Operatori ecologici sul piede di guerra. Un lavoratore investito finisce in ospedale

Durante il corteo dei lavoratori Axa ed Ecotecnica un'autovettura urta un manifestante senza fermarsi. I nodi dell'appalto di pulizia delle strade e la prevista riduzione degli stipendi, finiscono sul tavolo della prefettura di Lecce

LECCE – L’odierna mobilitazione degli operai Axa ed Ecotecnica finisce con un operatore ecologico investito e subito trasportato presso l’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce dagli operatori sanitari del 118. Un incidente “poco diplomatico”, a detta degli operatori ecologici, che ha innalzato il livello di tensione alle stelle. Erano da poco trascorse le 9 di mattina, quanto un’auto si è fatta strada nel blocco dei lavoratori improvvisato sul rondò di viale Porta d’Europa, all’altezza del bar “Commercio”, colpendo inavvertitamente un manifestante.

E tirando poi dritto, raccontano i lavoratori che avrebbero visto il conducente (un finanziere) esibire un tesserino dal finestrino. L’operaio ha riportato la frattura di due costole oltre a varie contusioni. I colleghi, piuttosto spaventati, abbiano raccolto gli estremi della targa dell’autovettura per sporgere regolare denuncia. Nel tardo pomeriggio l'assessore all'Ambiente, Andrea Guido, si è recato presso il nosocomio cittadino a far visita al malcapitato.

Il corteo dei lavoratori, attraversando la città, ha raggiunto poi via XXV luglio: tappa prevista per un incontro tra i sindacati ed i responsabili della  prefettura, in merito il preannunciato taglio degli stipendi dei lavoratori. Se la vertenza è scottante, gli animi sembrano più accesi che mai.

“Le buste paga non si toccano”, avvisano gli operatori ecologici, spalleggiati dai sindacati che non ne vogliono sapere di accettare la decurtazione di circa 200 euro al mese. Conseguenza di un livellamento del monte ore settimanale (due in meno per tutti) richiesto dall’amministrazione comunale di Lecce.

L’intenzione del primo cittadino, Paolo Perrone, di recuperare 2 milioni di euro per rimpinguare le casse pubbliche, attraverso una modifica dell’appalto di pulizia e spazzamento delle strade, proprio non scende giù. “Questo è un servizio essenziale per una città che si appresta a vivere la sua stagione estiva e già non brilla per ordine e pulizia”, ribadiscono i sindacati che, da anni, sollevano perplessità e formali denunce rispetto alla gestione del lavoro.

Pochi controlli, dicono. Personale in servizio già insufficiente, che si traduce in un “mediocre” livello qualitativo. La scure del Comune di Lecce, come elaborata nel piano stilato dal dirigente Fernando Bonocuore, in virtù delle esigenze dei quartieri più centrali e periferici della città, manderebbe i cassonetti in tilt. Riducendo all’osso un servizio in cui, ripetono, è rimasto ben poco da spolpare.

La parola “sacrificio”, non è mai stata presa in considerazione dagli operatori ecologici che già affermano di lavorare il minimo indispensabile. “Il sindaco confonde le mansioni della Lupiae Servizi con quelle svolte da Axa ed Ecotecnica – spiega il referente Cisal, Vito Perrone -. Ma questo servizio deve mantenere uno standard qualitativamente alto, a beneficio dei turisti e dei cittadini”.

E poi mancherebbe i controlli sulle assunzioni che, a detta dei sindacati, hanno portato nell’organico personale di IV e V livello, quando era urgente aumentare le fila degli operatori di II livello. Addetti, cioè, alle mansioni pratiche di pulizia. Sullo sfondo si stagliano anche le nuove, presunte “vessazioni” che i lavoratori sarebbero costretti a subire da parte di un addetto alla sorveglianza. “Questo responsabile cerca di costringere gli operatori ecologici a fornire mansioni straordinarie non retribuite – avvisa Cesare Ciurilia di Cisal- , punendoli con sanzioni disciplinari immotivate”.

Il livello di guardia è altissimo e sfumati gli accordi con l’amministrazione leccese, negli ultimi giorni si è prospettata persino l’ipotesi di attivare le procedure di mobilità (o addirittura il licenziamento) per una parte del personale. Il faccia a faccia con il Comune di Lecce è slittato ai primi di giugno, per quanto la data non sia confermata.

Di sicuro, se Paolo Perrone e i suoi si dicono costretti a procedere secondo la logica delle sforbiciate, per rimediare agli effetti della legge di “spending review”, i sindacati rispediscono la responsabilità alle due aziende. Axa ed Ecotecnica che godrebbero di buona salute economica, ma “ferme sulle proprie posizioni, in barba alle corrette relazioni sindacali che, praticamente non esistono”, precisano i referenti Cisal.

Le buste paga sono, per ora, al riparo. Ma i referenti sindacali hanno chiesto al prefetto rassicurazioni su questo punto, e un’accelerata delle procedure perché, da giugno in poi, scatterà il divieto di proseguire con manifestazioni e altre forme di mobilitazione. Sciopero compreso.

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