Simona Manca difende il ministro Bray: “Sua nomina è un fatto positivo”

La vice presidente della Provincia di Lecce non dimentica le polemiche per la gestione della Notte della Taranta, ma interviene a sostegno del nuovo titolare della Cultura dopo l'attacco di Ernesto Galli della Loggia

@TM News/Infophoto

LECCE – Prove di riconciliazione in nome della comune appartenenza territoriale e le polemiche per l’esecuzione di “Bella ciao” nell’ultima edizione della Notte della Taranta, diretta da Goran Bregovic, sono superate. Per Massimo Bray, nuovo ministro della Cultura nel governo Letta che ieri ha prestato giuramento, arriva l’endorsement della vice presidente della Provincia di Lecce, Simona Manca. La numero due di Palazzo dei Celestini non ha condiviso, infatti, l’intervento a gamba tesi di Ernesto Galli della Loggia che, dalle pagine del Corriere, si è espresso con durezza nei confronti della scelta operata in favore del presidente della Fondazione Notte della Taranta e direttore editoriale dell’Enciclopedia Treccani.

In sostanza Galli della Loggia ha accusato Bray di essere il megafono di D’Alema, caratteristica che lo avrebbe premiato più che le sue competenze nel settore.  Per il vice presidente della Provincia di Lecce Simona Manca la nomina di Massimo Bray a ministro dei Beni Culturali e del Turismo è invece un’opportunità per il Salento.

“Non sono d’accordo con Galli della Loggia - dice - che diffida dello scarso tasso di notorietà di Massimo Bray e considera in modo molto critico la sua nomina al ministero dei Beni Culturali e del Turismo. In questo governo, come in tanti altri nel passato, ci sono state figure non particolarmente conosciute che hanno svolto egregiamente il proprio compito. Credo che ogni ministro vada valutato su quello che farà e sull’impronta che riuscirà a dare alla propria azione nel governo, non in modo preventivo e solo sul fatto di essere più o meno noto all’opinione pubblica”.

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“Personalmente in passato – aggiunge Simona Manca - ho avuto diverse occasioni di confronto, anche critico, con Massimo Bray su questioni di metodo e di gestione del festival della Notte della Taranta, ma mai nessuno ha messo in discussione la preparazione e l’esperienza di Bray nel settore culturale. Ritengo la nomina di un salentino nel governo un fatto positivo e, anzi, una opportunità per il Salento, che proprio nelle materie ora di sua competenza, cultura e turismo, ha carte importantissime da giocarsi, non solo con la Notte della Taranta, ma con le innumerevoli proposte culturali, con il teatro, la danza, la musica, l’opera, il cinema o il patrimonio storico”.  

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