La Poli presenta le sue liste. “Una città triste e appiattita, voglio riaccendere Lecce”

In piazza Libertini la presentazione dei candidati consiglieri delle quattro liste a sostegno di Adriana Poli Bortone. Io Sud sarà in campo per le regionali. Stoccate a Perrone e Salvemini: “La città è un disastro per colpa loro”

L'arrivo della Poli in piazza LIbertini

LECCE – Dal cuore di piazza Libertini, che ospita il mercato giornaliero dei leccesi, Adriana Poli Bortone ha lanciato il suo ennesimo guanto di sfida nella corsa alla guida di Palazzo Carafa, presentando anche tutti i candidati delle quattro liste che la sostengono. Senza dimenticare i giovani di Io Sud, fuori dalla contesta ufficiale per la svista burocratica dell’autenticazione delle firme, ma di supporto fattivo nella campagna elettorale. E già pronti, come ha avvertito la senatrice, “alla discesa in campo da protagonisti nella prossima tornata elettorale delle regionali”. Una serata dedicata alla presentazione delle liste della Fiamma Tricolore, Giovane Lecce, Movimento Popolare Leccese e Adriana Poli Bortone sindaco per poi trattare i temi caldi della competizione elettorale nella quale la senatrice intende gettarsi oltre l’ostacolo con “semplicità e tanto amore”, quelle che sono le prerogative con le quali coltiva la battagliera ambizione di tornare a governare la città di Lecce. Quella città di cui ha tenuto le redini, dal 1998 al 2007, e che oggi ritrova, a suo dire, dopo dodici anni, del tutto “disastrata” a causa dell’insipienza amministrativa che si è abbarbicata, in continuità, con i successivi governanti di palazzo Carafa. Da Perrone a Salvemini, la candidata sindaco delle civiche unite non ha risparmiato nessuno, esaltando invece il coraggio propulsivo dei suoi candidati al consiglio comunale e le liste di riferimento.                         

“Trovo oggi una città appiattita e demotivata e a chi mi chiede chi me lo fa fare ad affrontare una nuova campagna elettorale” ha detto Adriana Poli Bortone, “dico solo che non potevo più stare a guardare Lecce che oggi è diventata un vero disastro e tutti noi abbiamo voglia di riaccendere questa città e per farlo abbiamo bisogno di gente vivace e motivata, non di personaggi tristi e capaci solo di filosofeggiare. La mia storia amministrativa parla da sola ed è sotto gli occhi di tutti, e chi ci conosce sa che non promettiamo posti al Comune, non siamo di quella pasta, ma noi promettiamo solo ciò che si può fare perché siamo per la politica che nasce dal cuore e dalla concretezza e non per quella legata ai soldi e agli interessi di parte”. Un discorso accorato quello della Poli, declinato a braccio, con al fianco il fedele Ugo Lisi per il quale la lady di ferro rivendica presto un ritorno autorevole tra gli scranni del Parlamento, dal quale è stato “ingiustamente” disarcionato ai tempi del rimescolamento, in casa dell’allora Pdl, del collegio leccese.

Un discorso anticipato dal raduno in piazza e dalla presentazione dei candidati consiglieri delle quattro liste, ad ognuna delle quali Adriana Poli Bortone ha dedicato un pensiero specifico. Rammentando nel caso della Fiamma Tricolore, di aver “iniziato la carriera politica con la Fiamma Tricolore ed ora di terminare la stessa carriera politica sempre con la Fiamma Tricolore”. Ha rimarcato il suo feeling con la lista di Giovane Lecce, perché “io sto bene a casa e anche se qualcuno mi invita a farmi da parte perché dicono che sono vecchia, io invece sto bene con i giovani” ha chiosato la Poli. Ovazione da stadio per la presentazione di Pedro Pablo Pasculli, presente nella lista del sindaco, nella quale si riaffacciano volti noti come l’ex assessore Fausto Giancane, Nunzia Brandi e Giampaolo Scorrano, Daria Vernaleone e Olindo Vergallo e neanche a dirlo, proprio in coincidenza con la presentazione delle liste pro Poli Bortone nel giorno del 5 maggio, c’è anche il candidato al consiglio comunale, Alessandro Manzoni. E tra i motivatori della discesa in campo anche Antonio Lamosa, che ha traslato il Movimento popolare leccese in lista elettorale e che per la senatrice “non è certo il candidato arrivato all’ultimo momento”.

