire nel pilastro della ricerca"

Le prime parole, però sono state ovviamente per il tema per il qual è stato invitato nel Salento, l’accordo per la creazione dei laboratori avanzati. “Sono fierissimo, orgogliosissimo di presiedere alla firma delle intese tra Cnr ed Eni”, spiegando che darà un “grande contributo al settore energetico, perché sia sostenibile e sempre più accessibile a tutti i cittadini”. Conte ha rimarcato anche l’importanza del fatto che s’insedieranno tutti nel Meridione (Lecce, Gela, Metaponto e Portici), ritenendo questo “un segnale importante” e aggiungendo: “Questo governo continuerà a battere sul pilastro della ricerca. Siamo in ritardo rispetto ad altri Paesi e dobbiamo colmare il gap. Per questo investiremo sempre più, per rafforzare un sistema vincente”.

Xylella, il piano di investimento per la lotta

Circa gli olivicoltori e la lotta alla xylella, il premier ha poi spiegato di aver ascoltato le richieste, che conosceva già, e ha  assicurato una continuità di dialogo. “Da molti anni si trascina questo problema. Posso dirlo, è uno scandalo, perché si è ingigantito. Stiamo parlando non di una pianta, ma dell’immagine storico-culturale di queste comunità. Questa tragedia, che si è diffusa – ha aggiunto - andava aggredita prima. Adesso abbiamo un decreto legge e in sede di conversione ho assicurato che raccoglieremo tutte le istanze. Oggi ne hanno formalizzate alcune e siamo disponibili a potenziare le misure”.

“Gli stanziamenti già adottati, che sono 30 milioni – ha proseguito il premier -, diventeranno 150 nel 2020. Altri 150 milioni arriveranno nel 2021. E chiederemo anche altre risorse all’Unione Europea. Dobbiamo però anche elaborare un piano, non solo con misure urgenti per facilitare l’eradicazione delle piante infette”, ha proseguito. “Occorre maggiore sostegno per i produttori, i braccianti, tutto l’indotto coinvolto. E dobbiamo pensare a come rilanciare questi territori, non solo dal punto di vista produttivo, ma anche dell’immagine. Perché il problema rischia d’infettare la reputazione di queste terre e lo dico da pugliese”.

"Non ho la prospettiva di una nuova esperienza di governo"

Circa gli attuali sondaggi, Conte ha sminuito sul terreno che il M5s starebbe perdendo: “Mi insegnate per esperienza politica che i sondaggi di oggi potrebbero essere smentiti domani, in una votazione”. E ha aggiunto, soffermandosi sull’attualità, che lui, tutti gli esponenti del Movimento e della Lega in questo momento hanno una grande chance, stando al governo. “Non si può pensare a una prospettiva di governo futura".

Video | Il premier a colloquio con la stampa 

"Gli italiani – ha riferito Conte - ci renderanno conto di cosa abbiamo fatto ieri, oggi, domani mattina. E personalmente l’ho detto: non ho la prospettiva di lavorare per una nuova esperienza di governo, che terminerà con questa; quello che dobbiamo fare sino all’ultimo giorno in cui avremo questa responsabilità è di lavorare incessantemente, senza sosta, con la massima concentrazione, per individuare gli interessi degli italiani”.

Ilva: "Di Maio ha fatto l'impossibile"

Sul caso Ilva, Giuseppe Conte ha avuto solo parole di elogio verso il vicepremier e ministro dell’Economia, Luigi Di Maio. “Fin dall’inizio abbiamo lavorato per cercare di risolvere il problema e  si trascura nel dibattito che noi siamo entrati con l’aggiudicazione di una gara. Il vicepresidente Di Maio è riuscito in un’impresa impossibile, per la quale mi sono complimentato in qualità di avvocato: è riuscito a ottenere la piena occupazione dei lavoratori e un piano più efficace per la tutela ambientale. Siamo comunque perfettamente consapevoli che il problema della salute rimane e dobbiamo intervenire più efficacemente”.

Tap, Conte: "Io ci ho messo la faccia"

Le ultime battute con la stampa, il premier le ha riservate su Tap. Ed è stato piuttosto duro nei confronti del sindaco di Melendugno, Marco Potì, da lui sostanzialmente accusato di aver chiuso la porta al dialogo. “Ho già spiegato le ragioni di una scelta con una lettera aperta a tutta la comunità di Melendugno e a quelle limitrofe. Addirittura – ha detto ancora, facendo un rapido excursus degli ultimi mesi - ho invitato il sindaco a venire a Roma, cosa che non era mai successa. Erano sorpresi si incontrare il presidente del Consiglio”.

“Ho detto al sindaco – ha proseguito Conte - di portare i suoi esperti: avvocati, ingegneri, tecnici del Comune. Personalmente ho studiato il dossier e ci siamo confrontati. Ho promesso che avremmo rivisto tutte le procedure se ci fosse stata la possibilità di un annullamento. Dopo un periodo di pausa, siamo giunti alla conclusione che non era possibile tornare indietro. Con la comunità di Melendugno ci ho messo la faccia e sono stato chiaro”.

Si arriva così all’oggi, alle misure che ha definito di “rilancio”, rifuggendo dalla logica della compensazione. “Chi ritiene di aver subito una ferita, la manterrà sempre e non si accontenterà di una misura compensativa”, ha detto Conte, sul punto. Ma ha anche precisato: “Come responsabile di governo ho l’obbligo di pensare alle misure per il rilancio di quelle comunità. Ho invitato il sindaco a confrontarsi, perché ha la grande responsabilità di guidare la comunità locale. E ha declinato l’invito. Lo ritengo uno schiaffo non al presidente del Consiglio, ma alla comunità stessa. E io, ora, senza l’interlocuzione del sindaco, avendo raccolto i vari stakeholder ed esponenti locali, diffonderò le misure di rilancio. Sto parlando di circa 30 milioni di investimento. Se il sindaco ritiene di abdicare al suo servizio pubblico, lo faccia e se ne assuma la responsabilità”.

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