Lupiae, critiche sulla nomina di Pagliaro: "Questione di coerenza"

Consiglieri d'opposizione contro il sindaco Salvemini "per una questione di opportunità, ma anche di rispetto della legge: interesseremo la prefettura e gli altri organi"

La sede della Lupiae.

LECCE – Sarà Alfredo Pagliaro, entrato a maggio nel consiglio comunale leccese, il nuovo amministratore unico di Lupiae Servizi. Domani il sindaco Carlo Salvemini procederà con la nomina ufficiale e l'occasione sarà utile anche a presentare il bilancio di esercizio della società controllata dal Comune di Lecce.

La scelta di Pagliaro, medico di professione, ha fatto già storcere il naso all'opposizione. Il consigliere Andrea Guido chiede conto al primo cittadino, invitandolo a fornire delle risposte “per una ragione di coerenza”.

“Un agguerrito consigliere di opposizione Carlo Salvemini nel 2013, in occasione del rinnovo dei vertici aziendali, ironicamente dichiarava agli organi di stampa “se il sindaco ha operato in questa direzione significa che non sono giunte proposte da parte di commercialisti con esperienze significative in campo professionale; motivo per cui è stato obbligato a nominare nel consiglio di amministrazione due avvocati”, ricorda lui.

Guido puntualizza  che all'epoca il consigliere Antonio Rotundo, “parlò di logica della spartizione politica, secondo il manuale Cencelli”.

E affonda il colpo: “Ora quindi il moralizzatore della politica, alla faccia della coerenza, sarebbe in procinto di nominare un politico di lungo corso, come Pagliaro, medico di base,  ed un tempo militante nel centrodestra, senza alcuna cognizione di diritto e di economia,  amministratore della società partecipata più grande del Salento”.

Il consigliere contesta la nomina anche per ragioni di opportunità: “Come si concilierebbe la professione di medico di base con quella di manager  di una spa  pubblica? Come si concilierebbe il rapporto medico-paziente tra  il futuro amministratore di Lupiae e molti dipendenti della stessa società, pazienti dello stesso medico?”.

E tira in ballo anche il presunto rispetto della legge e delle istituzioni: “Il decreto numero 39 del 2013, relativo alle disposizioni per gli incarichi presso le pubbliche amministrazioni, prevede espressamente il divieto a coloro che nei due anni precedenti abbiano fatto parte di un consiglio comunale con popolazione superiore a 15mila abitanti  di conferire  incarichi di amministratore di ente di diritto privato in controllo pubblico”.

“Come possono dei rappresentanti delle istituzioni porre in atto azioni orientate ad evitare il rispetto delle disposizioni di legge? Se si procederà, la minoranza non esiterà a chiedere l'intervento della prefettura e di altri organi competenti”, annuncia Guido.

Per questa ragione al consigliere Pagliaro,  eletto consigliere comunale con la lista “Puglia Popolare” nel maggio 2019, non potrebbe essere conferito l'incarico di amministratore unico di Lupiae Servizi.

Critica anche la posizione di Erio Congedo: “Il potere, come sostantivo, ha la straordinaria capacità di normalizzare gli aneliti innovativi. Tutto cambia perché nulla cambi. E la nomina del nuovo amministratore unico della Lupiae Servizi non fa certo eccezione”.

“Nulla da dire sulla persona designata di cui conosco le qualità personali, professionali e politiche – aggiunge l'esponente di Fratelli d'Italia - ma destano molte perplessità le modalità scelte per due motivi: innanzitutto per le battaglie fatte dal centrosinistra e dallo stesso Salvemini nel chiedere che venissero privilegiate le competenze specifiche, in luogo delle ragioni strettamente politiche.

Congedo è perplesso anche riguardo alle competenze di un medico di base “nel guidare una società di servizi come la Lupiae: una società con 260 dipendenti su cui, oltretutto, già incombe la spada di Damocle della procedura di concordato preventivo”.

Ma c'è di più: “Desta altresì perplessità la tempistica di questa nomina, giunta nell’ultima ora utile per tentare di aggirare la legge Severino che avrebbe decretato l’incompatibilità di Pagliaro con quella carica qualora si fosse riunito il primo consiglio comunale della nuova legislatura. Una modalità, insomma, che definirei deludente e, in prospettiva, anche preoccupante”.

L'opposizione scrive al prefetto: "Nomina illegittima"

I gruppi consiliari Forza Italia, Fratelli d'Italia, Lecce Città del Mondo, Lega Salvini, Prima Lecce, Congedo Sindaco hanno scritto al prefetto Maria Teresa Cucinotta per segnalare la nomina, a loro dire, illegittima.

“Il 21 giugno – scrivono – il dirigente del settore affari generali del Comune di Lecce ha pubblicato l'avviso relativo alla nomina dell'amministratore unico di Lupiae Servizi. Le domande dovevano essere presentate entro il 10 luglio. Il 30 luglio è avvenuta la proclamazione degli eletti nel consiglio comunale e, di fatto, Alfredo Pagliaro è entrato in carica. La norma è chiarissima: i consiglieri entrano in carica all'atto della proclamazione”.

“Con sorpresa abbiamo appreso che il sindaco ha nominato Pagliaro come amministratore unico della società. Ma egli era già in carica come consigliere comunale quindi nei suoi confronti sussisteva l'incompatibilità, come scritto nell'articolo 63, comma 1, articolo 1 del Tuel”.

“Sembrerebbe che, immediatamente dopo la proclamazione e immediatamente prima della nomina, Pagliaro abbia presentato le sue dimissioni: è inutile evidenziare come questo dimostri la piena consapevolezza, da parte di Pagliaro, di come la proclamazione conferisca pienamente la funzione di consigliere comunale”.

“Le dimissioni, se pure in astratto fanno venir meno la causa di incompatibilità, determinano l'insorgere di una causa ostativa al conferimento dell'incarico. E questo in base all'articolo 7 del decreto legislativo numero 39 del 2013: nel momento in cui il consigliere cessa dalla carica, e per i successivi due anni, non può essere nominato negli incarichi indicati nella norma medesima”.

Secondo l'opposizione, quindi, l'atto di nomina sarebbe “illecito”. E per questo chiedono al prefetto di “rimuoverlo prima che possa produrre effetti, aggravando le conseguenze anche nella gestione di una società del Comune che già presenta notevoli difficoltà”.

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