La Gial Plast “perde” comuni di Parabita e Ugento. Fasano: “Via la ditta anche da Gallipoli”

Dopo l’interdittiva della prefettura la società sostituta nella gestione del servizio nei due centri del Basso Salento. Gallipoli Futura scrive ai sindaci dell’Aro11: “Revocate l’appalto”

mezzi della Gial Plast al lavoro

GALLIPOLI – Le ripercussioni dell’interdittiva antimafia della prefettura di Lecce che ha colpito, in via preventiva e cautelativa, l’azienda dei rifiuti della Gial Plast srl di Taviano hanno già portato al mancato rinnovo della gestione del servizio nel Comune di Ugento (il sindaco Massimo Lecci con un ordinanza di fine marzo ha assegnato il servizio ad Ecotecnica) e alla sostituzione in quel di Parabita, dove la gestione commissariale ha disposto in queste ore il subentro della ditta Axa di Lecce. E mentre la società è intenzionata a far valere le sue ragioni e dimostrare l’estraneità ai presunti collegamenti con ambienti criminali ed ha già disposto la sospensione dal servizio dei dipendenti colpiti da vecchie condanne giudiziarie, dai banchi dell’opposizione di Gallipoli (comune capofila dell’Aro11, ambito nel quale la Gial Plast gestisce l’appalto di igiene urbana nel raggruppamento di imprese con la Colombo Biagio srl) arriva una sollecitazione ad assumere in buona sostanza le stesse determinazioni adottate dai comuni di Ugento e Parabita. Ovvero disporre, alla luce dell’interdittiva e alla cancellazione dell’azienda dalla white list della prefettura, la revoca dell’appalto di nettezza urbana.

Una richiesta esplicita e formale che dopo le denunce politiche e mediatiche di questi giorni, sulle difficoltà di avvio del nuovo servizio di raccolta porta a porta in particolare nella città bella, ora è stata formulata dai consiglieri comunali di Gallipoli Futura, Flavio Fasano e Giuseppe Cataldi, direttamente all’attenzione dei sindaci di cinque comuni dell’Aro, ovvero Gallipoli, Alliste, Taviano, Racale e Melissano. Con una lettera aperta inviata a mezzo pec, resa nota anche ai cittadini, Fasano e Cataldi, (ricostruendo tutto l’iter di affidamento e le proroghe che hanno preceduto l’affidamento definitivo e la messa a regime dell’appalto dell’Aro11 e citando anche le diposizioni normative sulle interdittive per presunte infiltrazioni criminali) hanno chiesto in maniera esplicita ai sindaci dell’ambito di Gallipoli di “porre fine a questo sporco appalto di nettezza urbana”. Una posizione forte quella del gruppo consiliare di Gallipoli Futura che da tempo sta combattendo la sua battaglia sul nodo dell’appalto dei rifiuti.

“La grave situazione di Gallipoli su questo appalto vede preoccupanti silenzi” accusano Fasano e Cataldi, “ma noi di Gallipoli Futura non ci stiamo a chiudere gli occhi ed alimentare omertosi silenzi su quanto invece è accaduto e continua ad accadere. Vogliamo denunciare questo scandaloso stato di cose e porre fine ad un appalto che per Gallipoli è in proroga fin dall’ordinanza sindacale del 3 aprile 2013. Malgrado tutto quello che sta succedendo in seguito all’interdittiva della prefettura, la Gial Plast gestisce ancora il servizio di nettezza urbana nei comuni dell’Aro” attaccano i consiglieri, “ma noi ci chiediamo come mai, con tutto questo, la Gial Plast continua a gestire il servizio? E come mai il sindaco Minerva ed il suo assessore Venneri, nulla dicono sui licenziamenti del personale pretestuosamente effettuati dalla ditta?”. Rivolgendosi direttamente ai sindaci dei Comuni dell’Aro11, Fasano e Cataldi precisano di non aver alcuna intenzione di “entrare in casa altrui, vale a dire nel merito di scelte amministrative e politiche riguardanti i Comuni diversi da quello di Gallipoli, verso il quale invece, riteniamo di avere piena legittimazione ed investitura popolare: è l’ampiezza della questione ed il fatto di essere comuni legati in Ambito raccolta ottimale che ci porta a rendere noto anche ad essi il nostro pensiero”. Ripercorrendo l’iter procedurale e i richiami legislativi i consiglieri gallipolini, rinnovando l’invito a prendere un decisione rivolta verso l’estromissione motivata della Gial Plast dalla gestione dell’appalto per il servizio di igiene urbana, pongono nuovi interrogativi sulla posizione assunta dall’amministrazione di Gallipoli proprio sulla delicata vicenda.

“Non possiamo per nulla sottacere, ai nostri concittadini, e vogliamo con loro riflettere, di più sugli assordanti silenzi, su quello che, evidentemente, non si scrive, su quello che, meglio dire, non si può scrivere piuttosto che su quanto si scrive e si legge” evidenziano nella missiva Fasano e Cataldi, “il sindaco di Gallipoli, comune capofila dell’Aro11, unitamente al suo esperto assessore all’Ambiente hanno palesato un evidente trattamento di pieno favore tutto a vantaggio della ditta Gial Plast già procedendo a ben otto proroghe del vecchio capitolato, estremamente vantaggioso per l’azienda e costosissimo per il Comune. Come mai quindi continuiamo a chiederci così tante proroghe concesse alla Gial Plast di un capitolato vecchio con un costo maggiorato annuo rispetto al nuovo di 1milione e 300 mila euro? Il Comune di Gallipoli, ad oggi, ha mai contestato un qualunque addebito alla Gial Plast  per lo scadente servizio espletato? Perché il sindaco” incalzano i due consiglieri, “non ha mai inteso convocare né l’assemblea dell’Aro11, né una commissione Ambiente del Comune di Gallipoli né, tantomeno, un consiglio comunale all’indomani dell’intedittiva del prefetto di Lecce?”.

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