Olivicoltura, ministra Bellanova assicura: "Risorse ci sono, è ora di agire"

Oggi l'incontro a Lecce con le le associazioni della rappresentanza agricola, alimentare e sindacale. La Xylella avanza inesorabile verso nord. L'impegno ribadito: entro il 1° gennaio 300 milioni di euro con il Decreto emergenze

LECCE – E’ un’agenda molto fitta quella della ministra alle Politiche agricole del governo Conte bis, Teresa Bellanova, impegnata sul fronte caldo del rilancio del comparto agroalimentare pugliese che, specie in tema di olivicoltura, sta risentendo degli effetti del disseccamento rapido degli ulivi. Oggi, Bellanova ha fatto rientro nel suo Salento, da Roma (mesagnese d’origine, abita da anni a Lecce) e, nel capoluogo salentino, ha incontrato le associazioni della rappresentanza agricola, alimentare e sindacale.

Davvero tanti i temi affrontati, nell’incontro presso la sede del Distretto agroalimentare di qualità jonico-salentino. Ricucitura del paesaggio, rigenerazione e rilancio dell’economia olivicola pugliese, sostegno agli investimenti produttivi, tutela del reddito di imprese e lavoratori, innovazione e ricerca, agricoltura per le nuove generazioni.

La ministra "E' una questione nazionale ed euopea"

Un momento importante di ascolto e confronto, l’ha definito Bellanova, successivo a quello con le rappresentanze nazionali tenutosi a Roma, utile a definire anche la scala di priorità su cui intervenire fin da subito, sintetizzata nell’intervento di chiusura. “Io e la squadra ministeriale siamo a completa disposizione, le risorse ci sono, ora è il tempo di agire. L’emergenza che ha colpito e in parte compromesso questo territorio - ha sottolineato  - è una questione nazionale ed europea, non solo territoriale. Al pari di emergenze che in questo momento stanno assediando altre zone del territorio nazionale. E’ quello che ho detto ai miei colleghi europei nell’informale a Helsinki di due settimane fa e nel corso dei bilaterali ed è quello che ribadirò anche settimana prossima in Lussemburgo”.

Lolatte (in gilet arancione) si rivolge al Ministro Bellanova-2

A proposito di Europa, Teresa Bellanova ha precisato: “Non un tavolo sarà disertato, è l’impegno che ho assunto e a cui non intendo derogare. L’agricoltura nazionale e mediterranea si difende così, non con i proclami scellerati che hanno devastato le relazioni con i nostri partner europei e indebolito la nostra autorevolezza. Il mio metodo è preciso: meglio una dichiarazione in meno e un risultato in più. E sono chiari anche gli obiettivi – ha concluso -: no ai tagli di bilancio sulla Pac, semplificazione delle norme, riequilibrio della dotazione per l’Italia, rafforzamento degli interventi settoriali salvaguardando ruolo e competenze delle Regioni”.

Esse come Salento e speranza

Danilo Lolatte, direttore provinciale di Cia Salento, si è rivolto alla ministra leggendo una lettera aperta che “inizia con la Esse, come Salento”. “Il mio intervento - ha spiegato Lolatte - ha diversi capitoli, e iniziano tutti con la Esse. Esse come soldi, vale a dire le risorse per aiutare gli agricoltori e i frantoniani salentini. Esse come semplificazione, la sburocratizzazione dei processi utili a rigenerare il paesaggio, un paesaggio il cui destino molto spesso è nelle mani della Soprintendenza”.

la delegazione Cia Puglia col Ministro Bellanova-2

Ancor: “Esse come speranza, che per noi agricoltori è la forza di non arrendersi, ma che non deve mai diventare illusione. Ci abbiamo sperato tante volte in una presa di coscienza nazionale dei nostri problemi, a volte ci siamo illusi, non vogliamo più illuderci perché non abbiamo più la forza di sopportare nuove delusioni”. Concludendo, alla ministra ha chiesto “senza mai nominare quel nemico che avanza silenzioso: ci aiuti a smettere di piangere, ci aiuti a salvaguardare il nostro orgoglio, il paesaggio e l'agricoltura del Salento”. A Teresa Bellanova, Cia Agricoltori italiani della Puglia ha illustrato anche la situazione delle royalties che le multinazionali pretendono per i prodotti brevettati e le proprie proposte per combattere e sconfiggere il caporalato.  

