L’ex assessore Russo rompe il silenzio: “Cacciata dalla Giunta, ecco la mia verità”

A due mesi dalla sostituzione l’ex assessore stigmatizza la gestione politica legata alla sua vicenda. “Mai parlato di incarico a tempo. Mandata via non per inefficienza, ma per i capricci di qualcuno”

L'ex assessore Antonella Russo

GALLIPOLI – Una spallata all’attuale assetto della giunta del sindaco Stefano Minerva, a quasi tre mesi dalla sostituzione, nell’esecutivo di governo, dell’assessore di riferimento de La Puglia in Più. Dopo l’avvicendamento nella giunta comunale di Gallipoli, con la sostituzione dell’ex assessore Antonella Russo con il capogruppo ed ex consigliera provinciale, Titti Cataldi, si riverberano vecchie ruggini dopo la recente presa d’atto anche da parte del consiglio comunale. Ed è proprio l’ex assessore Russo, nominata ad agosto dello scorso anno e defenestrata dopo appena cinque mesi di mandato a seguito della scelta del partito di chiedere una nuova rimodulazione dell’esecutivo, a rompere il lungo silenzio e a fare il punto della situazione sulla vicenda.

“Ora che, finalmente, anche il consiglio comunale ha potuto prendere atto della situazione, ad ormai oltre due mesi di distanza dalla revoca del mio incarico assessorile, penso sia arrivato il momento di fare un mio punto della situazione. La mia nomina ad assessore è stata inaspettata, in quanto, ad agosto, il sindaco Minerva, che stava procedendo ad un rimpasto totale della giunta, aveva incassato, per la seconda volta, all’ultimo momento, la mancata disponibilità della consigliera eletta nella lista La Puglia in più” spiega Antonella Russo, “la stessa, che più volte aveva manifestato la sua insofferenza per la scelta del precedente assessore, mi ha chiesto, improvvisamente, unitamente all’assessore regionale di suo riferimento, di assumere l’incarico. Come già anticipato ad entrambi, io ero abbastanza titubante sull’accettazione dell’incarico, tuttavia, l’onore di poter fare qualcosa per la città, unito alle parole di incoraggiamento e di stima della stessa ex consigliera e dell’assessore regionale Leo, mi hanno spinto ad accettare. Il sindaco, prima del conferimento ufficiale si premunì di chiedere per l’ultima volta conferma dell’indicazione alla consigliera Cataldi, la quale mai ha fatto riferimento ad un incarico a tempo, che non avrei, ovviamente, accettato”.

Fin qui l’antefatto che aveva portato all’indicazione “tecnica” dell’avvocato Antonella Russo, moglie dell’ex consigliere e candidato nella lista de La Puglia in più, Paolo Barba, quale nuovo assessore al Futuro, turismo, sport, spettacolo, portualità, sviluppo economico, attività produttive, protezione civile, associazionismo, politiche scolastiche e della formazione, beni archeologici e monumentali. Una volta giunto al termine il mandato in consiglio provinciale, il capogruppo de La Puglia in Più nell’assise gallipolina, Titti Cataldi, ha inteso “impegnarsi direttamente per la sua città” rivendicando quel posto in giunta per due volte delegato prima a Dario Vincenti (ora rientrato in qualità di primo del non eletti nell’assise comunale come consigliere) e poi alla stessa Russo.

