L'associazione deve sloggiare. "Finanziati da Tap, quei locali vadano ad altri"

Una sezione di protezione civile invitata da sindaco Potì a fare spazio. Citando elargizioni per decine di migliaia di euro

MELENDUGNO – “Volontari a pagamento”. Non usa mezzi termini, il sindaco di Melendugno, Marco Potì, nei confronti dell’associazione di protezione civile Cb Eruce. Rispondendo in maniera diretta, dopo un articolo pubblicato da un giornale nazionale. E decidendo di diffondere, integralmente, la missiva che è stata condivisa da tutta la maggioranza, come spiega sul suo profilo Facebook.

La vicenda riguarda la richiesta avanzata all’associazione di liberare i locali comunali di piazza Castello per “motivazioni di carattere etico-morale”.  Il primo cittadino aggiunge che non avrebbe voluto rendere pubblica la lettera. Ma tant’è. Dopo quell’articolo e le polemiche che ne sono scaturite, ha preferito oggi renderla fruibile a tutti, affinché possano formarsi una propria idea. Difendendo, ovviamente, le sue ragioni.

Di mezzo, ci sarebbero, fra l’altro, finanziamenti piuttosto corposi. Lo spiega stesso Potì. Elargizioni che non solo quest’associazione, ma anche un’altra, attiva nel teatro e con lo stesso presidente, riceverebbe dalla multinazionale. Fino a toccare la soglia complessiva dei 150mila euro circa.   

Una lettera molto diretta

La lettera (visibile nelle immagini in basso, Ndr) parte senza fronzoli. L’amministrazione contesta, in primis, il fatto che le occasioni e le circostanze per una collaborazione si sarebbero fatte “più rare”. “Tanto che spesso interventi sollecitati, anche direttamente dal sottoscritto – dice Potì -, non hanno riscontrato lo slancio e la celerità  che dovrebbero contraddistinguere tale ruolo, specie nel campo del volontariato della protezione civile”.

Poi, si entra più nel dettaglio. Cioè, alle notizie recenti riguardanti “un nuovo consistente contributo economico” che dovrebbe essere “pari a 50mila euro”, stando a quanto risaputo dal sindaco. Soldi devoluti da Tap all’associazione. Si aggiungono, a questi 50mila euro, precedenti somme per 25mila euro e gli altri fondi per l’associazione che si occupa di teatro. E si arriva così a una cifra di tutto rispetto, per 150 mila euro.

"Moralmente gravissimo"

 “Fatto moralmente gravissimo”, tuona Potì,  considerando l’impegno profuso contro il progetto del gasdotto.  E richiamando la lotta anche di altri Comuni, cittadini, imprenditori, “per contrastare in ogni modo quest’opera, considerata altamente dannosa per il territorio e l’ambiente e notevolmente pericolosa per la popolazione”, chiosa il primo cittadino.  

Insomma, al di là delle diverse opinioni sul gasdotto, il sindaco taccia l’associazione di trovarsi ancora nei locali “sine titulo” e per “correttezza e coerenza” a suo avviso stanze e utenze usate dovrebbero andare ad altre associazioni, “prive di qualsiasi finanziamento”. In tutto questo, Potì ritiene irricevibile una proposta di schema di convenzione con l’amministrazione a titolo oneroso per “supporto alle istituzioni locali” per 10mila euro. Schema da poco inviato. Con che coraggio. Questo non lo dice, ma probabilmente lo pensa. Tempo venti giorni per levare le tende.

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