Ztl, il comitato non demorde: "Le firme ci sono ma è importante il messaggio"

Allo stato attuale il referendum sarebbe comunque impossibile senza regolamento. Chiesto uno sforzo alla politica

Corso Umberto I, centro storico. E se fosse tutto così, sempre?

LECCE – Anche se fosse dimostrato il raggiungimento del quorum, sembrerebbe proprio che il referendum “non s’ha da fare”. Ernesto Mola, parlando in nome del comitato “Decidi tu!”, composto da diciannove associazioni, ha citato il famoso avvertimento dei bravi  di don Rodrigo a don Abbondio ne “I promessi sposi”, parlando questa mattina, in una conferenza stampa, del (presunto) mancato raggiungimento delle firme necessarie per avviare una consultazione popolare in grado di arrivare a estendere a 24 ore la zona a traffico limitato.

E questo perché, secondo quanto riferito dal ministero dell’Interno al sindaco Paolo Perrone, non esiste un regolamento attuativo emanato dal Consiglio comunale.

Ma è proprio questo il punto che le associazioni intendono stravolgere, oltre a dimostrare che i loro conteggi sono giusti. “Ci auguriamo che la politica, il sindaco, il Consiglio comunale, colgano il significato di quelle 3mila firme a sostegno del referendum – ha detto Mola -, della voglia di partecipazione dei cittadini leccesi alle scelte per la propria città, e che non abbiamo paura della volontà democratica dei cittadini”.

“L’articolo 17 dello statuto comunale prevede che possa essere promossa dal Consiglio comunale, con voto della maggioranza dei consiglieri,  una consultazione popolare su un tema riguardante la città”. “Chiediamo allora – ha proseguito - che il Consiglio comunale, e auspichiamo all’unanimità, si pronunci per l’indizione di una consultazione popolare che faccia proprio il quesito referendario”. Insomma, parola ai cittadini. “In questo caso – ha spiegato - la consultazione sarebbe abbinabile al referendum costituzionale perché lo statuto vieta l’abbinamento a operazioni elettorali soltanto per i referendum”. “Insomma la politica, per una volta, ascolti i cittadini e si faccia interprete delle sue richieste”.

Proprio quel parere del ministero dell’Interno, che allo stato attuale rende impossibile un referendum sull’affaire Ztl, ha fatto storcere il muso al comitato. O, meglio, il fatto che le associazioni che lo compongono, a detta di Mola, ne siano venute a conoscenza soltanto l’altro ieri. Eppure, hanno ricordato i promotori del quesito, tale parare era stato richiesto dal sindaco il 1° di agosto. Nella risposta, risalente al 4 agosto, si spiegava “che nessun referendum cittadino può essere richiesto e tenuto in mancanza di un regolamento applicativo delle norme statutarie”.

“Ci poniamo allora alcune domande: perché una simile importante presa di posizione del ministero dell’Interno non ci è stata comunicata subito?” “Logica avrebbe voluto – ha detto Mola - che il 5 agosto il sindaco avesse convocato il comitato per porre il problema e verificare se esistesse una via d’uscita”. “Perché quelle carte sono rimaste nel cassetto?”

Di una cosa, però, il direttivo di “Decidi tu!” è certo: “L’iniziativa referendaria, coinvolgendo diciannove associazioni e più di 3mila cittadini, ha avuto una grande valenza politica”. “La società civile leccese ha voluto stimolare l’amministrazione cittadina ad assumere provvedimenti, come l’estensione a tutte le 24 ore della zona a traffico limitato, che portino Lecce al livello delle altre città d’arte italiane ed europee”.

E sul mancato raggiungimento del numero, poco importa. “Che le firme valide siano 2991 o 3025 non fa molta differenza, non cambia la valenza del risultato”. “Il significato politico dell’iniziativa dal basso – hanno detto - è sotto gli occhi di tutti”.

Lungi da loro, però, qualsiasi accusa, anche solo velata. “Siamo convinti che la commissione prevista dallo statuto comunale e gli uffici comunali abbiano espletato la loro funzione con solerzia e nella massima correttezza”.  Fatta la premessa, Mola ha aggiunto: “Affermiamo oggi con convinzione di aver consegnato l’8 di giugno 3348 firme in 351 fogli e non 3268 in 346 fogli, come pare risulti dal verbale della commissione”.

“Subito prima della consegna dei fogli – ha proseguito - abbiamo provveduto a passarli allo scanner tra il 7 e l'8 di giugno. Abbiamo dunque la possibilità di dimostrare che i fogli con le firme autenticate in nostro possesso sono 351 e non 346 come dimostra la data di creazione dei file Pdf risultanti dalla scannerizzazione”.

“D'altro canto – ha spiegato - il verbale di consegna delle firme si riferisce a 351 fogli consegnati, fogli che noi abbiamo contato e ricontato ovviamente la sera prima e la mattina stessa subito prima della consegna”. “Saremo dilettanti, ma sappiamo far di conto”.

Non è mancata una stoccata polemica al sindaco “che – ha detto Mola - ha pronunciato nei giorni scorsi parole di soddisfazione per il mancato raggiungimento del quorum irridendo le diciannove associazioni che hanno promosso il referendum e i circa 3mila cittadini che ne hanno sottoscritto la richiesta”. Il tutto racchiuso nel vecchio proverbio che il buon, vecchio Trap, ha suo malgrado trasformato in un tormentone, con la complicità del trio di “Mai dire Gol”: “Non dire gatto finché non l'hai nel sacco. Le firme per il quorum ci sono tutte”.

“Ancora una volta la politica cittadina – ha così voluto denunciare Mola - non riesce a guardare fuori dalle sue stanze e osteggia la volontà di partecipazione della società civile leccese”. La speranza del comitato, ora, è che vi sia una sorta di ravvedimento e che la proposta sia fatta propria da tutto il Consiglio per chiamare i cittadini a esprimersi sulla Ztl.

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