"Il terzo arbitro? Forse serve a Rotundo"

Dura replica di Adriana Poli Bortone al candidato sindaco del centro sinistra che chiede la verifica effettiva sulla situazione del bilancio comunale

Il sindaco di Lecce Adriana Poli Bortone-3
"E' Rotundo che deve rispettare i cittadini leccesi, invece di continuare con le invenzioni e le strumentalizzazioni". E' quanto afferma Adriana Poli Bortone per rispondere al candidato sindaco del centrosinistra Antonio Rotundo, il quale ribadisce la necessità "di un terzo arbitro che accerti l'effettiva situazione del bilancio comunale quale forma di rispetto nei confronti dei cittadini leccesi".

"Forse un terzo - prosegue il sindaco di Lecce - servirebbe per insegnare a Rotundo come si legge il bilancio, che è un atto pubblico e che se vuole possiamo inviarglielo con un messo comunale. Ci dica solo se a Lecce o a Cursi. Per fortuna è un atto pubblico e a disposizione dei cittadini, direi, altrimenti resterebbe la lettura che lui furbescamente, o semplicemente per incompetenza, continua a dare. Certo che serve allora un'operazione-verità".

Secondo Rotundo invece i documenti contabili approvati parlerebbero di uno squilibrio finanziario perché le entrate non riuscirebbero più a coprire la spesa corrente. "Il risultato, confermato dagli stessi revisori nel loro parere dice il candidato per l'Unione - alle pagine 8 e 9 è il seguente: un deficit corrente pari a 11 milioni 700mila euro nel 2008 e di 12 milioni e 400mila nel 2009".

Nel comunicato stampa inviato da Poli Bortone si legge che nel prospetto indicato da Rotundo - contenuto nel parere dell'organo di revisione al Bilancio di Previsione 2007, alle pagine 8 e 9 - si specifica che la differenza tra le spese e le entrate correnti, sia per l'anno 2008 che per l'anno 2009, è finanziata dalla somma rinvenibile alla voce "altre" del prospetto stesso: alla quota rinvenibile dai cosiddetti "oneri di urbanizzazione", che nella misura del 75% dell'utilizzo hanno consentito l'equilibrio tra spese ed entrate anche per l'anno 2007 e per gli anni precedenti, sia per il Comune di Lecce che per la maggior parte dei Comuni italiani.

Nel silenzio della Legge Finanziaria, prosegue il comunicato- per quanto riguarda le modalità dell'equilibrio tra spese ed entrate per le annualità 2008 e 2009 e pur in presenza della successiva circolare ministeriale numero 5 dell'8 marzo 2007 che non consente il ricorso alla quota degli "oneri di urbanizzazione" per queste annualità, è naturale tale ricorso, oltre che per il 2007, anche per le annualità future, considerata la prassi degli ultimi anni (con lo sfruttamento di tale quota, peraltro, sempre in misura percentuale crescente) e considerata la paradossale situazione che si determinerebbe per quei Comuni che hanno approvato il Bilancio di previsione prima della circolare ministeriale. Non esiste dunque alcuno squilibrio o disavanzo nei conti, ma una differenza contabile di cui si esplicita chiaramente il finanziamento (ma non indicato da Rotundo). Peraltro, in linea generale si ricorda come al Bilancio del Comune di Lecce sia stata assegnata la "massima affidabilità" da Moody's e da Fitch, due delle tre società certificatici di livello internazionale, quindi da soggetti terzi ed indipendenti come quelli invocati da Rotundo.

"E' una inaccettabile lettura strumentale - dice Adriana Poli Bortone - perché non si possono diffondere numeri e prospetti contabili fino ad un certo punto. E poi Rotundo dovrebbe sapere che gli impegni ragionevolmente si fanno fino all'ammontare della quota disponibile e non anche per quella eventuale ed utile per l'equilibrio, che sia o meno riveniente dagli oneri. Un conto è l'impegno di spesa, un altro la quadratura contabile. Stia dunque tranquillo. Quanto all'analogia tra Lecce e Taranto - conclude - consiglierei a Rotundo di farsi carico di verificare quanto il ‘suo' Governo Prodi sta concedendo in emolumenti ai consulenti (ed ai consulenti dei consulenti) per la crisi finanziaria dell'ente comunale. Avrebbe fatto prima e meglio a pagare gli stipendi dei dipendenti".

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