Xylella e ristori, Fitto chiede lumi sulla cifra e sul piano straordinario

Le domande dell'europarlamentare alla ministra Bellanova. E intanto, Coldiretti denuncia: Psr, fondi per sole 80 aziende su 1004

Il Salento diventerà un'immensa legnaia?

LECCE – Fatta la legge, trovato l’inganno. Non la mette proprio sul piano dei proverbi popolari, ma Raffaele Fitto un grattacapo ce l’ha. E arriva a margine dell’incontro di ieri, a Lecce, di Teresa Bellanova con le associazioni degli agricoltori e i sindaci di riferimento. Tema: il supporto al territorio piagato dal disseccamento rapido degli ulivi. Una pestilenza che continua a mietere vittime, risalendo sempre più a nord.

“Ieri il ministro delle Politiche agricole, Teresa Bellanova, nel Salento – esordisce -, ha rassicurato gli agricoltori, messi in ginocchio dalla Xylella, che dal primo gennaio del prossimo anno saranno disponibili i 300 milioni di euro previsti dalla legge ad hoc. Una bella notizia. Ma, senza alcun intento polemico, è stata per caso modificata la legge che prevedeva che 150 arrivassero nel 2020 e altri 150 nel 2021? Il ministro Bellanova può essere più precisa così da poter stare tutti più tranquilli?”

Non è l’unica richiesta di chiarimento del co-presidente del gruppo europeo Ecr-Fratelli d’Italia. L’europarlamentare magliese, infatti, aggiunge: “Non solo, la stessa legge prevedeva la redazione di un piano straordinario a cura di tre ministeri, Agricoltura, Sviluppo economico e Sud. E’ pronto? Può essere reso pubblico visto che da esso dipende il futuro non solo dell’olivicoltura ma anche di un intero territorio?”

Tutto questo, mentre, sempre sul fronte della guerra al disseccamento rapido degli ulivi, Coldiretti di Puglia denuncia che vi sarebbe stato il via libera ai pagamenti per appena ottanta aziende agricole dell’area infetta su un numero molto più corposo, di ben 1004. A tante ammontano quelle entrate nella graduatoria del bando 5.2 del Psr, con decreti di concessione risalenti a giugno e ad agosto per 1,9 milioni di euro, pari al 4 per cento delle risorse disponibili per la rigenerazione del Salento.

“In realtà risulta che, nonostante le opportune fideiussioni bancarie, neppure le aziende agricole con regolare decreto di concessione abbiano ricevuto il sostegno”, aggiunge Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia. “Parliamo di un bando per la ricostruzione del patrimonio olivicolo che dovrebbe aiutare gli olivicoltori ad espiantare e reimpiantare per far rinascere la filiera olivicola salentina. Serve la liberalizzazione dei reimpianti anche nell’area vincolate – prosegue - per avviare una massiccia ripresa produttiva. Il Salento sta morendo da sei anni di Xylella e soprattutto di burocrazia”.

C’è poi la questione della legna, nodo ancora irrisolto. “Quando ci sarà il via libera all’espianto e reimpianto per i circa mille agricoltori che hanno presentato domanda di sostegno con il bando della sottomisura 5.2, l’espianto – spiega a tale proposito Muraglia - genererà oltre 6 milioni di quintali di legna in un mercato che è già stagnante”. Per evitare che il Salento si trasformi in un’immensa legnaia, secondo Coldiretti Puglia sarebbe quindi necessario che, finalmente, gli agricoltori possano espiantare gli scheletri degli ulivi morti a causa della Xylella Fastidiosa.

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