La denuncia: produzione di olio crollata

Coldiretti si ritiene fiduciosa, circa la rassicurazione della ministra, fatta anche oggi, per cui entro il 1° gennaio 2020 saranno a disposizione di agricoltori e frantoiani i 300 milioni di euro stanziati dal Decreto emergenze. “L’analisi dell’andamento della produzione olivicola, elaborata da Coldiretti sulla base dei dati del Sian (Sistema informativo agricolo nazionale), fornirà al ministro una fotografia reale che consentirà di procedere con la ripartizione delle risorse”, dicono da Coldiretti, che per voce dei presidenti di Lecce e Brindisi, Gianni Cantele e Filippo De Miccolis, denuncia: “Il danno al patrimonio olivetato nelle tre province di Lecce, Brindisi e Taranto è salito ad oltre 1,6 miliardi di euro. Da quando è stata confermata la presenza della Xylella fastidiosa a Lecce, la produzione di olio ha subito un trend negativo irreversibile, con il minimo storico di 5mila 295 tonnellate prodotte nell’ultima campagna 2018/2019 e un crollo del 90 per cento, mentre a Brindisi la produzione di olio è diminuita del 38 per cento, seguita a ruota dal calo della produzione in provincia di Taranto dove c’è stata la virata della malattia”.

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Per i presidenti di Coldiretti “la ripresa dell’agricoltura e la rigenerazione del paesaggio passano attraverso l’attivazione immediata dei decreti attuativi per l’emergenza Xylella per dare sostegno alle imprese olivicole e ai frantoi e la liberalizzazione dei reimpianti anche nell’area vincolate, perché serve in Puglia una massiccia ripresa produttiva. Il Salento sta morendo da sei anni di Xylella e soprattutto di burocrazia”. Per l’associazione, è inoltre necessario fermare il contagio che sta avanzando verso nord a una velocità stimata di oltre 2 chilometri al mese.

"Troppi ritardi, errori e scaricabarile"

“Da Brindisi a Santa Maria di Leuca ci sono intanto 100 chilometri di patrimonio olivicolo devastato, con ritardi, errori e scaricabarile regionali che hanno favorito l’avanzata della malattia, con la prima condanna della Corte di Giustizia Europea per inadempienza nella gestione della Xylella”, hanno ricordato. “Se pretendiamo di farci aiutare dall’Ue perché il danno è tale da non poter essere gestito con le sole risorse nazionali, le istituzioni regionali devono ottemperare agli obblighi comunitari sugli espianti nelle zone contenimento e cuscinetto, in caso contrario continueremo ad accumulare solo condanne e potremo dimenticarci di essere aiutati”.

Video | Le dichiarazioni della ministra Bellanova

“La stessa Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) – precisa la Coldiretti - ha lanciato l’allarme sulla diffusione della Xylella che minaccia la maggior parte del territorio Ue dove tra l’altro sono stati individuati altri casi di malattia, dalla Francia alla Spagna, dalla Germania al Portogallo con il contagio che avanza inarrestabile verso nord”.  “Dall’autunno 2013, data in cui è stata accertata su un appezzamento di olivo a Gallipoli, la malattia – sottolinea Coldiretti – si è estesa senza che venisse applicata una strategia efficace per fermare il contagio che, dopo aver fatto seccare gli ulivi leccesi, ha intaccato il patrimonio olivicolo di Brindisi e Taranto, con effetti disastrosi sull’ambiente, sull’ambiente, l’economia e sull’occupazione”.

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