Lotta al batterio killer degli ulivi, otto proposte per allargare le competenze

Gli esponenti del Movimento 5 stelle Rosa D'Amato e Cristian Casili hanno raccolto e sintetizzato in un documento inviato alle massime autorità i pareri forniti in una tavola rotonda di esperti. Dalla ricerca all'uso dei fitosanitari, passando dal compostaggio: metodologie diverse contro la Xylella

TORCHIAROLO (Brindisi) – Otto proposte inviate al ministero dell’Agricoltura, alla Regione e al commissario per l’emergenza, Giuseppe Silletti, per combattere il fenomeno della Xylella Fastidiosa sotto profili diversi rispetto agli attuali. Il tutto, nato dopo una tavola rotonda con esperti che s’è svolta il 23 luglio a Corigliano d’Otranto.

Ora, tutti quei contributi sono stati raccolti da due esponenti del Movimento 5 stelle, la portavoce al Parlamento europeo Rosa D’Amato e il consigliere regionale Cristian Casili (rispettivamente membro della Commissione agricoltura e sviluppo rurale a Bruxelles e della Commissione agricoltura a Bari), ed esposti in un documento unico, presentato questa mattina a Torchiarolo, comune in provincia di Brindisi, esattamente sulla linea di confine con quella di Lecce, quasi a rappresentare anche geograficamente la lotta a un problema che interessa territorio così vicini.

Nell’incontro del mese scorso a Corigliano, hanno fornito un contributo scienziati, ricercatori, agronomi, docenti universitari, rappresentanti dei settori produttivi, associazioni e semplici cittadini interessati alla materia, in un ampio dibattito svoltosi alla presenza del dirigente del settore sviluppo rurale della Regione, Gabriele Papa Pagliardini.

Il tenore degli interventi, nell’occasione, è stato piuttosto elevato e sulla base anche di esperienze consolidate si è giunti ad alcune conclusioni più o meno condivise. Ad esempio, sempre più voci autorevoli indicano come non sostenibile, né socialmente, né a livello operativo, l'attuale approccio alla lotta contro il Codiro, ritenendo che occorra affrontare la situazione migliorando le politiche agricole per rendere l'intero sistema sostenibile ed ecocompatibile.

Gli esponenti del M5s ricordano come in quell’occasione lo stesso dirigente regionale si fosse pubblicamente impegnato facendosi garante dell'accoglimento di una serie di proposte e che il presidente della Regione, Michele Emiliano, durante un colloquio informale, si sarebbe dichiarato disponibile a contributi esterni e qualificati.

Da non dimenticare che nel frattempo sono state inoltrate sanzioni ad alcuni olivicoltori pugliesi a causa della mancata esecuzione di trattamenti con fitofarmaci, come stabilito nella determinazione numero 10 del dirigente dell’Ufficio osservatorio fitosanitario del 6 febbraio 2015, sulle loro colture. E anche questa determinazione sarebbe da rivedere, ad avviso degli esponenti del Movimento.

Otto, come detto, le proposte, in sostanza una sorta di summa di tutti gli interventi principali e condivisi, a partire dalla richiesta di una moratoria per l'applicazione del piano di interventi sui campi dove sono in atto la ricerca e la sperimentazione. Ad esempio, quelli sottoposti a sperimentazione dal Crea e da Copragri.

Fra le richieste, poi, quella di estendere la ricerca e affidarla anche a centri e facoltà differenti rispetto al Cnr e all'Università di Bari. In questo modo si favorirebbe la sinergia con le altre università pugliesi, italiane e internazionali. Il M5s ritiene doveroso anche consentire ad altri laboratori accreditati o da accreditare di effettuare le analisi sulla presenza o meno del batterio killer e di estendere la possibilità di accreditamento a quei centri di ricerca che ne facciano richiesta e che siano in possesso delle competenze per eseguire test.

Altro punto, la possibilità d’integrare il comitato scientifico regionale con alcune competenze e figure professionali al momento assenti per garantire un approccio cosiddetto olistico. E quindi: specialisti in materie agronomiche, di ecosistema, di microbiologia del suolo, di genetica ed entomologia. Andrebbe poi aiutato il settore agricolo con attività formative per recuperare un approccio sostenibile nell'uso dei terreni, coinvolgendo gli Ordini degli agronomi e dei periti agrari.

Ancora: sarebbe necessario investire sulla gestione delle acque reflue urbane per utilizzare tale risorsa nell'irrigazione degli oliveti, oltre che nella raccolta differenziata (matrice umida), incentivando gli impianti di compostaggio per produrre compost di qualità e certificato da utilizzare in agricoltura.

Fra le ulteriori proposte, quella di consentire alle aziende del settore biologico di svolgere gli interventi nel rispetto delle loro metodologie e pratiche valutando l'inserimento nel piano di azione delle proposte di Federbio. Infine, permettere l'uso di fitofarmaci consentiti in agricoltura biologica invece di quelli previsti dalla già citata determinazione e sospendere e vietare l’uso di dimetoato ed etofenprox. Sono sostanze, infatti, automaticamente revocate dal ministero della Salute già con la precedente comunicazione del 30 luglio 2014.

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