Nella manovra di bilancio il ripiano per le perdite Lupiae del 2018

Un incontro non previsto nell'atrio di Palazzo Carafa, alla vigilia di due giorni di sciopero. Il sindaco ha annunciato ai lavoratori l'impegno a coprire anche le ultime perdite della società

Il capannello di lavoratori attorno al sindaco.

LECCE – La manovra di riequilibrio dei conti che il sindaco porterà in aula entro il 9 gennaio – e sulla quale il centrodestra punta allo sgambetto definitivo - contiene la previsione di 800mila euro per il ripiano delle perdite per il 2018 della Lupiae Servizi.

È questa la novità emersa nel faccia a faccia che il sindaco Carlo Salvemini e una ventina di lavoratori della Lupiae Servizi hanno avuto nell’atrio di Palazzo Carafa, alla presenza dei consiglieri di maggioranza Pierpaolo Patti e Marco De Matteis, di qualche agente di polizia locale e del personale della Digos. Un confronto spontaneo, voluto dai dipendenti che premono per il pagamento delle mensilità arretrate da parte della società partecipata. Per domani e dopo domani le sigle sindacali hanno proclamato l’astensione totale dalla prestazioni.

La discussione è avvenuta in maniera schietta e civile, abbastanza lontana dai momenti melodrammatici che spesso prevalgono sul racconto dei contenuti. Il primo cittadino ha ribadito che l’amministrazione sta facendo tutto il possibile per garantire la continuità aziendale, ma che questa partita dipende anche dalle procedure legate all'avvio del concordato preventivo che la presidente Tatiana Turi ha attivato presso il Tribunale di Lecce: il Comune ha intanto disposto il pagamento di alcune fatture della Lupiae, l’accredito sul nuovo conto sarà fatto appena i dirigenti di Palazzo Carafa firmeranno i mandati di pagamento. Con ulteriori somme reperite in bilancio, la volontà è quella di corrispondere anche la mensilità di dicembre, oltre le due arretrate. L’attuazione del concordato rileva anche per le decisioni della Banca Nazionale del Lavoro, fino ad oggi attestata su una linea di intransigenza e non più disposta ad assumersi i rischi di una società costantemente in perdita.

Il nodo dell’emergenza stipendi resta dunque il primo da sciogliere, poi ci sarà quello della prospettiva della società partecipata: da questo punto di vista il Comune ha messo sul piatto il rinnovo delle convenzioni in essere per un totale di 8 milioni di euro all’anno per i prossimi cinque, ma condizione necessaria è il passaggio dei dipendenti dal contratto del commercio e terziario a quello multiservizi, più sostenibile e per questo già da tempo adottato in molte altre realtà italiane. Senza variazione di tipologia contrattuale i dirigenti comunali, per legge, non possono attestare la congruità dell’offerta che Lupiae presenta al Comune per ottenerne le commesse.

Salvemini ha ribadito ai lavoratori che è disposto a farsi da parte, dimettendosi, se qualcuno lo ritiene un ostacolo al superamento di questa delicata fase, ma ha anche ricordato che la questione Lupiae si interseca a doppio filo con quella dei conti pubblici della città: davanti a una condizione di pre-dissesto, insomma, bisogna trovare un punto di equilibrio tra tutte le esigenze.

La strigliata dell'ex sindaco Paolo Perrone

“Il problema del pagamento degli arretrati non si sarebbe mai posto sei il Comune di Lecce avesse proceduto  al  rinnovo  delle convenzioni a decorrere dal 1 gennaio 2019, anche solo per un ristretto arco temporale, in modo tale da consentire alla stessa società di ricorrere allo strumento dell’anticipazione bancaria su servizi da svolgere e di avere il tempo minimo a disposizione per strutturare una strategia più efficace”: il consigliere Paolo Perrone affonda di nuovo la lama nella piaga della Lupiae Servizi.

E redarguisce il sindaco in carica: “Il concordato che questa amministrazione ha pervicacemente voluto e difeso (obbligando la Lupiae a questo percorso) non è lo strumento più adeguato in questo frangente delicato”.

Poi la proposta: “Il suggerimento più ovvio è quello che il Comune saldi immediatamente alla Lupiae Servizi tutte le fatture insolute. Una via d’uscita che appare ormai urgente, e senza alternative, per procedere al pagamento delle retribuzioni, eventualmente a seguito dell’autorizzazione del tribunale”.

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Commenti (3)

  • ... piaga sociale...a pagare sempre i lavoratori... non immagino cosa sarebbe successo ad un'azienda privata...le banche avrebbero anticipato somme sui servizi da svolgere? Le avrebbero destinate al cimitero.

  • E io pago!!! E io pago!!! (IRPEF, Addizionale comunale irpef, Acconto addizionale comunale irpef, addizionale regionale irpef, contributi, IMU, TARI, ecc. ecc. E IO PAGO!!!

  • Il centrodestra pensi all'inchiesta della magistratura, i leccesi non dimenticano i farabutti e i parassiti

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