Parcelle per 1,2 milioni di euro sconosciute ai bilanci: carte al setaccio

Le note di pagamento inviate al Comune vanno dal 2005 al 2009. Lecce Città Pubblica valute iniziative giudiziarie: non v'è traccia di impegni di spesa

LECCE – Tra le varie delibere su debiti fuori bilancio in attesa di approvazione, una in particolare ha suscitato l’attenzione della Commissione Bilancio del Comune di Lecce (presidente Marco Giannotta). Si tratta di quella relativa alle parcelle di un avvocato amministrativista, più volte incaricato di rappresentare Palazzo Carafa in numerosi contenziosi, in anni datati: le note di pagamento recapitate in via Rubichi, infatti, vanno dal 2005 al 2009.

Il professionista è creditore di almeno un milione e 200mila euro, ma il confronto con l’attuale dirigente del settore Avvocatura, Maria Teresa Romoli, ha portato alla definizione di una sorta di transazione pari a poco più di 500mila euro. Quello che è emerso nella ricognizione di tutti gli atti accumulatisi nel tempo è la carenza dei relativi impegni di spesa per le prestazioni legali o delle coperture ex post. Gabriele Molendini, consigliere di Lecce Città Pubblica e vice presidente della commissione, è lapidario nel sintentizzare la gestione della vicenda da parte degli amministratori dell'epoca: “Si spendevano soldi senza mettere le coperture a bilancio”.

L’esponente della maggioranza spiega: “Mai le amministrazioni in carica nelle tre precedenti consiliature antecedenti il primo Salvemini, pur avendo dato gli incarichi, avendo ricevuto le note del professionista ed avendo avuto ulteriore corrispondenza per chiedere sconti o dilazioni, mai hanno iscritto nei bilanci degli anni successivi l'impegno di spesa relativo”.

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Tale modus operandi avrebbe prodotto una sorta di “doping finanziario” sul quale ora si vuole mettere a fuoco la lente. Il capogruppo di Lecce Città Pubblica, Pierpaolo Patti, ha commentato: “Oltre alle considerazioni sul piano politico, valuteremo, qualora ne occorressero i presupposti, di adire anche le vie della giustizia contabile e di quella ordinaria”. Secondo Molendini, infatti, si tratta di appurare se vi siano state “condotte attive ed omissive idonee a rappresentare in maniera non veritiera i conti dell'ente, inducendo all'approvazione di bilanci di cui sarà opportuno valutare la veridicità alla luce di quanto emerso”. Il tema dei compensi per incarichi esterni era stato sollevato già nei primi mesi del 2018 dal sindaco, Carlo Salvemini, durante l'illustrazione del bilancio triennale 2018-2020: nel complesso si faceva riferimento a una cifra vicina ai 5 milioni di euro per quanto riguarda i legali non facenti parte dell'organico di Palazzo Carafa.

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