"Lupiae e Automat, comune rispetti gli impegni"

Rotundo torna sul caso dei dipendenti delle società partecipate dall'amministrazione: "Necessario salvaguardare il posto di lavoro per diciotto famiglie leccesi"

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"Ho portato ieri la mia solidarietà ai lavoratori della ex Automat, che sono in sciopero della fame davanti al Comune e ai tredici lavoratori della Lupiae servizi che stanno ricevendo in questi giorni le lettere di licenziamento. Due vicende emblematiche di come negli ultimi due anni l'amministrazione comunale abbia dimenticato Lecce e i suoi cittadini, tutta presa in lotte intestine per accaparrarsi l'eredità del sindaco uscente". Così Antonio Rotundo sul caso che vede al centro diversi lavoratori a rischio.

"I tredici lavoratori della Lupiae servizi - eivenzxia Rotundo - sono coloro che si occupavano di notificare gli atti ai cittadini e che hanno ottenuto, ricorrendo al giudice, l'assunzione a tempo indeterminato, per effetto della Legge cosiddetta Biagi, che imponeva alle aziende di assumere tutti coloro che, in precedenza assunti come collaboratori, non avessero trasformato il proprio rapporto in contratto a progetto. Appena ottenuta l'assunzione questi lavoratori sono stati lasciati a far niente in una stanza, gli è stato tolto l'incarico di messi notificatori ed è stata bandita una gara dall'amministrazione per affidare il servizio a terzi. Con il risultato che la gara è stata vinta da un soggetto esterno, il servizio costa il doppio di quanto costava in precedenza e i tredici lavoratori pagati per non fare niente, in punizione chiusi in una stanza: un caso di mobbing che potremmo definire di scuola".

"Oggi il Comune risolve una volta per tutte la vicenda licenziando questi lavoratori, caricandosi una prevedibile vicenda giudiziaria che scaricherà nuovi oneri sulle casse comunali. Dello stesso tenore è la vicenda dei lavoratori Automat: cinque persone incappate nel fallimento dell'azienda che gestiva la rimozione auto per conto del Comune di Lecce. Queste persone hanno avuto nel tempo ripetute assicurazioni che sarebbero state assunte alla Sgm. Questa intesa è stata addirittura siglata davanti al prefetto e controfirmata dall'amministrazione comunale il 26 dicembre 2006. Chiediamo al Comune, proprietario al 51 per cento della Sgm, di non venire meno ai patti controfirmati".

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