Dopo la proiezione del video-racconto sulle cose realizzate dalla sua amministrazione (ed evitando accompagnamenti musicali in rispetto della scomparsa di Antonio Tarantino), la Poli non ha poi lesinato critiche nei confronti delle gestioni amministrative di Paolo Perrone e Carlo Salvemini. “La città è un disastro” ha ribadito la senatrice, “e anche nei suoi diciotto mesi di governo Salvemini è riuscito a fare solo danni. Lui che per tanti anni è stato in consiglio comunale ed ha fatto un’opposizione puntigliosa su ogni cosa, una volta diventato sindaco ha pensato solo a demolire quanto di buono era stato fatto per la città. Con la sua visione marxista i commerciati, le previsioni del piano delle coste, la cultura, sono in sofferenza” ha incalzato la Poli Bortone, “e noi invece vogliamo una Lecce libera e non soffocata. Vogliamo il rilancio del piccolo commercio e non l’oppressione della grande distribuzione”. Da qui l’ex sindaco ha rimarcato la programmazione avviata per piazza Libertini e il mercato di Settelacquare, che le successive amministrazioni non hanno completato. Da qui la volontà annunciata di ripartire “con quel progetto decoroso del mercato di piazza Libertini, compatibile con la vicinanza al castello, la riconversione del mercato di Settelacquare, e i nuovi bandi per i giovani commerciati per il mercato di Santa Rosa”. E ancora il rilancio del centro storico ormai “svilito” e la pianificazione di eventi programmati e tematici ormai assenti dalla città dopo la “soppressione” anche della rassegna di Mediterranea per far posto “solo al diritto alla cultura assegnato ai circoli Arci”. Responsabilità suddivise tra le amministrazioni di Perrone e Salvemini, la candidata sindaco delle civiche unite le riversa anche sul nodo traffico, sul mancato controllo dei lavori pubblici “infiniti”, sull’aumento delle tasse, e sul capitolato d’appalto sui rifiuti.                    

Stoccata diretta al suo ex vicesindaco Paolo Perrone che rispetto a Salvemini “non ha avuto nemmeno la sensibilità di invitarmi alle inaugurazioni del progetti portati a termine, ma avviati dalla mia amministrazione” ha sferzato la Poli, “a mala pena per l’apertura del teatro Apollo restaurato mi era stato riservato un posto, ma si sa, qualche volta si sbaglia, e quella volta che ho scelto Perrone come mio vice evidentemente ho scelto male”. E infine la diatriba con il centrodestra “autocertificato” e le accuse mosse dal senatore Roberto Marti sui voti dispensati alla Poli che finirebbero per agevolare solo Salvemini. “Ai tempi dell’anatra zoppa, Salvemini ha governato e si è tenuto in piedi grazie ad Andare Oltre con Massimo Fragola che è stato corporativo sino all’ultimo e ad altri tre frutti del centrodestra” ha puntualizzato la Poli, “quindi che nessuno si permetta di dire che io faccio accordi con Salvemini, perché è stato il centrodestra autocertificato che ha sostenuto l’ex sindaco della sinistra, non certo io. Noi proponiamo un governo chiaro ed inequivocabile, senza nessuna larga intesa o richieste di stampelle politiche. Proponiamo la politica che nasce dal cuore e con il vero tema strategico, il Pug, con il quale diciamo no alla cementificazione e alla grande distribuzione, apriremo ad una visione prospettica per i prossimi 30 anni con il rilancio anche delle marine e del litorale come volano per il turismo”.                                                            

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