Incrocio dei dati, tracce e fototrappole: il bilancio della lotta all'abbandono dei rifiuti

Scovati 748 potenziali evasori della Tari, da accertare altre 577 posizioni emerse in un solo mese nel rione San Pio dall'incrocio delle banche dati. Il sindaco invita all'autodenuncia

Il sindaco Salvemini e il dec Brunetti. Con loro anche l'assessore Mignone.

LECCE - Da quando l'amministrazione Salvemini è entrata in carica la lotta all'abbandono di rifiuti ha permesso alle casse comunali si recuperare 523mila euro. Sono stati infatti 748 i cittadini risultati sconosciuti all'anagrafe tributaria e poi "recuperati" con le buone o con le cattive: in questi casi viene concessa la possibilità della regolarizzazione tramite autodenuncia, con contestuale consegna dei mastelli per la raccolta differenziata, in luogo dell'accertamento che viene effettuato d'ufficio quando invece il trasgressore non collabora. 

I risultati dell'attività di contrasto al fenomeno che è cresciuto a dismisura con l'introduzione della differenziata e che quotidianamente viola il decoro della città, sono stati presentati questa mattina in conferenza stampa dal sindaco, Carlo Salvemini, dall'assessore all'Ambiente, Carlo Mignone e dal direttore per l'esecuzione del contratto, Renato Brunetti. Il messaggio del primo cittadino è stato chiaro: "Il tempo delle vacanze è finito perché in un modo o nell'altro arriveremo a scoprire tutti".

Funziona l'incrocio delle banche dati

L'abbandono dei rifiuti viente arginato in più modi: con le fototrappole - alle cinque in funzione adesso se ne aggiungeranno presto altre -, con l'analisi del materiale trovato nei sacchi lasciati ai bordi delle strade, con le verifiche ordinarie condotte presso i domicili di persone che risultano residenti ma non contribuenti Tari, con l'incrocio delle banche dati tra anagrafe comunale, tributaria, catasto, utenze luce e gas.

L'ultima modalità ha consentito di scovare, solo nel mese di marzo, altri 577 potenziali evasori, pari a un quarto delle posizioni prese in esame nel rione San Pio dove proprio oggi è ripartito il secondo giro di Quartieri Puliti, l'iniziativa di puliza straordinaria che tocca molte zone della città, ma anche borghi e marine. In alcune vie il tasso delle irregolarità arriva anche al 40 per cento di tutti i residenti e non è casuale che ciò avvenga nelle strade dove è più diffuso l'abbandono dei rifiuti. 

Le fototrappole: tempi e sanzioni

L'utilizzo delle fototrappole è certamente un'arma molto utile, ma il suo utilizzo implica tempi e risorse non banali che impegnano tutto il nucleo intersettoriale che è coordinato dal segretario generale del Comune e composto da funzionari dei settori Ambiente, Polizia Locale, Tributi e fiscalità, oltre ai sei agenti che fanno riferimento al capitano Patrizia Mariani.

I dispositivi sono posizionati e nascosti nelle strade "sensibili" dove rimangono per diversi giorni e scattano migliaia di foto, alla frequenza programmata (per esempio ogni 15 secondi). La immagini sono poi selezionate per trovare quelle utili all'identificazione, dopo la quale si procede alla consultazione delle banche dati per capire lo status del trasgressore. La sanzione per abbandono di rifiuti è di 400 euro, ai quali se ne aggiungono altri 50 se la persona in questione, pur presente negli elenchi della Tari, non ha ritirato il kit domestico dei contenitori o, dove previsto, la chiave per conferire nei carrellati muniti di lucchetto.

Dai diari di scuola alla multa

Efficace, ma dispendiosa in termini di tempo, è anche la procedura che prevede l'identificazione del trasgressore frugando tra i rifiuti alla ricerca di indizi, per esempio ricevute di utenze o materiale pubblicitario indirizzato. Tra i tanti casi che si presentano, il sindaco ne ha raccontato uno: una donna è stata rintracciata perché in un sacchetto pieno di carte, che era stato abbandonato, sono stati trovati dei diari scolastici. In altre circostanze è stato appurato che il cittadino, pur pagando la Tari e pur avendo in casa il kit per la differenziata, preferiva smaltire il contenuto lasciando le buste per strada piuttosto che seguire le modalità e le frequenze del ritiro porta a porta.

