Ipotesi di accorpamento delle Sanitaservice: Usb mette le mani avanti

Il sindacato ha chiesto un incontro con i vertici della sanità regionale e rifiuta ogni progetto di smantellamento o di centralizzazione delle società in house

L'immagine di una protesta

LECCE – “Non permetteremo di rubare il futuro a migliaia di lavoratori”. Parola di Usb che sulle sanitaservice ed i rumors che parlano di una loro rimodulazione, è tornata a mettere le mani avanti. L’Unione sindacale di base, che ha sempre rivendicato i vantaggi (anche in termini di risparmio economico) della procedura in housing e dell’internazionalizzazione dei servizi per le Asl, si sente nuovamente minacciata.

“Si è diffusa la voce che la Regione Puglia che voglia smantellare le società in house pugliesi, oppure accorpare un servizio che si estende lungo 400 chilometri e coinvolge 5 mila dipendenti – spiega Gianni Palazzo –.  I lavoratori sono in fermento dopo le notizie emerse sulla stampa e noi del sindacato, che siamo rimasti in un silenzio vigile per un po’ di tempo, abbiamo deciso di intervenire per fare chiarezza”.

A questo proposito Palazzo chiarisce che proprio ieri è stato richiesto un incontro con il direttore del dipartimento regionale delle politiche della Salute, Giancarlo Ruscitti, il quale aveva annunciato che, a breve, verranno prese decisioni importanti ed il governatore Michele Emiliano. “Noi sappiamo che la Regione Puglia ha commissionato un studio di fattibilità sull’ipotesi di accorpamento in un’unica struttura, spendendo anche 80 mila euro,  ma vogliamo ribadire il nostro no secco a questa ipotesi, come alle altre – puntualizza il sindacalista-. Qui c’è il rischio di ripartire da zero e di annullare tutto il faticoso percorso compiuto negli ultimi anni, mentre le Sanitaservice pugliesi sono già autorizzate dal punto di vista giuridico ed amministrativo mediante numerose sentenze”.

“Riguardo alla vicenda del pagamento dell’Iva da parte della Sanitaservice di Foggia, poi, la notizia non esiste e abbiamo assistito a dichiarazioni e analisi fuori luogo: non si trattava di un’ evasione fiscale, come si vorrebbe far credere, ma di una decisione supportata da pareri legali e di esperti nazionali– aggiunge Palazzo -. Come al solito, le vicende della società in house della regione suscitano grandi discussioni e pregiudizi. Siamo contrari ad interventi dettati da fini politici ed elettorali, o peggio finalizzati a far rientrare dalla finestra qualche ditta che gestiva a suon di miliardi le pulizie nelle aziende ospedaliere. L’Usb, insieme ai lavoratori, non ci sta a questo gioco al massacro che in tanti vogliono per fini non certamente corretti, non accettando che anni di lotte siano passati invano con un ritorno al passato a favore di aziende e cooperative”.

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