Lupiae: dal fallimento al bilancio in attivo. Salvemini rivendica il successo

La società chiude con 300mila euro in più. Il sindaco rivendica la scelta di un amministratore unico, Pagliaro, e l'azzeramento del Cda: "Scelta politica, farà bene"

In foto: Carlo Salvemini, Alfredo Pagliaro e i dirigenti Lupiae

LECCE - Lupiae servizi chiude il bilancio con il saldo positivo di 300 mila euro: l'utile è stato registrato alla fine di aprile. Ma non è questo l'unico successo rivendicato dall'amministrazione comunale di Lecce.

“Abbiamo preso in mano una società ad un passo dal fallimento e l'abbiamo traghettata verso il concordato preventivo – ha ricordato il sindaco Carlo Salvemini -: Lupiae nel giro di 3 anni, dal 2014 al 2017, ha registrato perdite per circa 18 milioni di euro e noi, prima di sciogliere il precedente Consiglio comunale, abbiamo deliberato di stanziare 8 milioni di euro in 5 anni, rinnovando le convezioni, mettendo in atto delle proposte migliorative e assumendoci la responsabilità di riconvertire il contratto collettivo di riferimento, dalla categoria del terziario alla più idonea multiservizi”.

Nella giornata di ieri, intanto, 1° agosto, si è tenuta l'assemblea dei soci che ha approvato i bilanci di esercizio del 2017 e del 2018, tutti in attivo. Un ragione in più per credere che Lupiae otterrà l'omologa del Tribunale per il concordato preventivo in continuità e potrà così guardare con fiducia al futuro, poggiando le gambe sul piano di ristrutturazione avviato negli ultimi due anni.

Il “cambio di passo” rivendicato dal sindaco sta anche nella nomina di un amministratore unico, nella persona di Alfredo Pagliaro, che azzera il Cda. “Ho scelto una singola figura che sostituisce l'intero Consiglio d'amministrazione a dimostrazione di come non abbia alcuna intenzione di utilizzare la società multiservizi a fini clientelari: diversamente mi sarei tenuto le mani libere mantenendo in piedi il Cda”, ha puntualizzato il primo cittadino.

L’assemblea dei soci ha provveduto a nominare il nuovo collegio sindacale, composto dal presidente Mirko Simone, da Dario De Vitis e da Paola Martina, supplenti Massimiliano Rella e la e Lauretana Fasano. Giovanni Mario Fiorentino è stato invece scelto per ricoprire la carica di revisore legale.

“Chiudiamo così un biennio tormentato nella vita della società pubblica comunale – ha commentato il primo cittadino – che ha imposto una gestione della crisi nel rispetto delle sopravvenute normative quali il Testo unico delle partecipate ed il nuovo codice degli appalti”.

Con l'ottenimento dell’omologa potrà dirsi scongiurato il rischio di fallimento della società partecipata del Comune di Lecce, che continuerà a fornire i servizi di manutenzione del verde pubblico, portierato e custodia di uffici comunali, impianti sportivi, monumenti storici e via dicendo.

“La nostra è una vera e propria inversione di rotta, che rivendichiamo: abbiamo infatti avviato il sistema di controllo di gestione interno e stiamo stilando la Carta dei servizi, uno strumento che fissa gli standard qualitativi e gli obiettivi da perseguire a beneficio dell'utenza”, ha puntualizzato il sindaco.

Centrodestra critico sulla sulla nomina di Pagliaro

I gruppi consiliari di opposizione sono insorti contro la scelta del sindaco di affidare la carica di amministratore unico della società multiservizi ad Alfredo Pagliaro. Il consigliere, entrato in quota “Puglia Popolare”, si è dimesso poche ore dopo aver ricevuto la convocazione dell'insediamento del Consiglio, ma il centrodestra non gli ha risparmiato critiche.

“Inopportunità e illegittimità” le accuse sollevate ieri e finite anche sulla scrivania del prefetto di Lecce, Maria Teresa Cucinotta, interpellata in virtù di un presunto atto di nomina illecito. Salvemini ha rispedito le accuse al mittente: “Riteniamo di aver agito nel rispetto delle norme e il decreto di nomina è stato firmato dopo le dimissioni di Pagliaro dalla carica di consigliere”.

Il primo cittadino ha difeso la propria scelta, di natura chiaramente politica: “Non ho individuato una figura esterna al percorso elettorale, anzi ho scelto una personalità che si è spesa molto durante la campagna. Il nuovo amministratore unico percepirà uno stipendio allineato a quello di un assessore o del presidente del Consiglio comunale, e questo è un altro segno che abbiamo voluto dare ai cittadini. Il dottor Pagliaro è una persona competente, un professionista che sarà all'altezza dei propri compiti: quello di innalzare la qualità dei servizi e quello di riportare serenità all'interno della Lupiae che vive ancora di tensioni”.

“Lupiae è una grande azienda e io sono onorato di aver assunto un incarico così importante – ha replicato Pagliaro -. Alle polemiche rispondo con i fatti: la maggior parte dei medici sono imprenditori e, al pari di altre categorie, possono tranquillamente occuparsi di una società pubblica”.

Sinistra Comune: "Si svela la natura del patto di potere"

“Nella nomina di Dino Pagliaro colpisce la disinvoltura con cui il sindaco ha rovesciato lunghi anni di battaglie che le opposizioni di centrosinistra hanno condotto per liberare le società partecipate dal Comune dalla occupazione spartitoria del centrodestra cittadino – scrivono gli attivisti del movimento politico cittadino Sinistra Comune -. Le società diventano oggetto di una trattativa di potere e di compensazione tra le diverse correnti e gruppi di pressione. La nuova amministrazione straccia le battaglie per la moralizzazione della vita pubblica e comincia a pagare le cambiali firmate per allargare la coalizione a settori del centrodestra”.

Poi l'affondo del coordinamento presieduto da Mario Fiorella, già candidato sindaco nella precedente tornata elettorale: “Si svela così la natura del patto di potere che che si è consumato alla vigilia delle elezioni. Altro che adesione disinteressata al programma e alle finalità della coalizione "civica, progressista e moderata" da parte di gruppi e formazione esplicitamente provenienti dal centrodestra. La piaga del trasformismo generata dal trasversalismo e dalle pressioni di un blocco di interessi è destinata a depotenziare e a svuotare di ogni credibilità ili progetto di cambiamento di discontinuità con i metodi del passato”.

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