Anche Lecce introduce il garante per i diritti delle persone con disabilità

Lunedì arriva in consiglio una delibera di Lecce Città Pubblica approvata in commissione all'unanimità. Redatto anche il relativo regolamento

Da sinistra Dongiovanni, Molendini, Calabro e Miglietta.

LECCE - Arriva in consiglio comunale forte dell'unanimità in commissione la proposta di delibera per l'istituzione della figura del garante per i diritti delle persone con disabilità, proposta dal gruppo Lecce Città Pubblica (Lcp). L'iniziativa è stata presentata oggi dal capogruppo, Gabriele Molendini, dall'assessore Silvia Miglietta, da Francesco Calabro e Davide Dongiovanni, rispettivamente presidente e componente di Lcp, particolarmente sensibile alla questione in quanto non vedente (milita anche nella formazione di calcio a cinque che disputa il campionato di serie B1).

Il garante è già previsto nell'ordinamento regionale, a partire dal 2017, ed è una figura presente in molte realtà della Toscana e dell'Emilia Romagna. Con questo passaggio formale l'amministrazione comunale leccese intende avviarsi lungo un percorso che possa concretamente portare a una città pienamente fruita da tutti. Il garante, che sarà individuato con avviso pubblico, svolgerà il suo ruolo a titolo volontario: è previsto il rimborso delle spese documentate e approvate dalla giunta comunale. 

Di propria iniziativa o su istanza di parte potrà intervenire presso gli uffici dell'amministrazione e le società partecipate dal Comune per segnalare i problemi riscontrati - per esempio, le barriere architettoniche - e chiedere la convocazione di tavoli tecnici anche con uffici periferici di amministrazioni statali e regionali. Il garante avrà accesso ad atti e documenti sui procedimenti per cui si attiva, potrà acquisirre informazioni e sollecitare chiarimenti agli uffici che dovranno rispondere entro un mese. 

Anche i soggetti privati potranno essere oggetto di segnalazioni. In caso di comportamenti scorretti o lesivi della dignità del disabile il garante potrà intervenire presso un'impresa con sede nel territorio comunale per suggerire le modalità più idonee per sanare la situazione e, in caso di persistenza, portà segnalere il nome dell'azienda agli uffici competenti dell'amministrazione comunale.

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