M5S espelle la deputata leccese Giannone, molto attiva contro il Tap

La parlamentare, il 24 maggio, aveva promosso una conferenza stampa alla Camera dei deputati con il sindaco di Melendugno per illustrare i temi di un esposto per la procura di Lecce

Veronica Giannone.

LECCE - La deputata leccese Veronica Giannone è stata espulsa dal M5S. La diretta interessata ha appreso la notizia per puro caso, non avendo ricevuto alcuna comunicazione diretta, né preventiva, dal "Blog delle stelle", di fatto l'organo ufficiale del movimento. Stessa sorte è toccata a Gloria Vizzini, parlamentare siciliana. 

Le "accuse" di cui le due rispondono sono le assenze registrate nel corso di alcune votazioni su provvedimenti considerati fondamentali, il voto favorevole espresso su emendamenti ritenuti contrari alla linea del governo, la partecipazione a conferenze stampa che il M5S non ha apprezzato per i temi che sono stati affrontati e la mancata restituzione, a partire da ottobre scorso, della somma forfettaria stabilita per tutti i parlamentari eletti.

"Nessuna notifica d’espulsione da parte del Movimento, neanche un messaggio. Quanto scritto sul blog sono le solite bugie. Sono pronta a smentirle", ha commentato brevemente la deputata leccese che in queste ore sta rientrando nella Capitale.

Tra gli appuntamenti non graditi dai vertici del M5S, senza dubbio, la conferenza del 24 maggio scorso, presso la Camera dei Deputati, nella quale è stato illustrato un esposto presentato alla procura di Lecce, e firmato da una decina di parlamentari (tra questi l'altro ex leccese, Maurizio Buccarella), finalizzato all'interruzione dei lavori per il gasdotto Tap. In calce a quell'esposto, tra le altre, le sigle di Giannone e Vizzini.

Non solo: alla fine del mese scorso è stata presentata alla Camera una interrogazione alla presidenza del Consiglio dei ministri, al ministero dell'Ambiente e a quello dello Sviluppo economico in relazione al confronto tra il vice premier Matteo Salvini e il vice presidente Usa, Mike Pence. Nell'occasione, il numero due della Casa Bianca, avrebbe espresso tutta la preoccupazione statunitense per gli impedimenti di vario tipo sorti nell'iter di realizzazione del gasdotto, opera alla cui realizzazione gli Usa sono fortemente interessati. Le firme dell'interrogazione sono di Veronica Giannone, di Sara Cunial e Silvia Benedetti (elette col M5S ma ora nel gruppo misto) e di Davide Galantino, sempre del M5S.

Quella del gasdotto con approdo a San Foca, marina di Melendugno è una questione, si ricorderà, che ha messo in grande imbarazzo il M5S: nella campagna elettorale per le politiche del 2018, infatti, il movimento aveva promesso di fermare l'opera salvo, poi, alzare le mani rispetto a una serie di complicazioni economiche e giuridiche che sarebbero sorte in caso di stop.

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