Poligono di Torre Veneri, commissione d'inchiesta in visita per audizioni

La delegazione il 22 a Lecce. Il giorno prima sarà nel sito della Bat. Sarà ascoltato anche Molendini di Lecce città pubblica

LECCE – E’ attesa per il 22 marzo, a Lecce, la Commissione parlamentare d'inchiesta sull'uranio impoverito, in cui si vaglierà il sito di Torre Veneri. Prima ancora, il 21,  la delegazione guidata dal presidente Gian Piero Scanu e dalla vicepresidente Donatella Duranti, composta dai deputati Ivan Catalano, Gianluca Rizzo e Diego Zardini, sarà nel poligono di Torre di Nebbia (Barletta-Andria-Trani).

Il loro compito sarà di verificare la corretta applicazione  delle misure di sicurezza. Una missione dal doppio obiettivo: prestare attenzione alla tutela della salute di chi lavora nelle aree militari e di chi vive nelle vicinanze e, nel contempo, salvaguardare l'ambiente.

A Torre Veneri, dunque, la delegazione è attesta per mercoledì alle 9 del mattino. Alle 10,30, poi, si recherà presso la Scuola di cavalleria di Lecce per ascoltare il comandante del poligono, il responsabile del servizio di prevenzione e protezione, il medico competente e i presidenti delle associazioni Lecce bene comune e Lecce città pubblica. I risultati dei sopralluoghi saranno illustrati in una conferenza stampa prevista alle 12,30 in Prefettura.

Particolarmente soddisfatta appare Lecce città pubblica. Uno dei suoi rappresentanti, Gabriele Molendini, accompagnato dall’avvocato Adriano Tolomeo, sarà fra color che verranno ascoltati. Soddisfatto, perché, dopo anni di studi e battaglie sulla compatibilità tra l’area militare e il Sito di interesse comunitario sulla costa adriatica, da qualche settimana il ministero della Difesa ha deliberato, fra l’altro, la proposta di aggiudicazione dell’appalto per la realizzazione del piano delle analisi dei suoli redatto dall’Università del Salento e approvato in Conferenza di servizi nel settembre 2014, senza essere mai stato attuato.

Questo anche proprio in seguito alle pressioni dell’associazione che, nel luglio del 2016, seguita dagli avvocati Adriano Tolomeo e Barbara Renna, aveva presentato ricorso al Tar di Lecce,  sul provvedimento di approvazione della Vinca (Valutazione di incidenza ambientale) della Regione Puglia.

La Regione, che prima aveva formalizzato il preavviso di diniego alla valutazione, in seguito l’aveva approvato, senza le analisi (la cosiddetta “caratterizzazione”) del suolo di Torre Veneri che la legge aveva imposto. Alla base, il superamento dei valori limite di piombo e rame. Il piano di caratterizzazione redatto dagli esperti dell'ateneo salentino era rimasto dunque senza risposta.

“A seguito del nostro ricorso al Tar – spiega Molendini - avevamo richiesto un intervento cautelare dell’autorità giudiziaria per “imporre” al ministero della Difesa l’avvio delle analisi dei suoli”.

“Con una memoria difensiva presentata al Tar a ridosso della decisione sulle misure cautelari i militari avevano però preannunciato lo stanziamento dei fondi necessari e l’avvio delle procedure. Per questa ragione – prosegue - abbiamo rinunciato alle misure d’urgenza in attesa di discutere nel merito dell'approvazione della Vinca, nell’udienza che dovrà essere fissata”.

“Finalmente – aggiunge - il Piano di caratterizzazione darà importanti risposte con i risultati propedeutici  alla redazione del Piano di analisi del rischio specifico dei poligoni addestrativi Charlie,  Echo e Golf (i nomi delle aree dove si svolgono le esercitazioni), come precisa il bando del ministero della Difesa”. 
 

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