Mancanza di bagni pubblici, una seduta a Palazzo

Il Pd ha sollevato in commissione Controllo il problema del mutuo contratto nel 2009 per la ristrutturazione. I primi vespasiani ad essere pronti, assicura Messuti, saranno quelli di viale Marconi

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LECCE - A breve distanza dall'inaugurazione dell'attività commerciale che, tra i servizi offerti, darà anche la possibilità di andare utilizzare la toilette a pagamento (http://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=28548), non si placa la polemica sui "vespasiani". Ad oggi, il Comune di Lecce non dispone di un solo bagno pubblico e così la città sopporta le necessità di turisti, pendolari e residenti grazie ai gestori dei locali pubblici. Ma presto, assicurano da Palazzo Carafa, la situazione dovrebbe migliorare, risparmiando così, soprattutto ai vicoli del centro storico di diventare latrine a cielo aperto.

Ma forse per il grande afflusso della Notte Bianca, che certo ha messo a dura prova la pazienza dei gestori di bar, pub e ristoranti, il botta e risposta tra maggioranza e opposizione non perde d'intensità nemmeno su questo argomento. Di bagni pubblici, questa chimera, si è discusso del resto in mattinata in commissione Controllo nella quale la consigliera Rita Quarta del Pd ha chiesto di "conoscere se e come siano stati spesi i fondi rivenienti da un mutuo di 200 mila euro contratto nel 2009 ed avente come oggetto la ristrutturazione dei bagni pubblici, per il quale stiamo pagando una rata di circa 9 mila euro all'anno senza beneficiare del servizio stesso". Durante la seduta è intervenuta anche la collega Angelamaria Spagnolo che dell'organo è la presidente e che ha ricordato di aver presentato un'interpellanza sull'argomento già nel giugno del 2009 (poi discussa nel mese successivo) e di aver avuto rassicurazioni sulla prossima (allora) realizzazione dei vespasiani.

E' l'assessore ai Lavori pubblici, Gaetano Messuti, a precisare i termini dell'annosa questione, con riferimento in particolare ai bagni di viale Marconi, dove attualmente è aperto un cantiere per il rifacimento della struttura: a causa di problemi di consolidamento statico, "l'amministrazione comunale è stata costretta a realizzare un nuovo progetto che prevede la costruzione di una struttura interrata, così come disposto dalla Sovrintendenza archeologica e ai beni culturali, per la sua vicinanza al Castello Carlo V. Per tutte queste ragioni i lavori sono andati sin qui a rilento ed ecco perché - ad oggi - dei 200mila euro previsti, ne sono stati spesi solo una minima parte".

"Nessun sotterfugio, dunque, tanto meno nessuno spreco di danaro pubblico. I lavori riprenderanno nei prossimi giorni e termineranno verosimilmente ad ottobre. Il progetto prevede la realizzazione di una struttura moderna e funzionale, adeguata alle nuove, mutate esigenze dei cittadini e dei turisti e, in particolare, dei portatori di handicap", aggiunge Messuti.
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