“Siccome qualcuno ha inteso dare motivazioni politiche a tutta la vicenda” dice la Russo, “apro una parentesi per ricordare che la mia nomina era, oltretutto, perfettamente in linea con la situazione politica della lista elettorale La Puglia in più, che senza la presenza di mio marito, rimasto coerente con la parola data, quando avrebbe potuto fare ben altre scelte, non solo non avrebbe eletto alcun consigliere, ma non avrebbe potuto proprio partecipare alla competizione elettorale. Tralascio di riportare alcuni patti politici esistenti dopo le elezioni e, soprattutto, un accordo a tre, ad agosto, quando si pensava che la ex consigliera avrebbe, in un secondo momento, accettato di fare l’assessore. Nei giorni successivi, dopo aver condiviso anche la scelta delle deleghe con la consigliera ed l’assessore regionale, mi sono catapultata nell’unica cosa che potevo e sapevo  fare, ovvero lavorare per la mia città con passione e grinta. Incredibilmente, dopo qualche settimana, mentre sentivo accrescere la fiducia in me stessa e la stima intorno a me” ricostruisce invece l’ex assessore Russo, “la consigliera Cataldi ha iniziato ad osteggiare il mio operato, privatamente e pubblicamente, nonostante avessi sempre mantenuto il mio innato rispetto istituzionale nei suoi confronti. Purtroppo per lei, che è arrivata persino a definirmi inadeguata, tale tentativo di screditamento nei miei confronti non ha dato grandi risultati, né prima né dopo la revoca. Non sempre è stato facile andare avanti con tale spada di Damocle addosso” rivela la Russo, “ma incoraggiata anche dal sindaco, che mi rassicurava sul futuro, dal resto della Giunta e da molti consiglieri ho continuato a lavorare. Forse avrei potuto mollare prima, non continuando a dare tutta me stessa fino alla fine, anche quando la revoca era già pronta. Purtroppo, dopo Natale la situazione è sfuggita di mano anche al sindaco e, dopo alcune anticipazioni della consigliera sui social, la stessa ha evidentemente reiterato, sempre più vigorosamente, la sua richiesta di subentro in giunta, trovando dapprima l’appoggio del suo senatore di riferimento ed in un secondo momento anche quello dell’assessore regionale, il cui atteggiamento, anche politicamente, è quello che ferisce di più”.

“Lui fu il primo a fare il mio nome per uscire dall’empasse” conclude l’ex assessore “ed è stato quello che nei giorni precedenti la mia revoca mi rassicurava. Il resto è cronaca. Il sindaco ha preferito assecondare la richiesta dell’ex consigliera, motivandola con l’esigenza di rispettare la volontà dei gruppi politici. Certamente tale modus operandi è legittimo se rapportato al metodo che ha utilizzato nel fare le nomine, un po' meno rispetto alla genesi ed all’evolversi della mia vicenda. Oltretutto è giurisprudenzialmente acclarato che fra le modalità di nomina e quelle di revoca di un assessore ci sia sostanziale differenza, soprattutto laddove riguardi un assessore del quale non sia stato messo formalmente in discussione l’operato o sia stata in qualche modo ufficializzata la mancanza di fiducia. Sia chiaro però, La Puglia in più a Gallipoli non è un gruppo politico, ma una semplice lista elettorale di persone che, nella grande maggioranza, non hanno alcun rapporto politico, né con la consigliera, né con altri rappresentati del movimento. La politica non sempre è bella è vero, ma è comunque altro rispetto a ciò che ha ruotato intorno alla mia vicenda. Avrei potuto fare ricorso? Ma a cosa sarebbe servito. Si sarebbe generata una battaglia amministrativa fatta di sentenze, sospensioni e ricorsi che sarebbe andata temporalmente avanti oltre i due anni che restano a questa amministrazione, senza riuscire a fare il bene della città”.

Titti Cataldi-5-2La già presidente della commissione Sanità, Titti Cataldi, dopo l’ennesimo invito raccolto dal sindaco a far parte della squadra di governo nell’agosto scorso aveva nuovamente optato di rimanere saldamente in consiglio comunale nel suo ruolo di capogruppo e soprattutto di proseguire nel suo mandato anche di consigliere provinciale sino allo scorso mese di gennaio. Dopo la conclusione del suo mandato nell’ambito dell’assise provinciale di palazzo dei Celestini, infatti, la stessa aveva riaperto il discorso dell’avvicendamento “naturale” (anche se nessuno conferma una sorta di accordo sancito dalle parti politiche) nella giunta comunale di Gallipoli, con il suo ingresso nell’esecutivo decretato poi dal sindaco con il passaggio contestuale delle deleghe in capo ad Antonella Russo. Una circostanza “sollecitata” anche dal senatore Dario Stèfano al primo cittadino e dettata dalla volontà politica di esprimere la massima rappresentanza cittadina della Puglia in Più nell’ambito della giunta. E così’ e stato visto che ora la Cataldi è saldamente in carica come assessore della giunta Minerva. “Si sapeva che una volta terminato il mio compito di consigliere provinciale avrei fatto l’assessore del mio partito a Gallipoli” ha ribadito a più riprese l’assessore Cataldi, “e si è andati verso quella direzione, perché era giunto il tempo che mi impegnassi direttamente per la mia città”.

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