Sinistra comune, un comitato in via Sauro. "Per riunire il centro e le periferie"

Mobilità, casa, commercio: Fiorella e sostenitori puntano molto sul tema delle consulte per costruire Lecce con i cittadini

LECCE – Una sede che ha un valore simbolico doppio. Da qui, partì l’esperimento delle Fabbriche, che sancì la cavalcata di Nichi Vendola, vittorioso nelle competizioni regionali del 2010 contro il centrodestra. E sempre qui, oggi, nasce il secondo quartier generale di Sinistra comune che, con la candidatura di Mario Fiorella, punta a riunire la periferia con il centro.

Si tratta del comitato elettorale di via Nazario Sauro, a due passi da piazza Mazzini. Nel cuore commerciale di Lecce, dunque. Un punto di incontro con i cittadini che desiderano conoscere i punti del programma di Sinistra comune e la proposta elaborata per amministrare la città. Resta, comunque, sempre aperta - e tengono a sottolinearlo Fiorella e i candidati al Consiglio comunale -, la sede in via Siracusa, nella 167 B. Qui continuano a essere operative la biblioteca e le attività di doposcuola.

Durante l’inaugurazione, Fiorella, con estrema concretezza, ha lasciato intendere come un’ascesa alla poltrona di sindaco appaia improbabile, sottolineando, tuttavia, l’importanza di un’avventura destinata a durare e, quindi, ad avere un avvenire solido, contando di far salire a Palazzo Carafa “un tot di consiglieri”. E nel suo discorso inaugurale, ha puntato molto sulla necessità delle consulte per andare incontro alle aspirazioni dei leccesi. Facendo leva sul dialogo con tutti, anche con chi si trova in posizioni diametralmente opposte. “Ieri, durante un incontro presso la Ugl, sindacato di destra, e quindi con lavoratori che la pensano diversamente – ha detto a titolo di esempio concreto -, ho appreso cose che non conoscevo, da una protagonista del passato. Le Case Magno furono costruite per persone che non hanno abitazione e per studenti fuori sede”. Ma il destino è stato diverso. “Certo, la gente che ci abita ha diritto alla casa e a vedere risolti i propri disagi, ma il discorso è questo: Lecce ha necessità di riprendere qualche idea e di avanzarne di nuove”.

Mario Fiorella (9)-2

Il leitmotiv di Fiorella, “dare voce alla gente”, non può dunque prescindere dalle consulte. “Avere le consulte che riguardano tanti settori, la casa, il vivere civile, il commercio, la mobilità, serve a trattare problemi che riguardano tutti e trovare soluzioni partecipate”. “Salvemini – ha proseguito - ha detto di aver fatto il regolamento. Ma il regolamento non basta”. Le soluzioni, per Fiorella, devono essere condivise.

“C’è bisogno delle consulte soprattutto per la gestione delle cose comuni. La città, nel suo complesso, è una cosa comune. Poi ci sono i vari aspetti: le strade, il verde, le tradizioni, tutto quello che fa parte della vita di ogni giorno e che molte volte è immateriale, come la cultura, o il modo di essere, che io chiamo leccesità. La quale, però, s’invera in aspetti concreti: una piazza, un mercato”. E ha menzionato così alcuni dei suoi giri, in campana elettorale: presso i mercati di Settelacquare, Porta Rudiae, e Frigole, registrando varie difficoltà. Come, nel caso della marina, la difficoltà nel reperire la corrente elettrica.

Argomento molto sentito, poi, quello della pedonalizzazione, in cui tipiche sono le divisioni. “Una delle prime soggette a pedonalizzazione fu via Matteotti in cui c’era una ditta che non ne voleva sapere. E che si batté. Adesso gli stessi commercianti stanno capendo l’importanza della pedonalizzazione. In ogni cosa, bisogna trovare i compromessi, contemperare interessi diversi in un bene comune. La pedonalizzazione, fatta gradualmente, servirebbe a tante cose. Anche se abituare i leccesi non è facile”.

In tema di mobilità, poi, Fiorella punto molto all’uso della bicicletta, ritenuta risorsa importante per ridurre i disagi. Considerando il fatto che Lecce non sia grande da percorrere. Ma, soprattutto, punta a una rivisitazione dei mezzi pubblici. “Un tempo c’erano pulmini elettrici, come ha ricordato Adriana Poli Bortone, visto che furono istituiti da lei. Accompagnavano persino a domicilio. Sono stati messi da parte e rottamati. Perché, allora, non ricorrere a cose del genere?”. Altro tema molto sentito, quello della casa. L’ex magistrato ha ricordato la presenza di tante case sfitte, in città. “La gente non affitta per non incappare in chi non paga. Avere una consulta che dia delle garanzie a proprietari, potrebbe servire ad usarle. Inutile realizzarne di nuove”.

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Nella nota stampa di presentazione, Sinistra comune  ha poi illustrato lo scopo più intimo della corsa a Palazzo Carafa. “Dalla periferia al centro cittadino siamo presenti con il proposito di perseguire l’obiettivo di una Lecce più giusta, più verde e più solidale”. Secondo Sinistra comune, infatti, vi sono drammatiche differenze tra le condizioni di vita di chi risiede nelle periferie  di Lecce e quelle di chi abita nel centro o in altre aree cittadine considerate privilegiate.

“Il comitato in via Nazario Sauro rappresenta dunque anche un luogo simbolico, oltre che fisico, per portare avanti la nostra battaglia di riunificazione della città, pur con le peculiarità che vanno riconosciute ad ogni quartiere o rione”, spiegano i sostenitori dell’ex magistrato, sceso in politica, rivendicando il ruolo di una sinistra che intende dare voce agli ultimi, ascoltando le istanze dal basso, pur intercettando bisogni ed esigenze di commercianti, imprenditori, lavoratori.

“La città – dicono - ha bisogno di un dialogo schietto sul proprio futuro, senza trasformismi e continui cambi di casacca per creare liste e schieramenti buoni per tutti i palati, dietro cui emerge solo l'influenza degli interessi economici vecchi e nuovi, che di rendere Lecce una città più giusta non hanno alcuna intenzione”.

Si tratta di un’esperienza, quella di Sinistra comune, che, ribadiscono oggi i sostenitori, “rappresenta solo un punto di ripartenza di una sinistra che ha bisogno di parlare, rimettersi in gioco, proporre. Di raccontare quello che fa quotidianamente nei luoghi del disagio sociale, insieme alle proposte per innovare una città che ne ha bisogno e urgenza se non vuole consegnarsi a una monocultura turistica imbellettata”. E sia Fiorella, sia i candidati consiglieri, con il loro contributo in termini di idee, proposte e attivismo, si vedono come una squadra coesa, mossi da un solo obiettivo: dare una svolta al presente e al futuro di Lecce.

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