Il prefetto media col governo: i sindaci salentini al tavolo nazionale su Tap

Incontro a Palazzo Adorno con i Comuni che avevano lanciato un appello per andare oltre "il muro contro muro" sul gasdotto. Ieri contestazione a D'Alema

Un momento dell'incontro a Palazzo Adorno.

LECCE – Una vera e propria vertenza Salento, fondato sulla premessa che il dovere di una istituzione di prossimità come l’ente comunale sia quella di andare oltre la protesta e governare le tensioni cercando se possibile di trarne un vantaggio per la collettività.

Con questo spirito si è tenuto presso Palazzo Adorno, in quella sala che prima accoglieva la giunta provinciale, l’incontro sollecitato da nove sindaci salentini al presidente della Provincia, Antonio Gabellone. Vi ha partecipato anche il prefetto di Lecce, Claudio Palomba. La proposta è nata a proposito della “vertenza” Tap, ritenuta una questione che investe tutto il territorio, soprattutto in un mosaico fatto di tanti altri tasselli problematici, diffusione della xylella e inquinamento ambientale, tra i più urgenti.

Davanti ai sindaci o loro delegati di Castro, Ortelle, Andrano, Spongano, Trepuzzi, Santa Cesarea Terme, Diso, Poggiardo e Maglie, il prefetto ha auspicato la creazione di un tavolo permanente per il monitoraggio dei temi più attuali e ha dichiarato che la partecipazione dal basso, intensa come prossimità al cittadino, è essenziale per il governo del territorio. Palomba ha anche proposto ai sindaci di sedere al tavolo nazionale sulla questione Tap dove sindacati, associazioni di categoria e amministrazioni (non quella di Melendugno, al momento) valutano il tema delle compensazioni, cioè degli interventi di ristoro come conseguenza dell’impatto ambientale della realizzazione del gasdotto (compreso quello di interconnessione di Snam con la rete nazionale). La prossima seduta potrebbe essere già tra due giorni.

Gli amministratori presenti oggi hanno ribadito che non è loro intenzione spaccare il fronto No Tap, considerando che solo in primavera con una lettera al Capo dello Stato in 97 chiedevano di agevolare una riapertura del dialogo tra governo e territorio salentino tenendo presente la contrarietà della popolazione locale all'opera. Ma è chiaro che introducendo il tema delle soluzioni condivise ed eventualmente delle compensazioni - che il sindaco di Melendugno invece rinuncia in toto - si fa strada l'idea che si dia per scontato che il gasdotto alla fine sarà portato a termine. 

Ieri la contestazione a D’Alema

A proposito del gasdotto che prevede l’approdo a San Foca, ieri sera una vivace contestazione ha accolto Massimo D’Alema, ospite di un circolo Arci nell’ambito di una serie di dibattiti sul centenario della Rivoluzione d’Ottobre (Russia, 1917). Agli esponenti del Movimento No Tap, che avrebbero voluto leggere un comunicato, non è stato consentito l’ingresso collettivo nel circolo Nuova Ferramenta di via Pappacoda presidiato dalla polizia.

Il diniego è stato causa di ulteriori momenti di tensione, ma sull’origine ci sono due versioni: mentre ai manifestanti è stato riferito dai funzionari che era l’Arci ad aver imposto la chiusura delle porte in quanto “padrone di casa”, l’associazione oggi in un comunicato respinge l’addebito spiegando di aver subito la decisione motivata con l’impossibilità di mantenere l’ordine pubblico nei locali. Una divergenza che spinge Arci, nella cui sede campeggia uno striscione No Tap, a dichiarare: “Abbiamo capito che si è cercato di dividere così ulteriormente l’opposizione alla Tap, creando in maniera provocatoria, uno scontro che non sarebbe mai dovuto nascere”. Massimo D'Alema, al termine della manifestazione, è stato fatto uscire dal retro mentre con le maniere pesanti i dimostranti sono stai allontanati dalla sede. 

Video: la manifestazione all'esterno

La questura di Lecce, dal canto suo, in un comunicato stampa inviato questo pomeriggio, parla di “chiaro intento di impedire” “il regolare svolgimento del convegno” tanto da “innalzare il livello di sicurezza nei confronti della personalità ospitata e dei partecipanti all’incontro, impedendo l’ingresso solo e soltanto a coloro che, con il loro inequivoco atteggiamento, sarebbero stati palesemente elementi di disturbo durante l’incontro-dibattito”.

Sempre stando alla nota della questura (che ha svolto servizio d’ordine , fra i manifestanti vi sarebbero stato “anche aderenti all’area antagonista”. Vari gli epiteti lanciati, accompagnati anche da un lancio di uova.Al riguardo, sono già in corso mirate indagini, con la visione dei filmati della polizia scientifica per l’individuazione di coloro che si sono resi responsabili di comportamenti illeciti”. Le indagini sono seguite dalla Digos.

L'esponente di Mdp questa mattina ha incontrato un gruppo di giovani del movimento presso le Officine Cantelmo: visibile il dispiegamento di forze dell'ordine ma nessuna protesta.

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