La Lega difende il "Decreto Emergenze". Le associazioni: "Scatola vuota"

Roberto Marti e altri due parlamentari pugliesi parlano di "primo passo in avanti" in merito al provvedimento varato nei giorni scorsi che affronta anche la crisi del comparto olivicolo

Da sinistra Caroppo, Sasso, Marti e Tateo.

LECCE - La Lega guarda il bicchiere mezzo pieno, le associazioni di categoria ringraziano per l'attenzione, ma tendono a soppesare di più la parte mezza vuota. Questa mattina, presso l'Hotel Tiziano, i tre parlamentari pugliesi della Lega hanno commentato il "Decreto Emergenze" varato giorni addietro dal governo per tamponare le pressanti istanze del comparto agricolo nazionale, alle prese con i danni per le gelate, la conflittualità nel settore lattiero-caseario esplosa con la protesta dei pastori sardi, la diffusione rapida del disseccamento rapido dell'olivo. 

Il senatore Roberto Marti, leccese, e i deputati Anna Rita Tateo e Rossano Sasso hanno sottolineato, in premessa, che si tratta del primo vero passo in avanti nella gestione della crisi del comparto olivicolo (ma anche florovivaistico) dopo "un decennio di totale accidia", secondo le parole di Sasso. "Noi accettiamo le critiche degli agricoltori e dei produttori - ha detto il deputato - ma non da Emiliano, definito da Andrea Caroppo, il segretario regionale, "il killer degli ulivi". 

Sasso ha ricordato un episodio del 2016, quando ci fu un incontro con eurodeputati francesi del Front National in visita per rendersi conto di quanto stesse accadendo nelle campagne salentine: "Allora ci chiamavamo ancora 'Noi con Salvini' e a Lecce avevamo il due per cento ed Emiliano definì quell'iniziativa una goliardata". Caroppo ha fatto riferimento alle due partecipate manifestazioni di sabato scorso: "Uno dei due fronti chiede esplicitamente le dimissioni dell'assessore regionale, tutti sono concordi nel giudizio negativo sul governo regionale". 

Roberto Marti ha ammesso che nel provvedimento del ministro Centinaio "ci sono delle lacune", ma nel suo intervento, un esponente di Confragricoltura ha parlato di "scatola vuota" (richiamando una definizione utilizzata anche da altre associazioni nei giorni scorsi) e, pur ringraziando il governo per "lo spunto", ha rimarcato il fatto che, con i pochi milioni di euro dedicati, sarebbero a disposizione appena quattro o cinque euro a ettaro. Tateo ha garantito che nei sessanta giorni di tempo prima della conversione in legge, saranno proposte modifiche migliorative. Le principali associazioni di categoria, del resto, si sono già espresse con severità: poche risorse, squilibri all'interno della Puglia a scapito del Salento, ancora troppi impedimenti per eradicazioni e reimpianti. 

Proprio oggi, a margine di un incontro a Palazzo dei Celestini con i sindaci dei comuni della provincia di Lecce, Confagricoltura, Cia, Copagri, Confcooperative e Legacoop, assieme ad altre organizzazioni anche non agricole e le comunità territoriali hanno chiesto la nomina di un commissario straordinario per "l'emergenza Salento". Maurizio Cezzi, presidente di Confagricoltura Lecce, ha spiegato: “Il Salento è stato da tutti i provvedimenti marginalizzato perché per la zona totalmente infetta non sono stati previsti interventi di accompagnamento e specifici interventi per il territorio. Nessuno ha compreso che il problema non è più agricolo, ma attiene alla ricostruzione di un territorio che è stato distrutto sotto tutti i profili. Una distruzione che ha visto l’inerzia trasversale delle istituzioni, dall’Unione Europea alla Regione Puglia”.

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