A margine della conferenza il sindaco ha aggiunto che saranno presto aperti altri due centri comunali di raccolta, nella zona industriale e in via Novoli, in aggiunta a quelli già attivi in viale Giovanni Paolo II e viale Grassi. Previste anche tre nuove isole ecologiche - a Settelacquare, in piazza Ariosto e a Santa Rosa - e l'acquisto di mille e cinquecento cestini da posizionare in città. Infine, entro il mese di aprile, si dovrebbe arrivare alla revisione del capitolato con l'azienda Monteco secondo il quinto d'obbligo che obbliga l'appaltatore a a eseguire le modifiche stabilite dall'amministrazione.

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Commenti (9)

  • Mettete le telecamere sulla Lecce San Cataldo allo svincolo per lo stadio(strada in salita) li c’è di tutto e continua sempre più ad aumentare.

  • ...e gli altri comuni stanno a guardare? E pensare che una webcam costa un centinaio di euro...è tanto difficile trovarli?

  • Vivo in un'altra regione e mi è difficile capire come funziona questo sistema di raccolta a Lecce. Dall'Amministrazione di Lecce non ho mai ricevuto, seppur pagando la TARI per un intero anno per una raccolta di soli due mesi, un opuscolo con l'indicazione di cosa fare, a che ora e in quali giorni depositare la differenziata, delle varie isole ecologiche e dei numeri telefonici da contattare. Le uniche indicazioni fornite sono attaccate ai contenitori. Mi è stato riferito che in altre regioni, oltre alla mia di appartenenza, è stato utilizzato l'incrocio delle Banche Dati della pubblica amministrazione (sono tante), dei Servizi Elettrici allacciati e degli utenti della TARI per individuare gli evasori. Sembrerebbe più pulito che rovistare nella spazzatura, fare fotografie, nascondersi nei pressi dei contenitori e magari rincorrere i vari depositanti. Io mi sono ritrovato al mare, ho chiesto se avessero rubato i contenitori e ho appreso che erano stati spostati e di nuovo chiusi a chiave. Cosa fare'? portare la spazzatura nella regione di origine o depositarla nei pressi dei cassonetti? Non ho ricevuto la chiave al mio domicilio seppur pagando. Scusate ma a me sembra che non abbiate neanche la banca dati di chi paga, perché almeno le chiavi, le avreste potuto mandare a casa con l'opuscolo.

  • bravi! finalmente azioni efficaci contro questi sudici maialoni.mi chiedo: non è che una forma così diffusa di evasione, impunita sin'ora, fosse una specie di favore...del tipo do ut des ?

  • Ben venga tutto l'impegno per scovare gli evasori e gli incivili che continuano a sporcare la città ma mi permetto di suggerire che non è necessario descrivere dettagliatamente i metodi usati dagli investigatori per scoprire a chi appartiene la spazzatura abbandonata spero che non si arrivi a far vedere dove si posizionano le telecamere, delle quali una sicuramente servirebbe in Via A. Diaz e cioè da Via Don Bosco a Viale Gallipoli, perché su ambedue i lati vengono abbandonati con frequenza giornaliera sacchetti di spazzatura, inoltre non sarebbe male fare un controllo sugli evasori della Tari. Grazie.

  • Condivido in pieno Roberto. Purtroppo l'ignoranza è una brutta bestia, e tutti questi parassiti ignoranti, pensano che la loro sia furbizia. Fossi io il sindaco, gli farei pagare per i dieci anni prima, a questi pezzi di mxxxx

  • ripeto a dire, se come noi cittadini vediamo cacce di cane e gente senza palette o bustine a spasso con i cani; se vediamo fuori da negozi decine di mozziconi e carte e bottiglie di birra; gente che impunemente butta carte dai finestrini; gente che butta buste di spazzatura nei cestini stradali; ecc. ecc O li vediamo solo noi? Sai il comune di Lecce quanti soldi farebbe con questi incivili?

  • Speriamo bene, questa tematica è così importante per il nostro territorio che vale ogni sforzo profuso, una piccola interpretazione vorrei aggiungerla per gli addetti ai lavori : ma perché non fate protocolli d'intesa con le altre FF.PP. se i vostri organici sono così ridotti rispetto all'intensità del fenomeno?

  • Complimenti per lo sforzo profuso. Rimane l'amarezza e la certezza di essere circondati da una massa di incivili e cafoni.

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