Centinaia di No Tap in marcia fino al cantiere: “Dopo due anni ancora qui”

Hanno partecipato al corteo, da Melendugno fino a San Basilio, anche i cittadini contrari al gasdotto venuti da Bari, Brindisi, Taranto e dal Belgio

Un momento della manifestazione di oggi.


MELENDUGNO – Due anni esatti dalla lotta contro il maxi gasdotto, ma loro sono ancora lì. E promettono di restarci ancora a lungo. I componenti del comitato No Tap si sono presentati dalla mattinata di oggi a Melendugno, all'appuntamento presso il campo sportivo comunale per poi raggiungere, in corteo, il cantiere di San Basilio.

Circa 600 cittadini in marcia accompagnati da tre sindaci della zona, tra cui il primo cittadino del luogo Marco Potì, per percorrere i sei chilometri. Ad accompagnare i manifestanti (che hanno voluto ricordare i momenti di lotta e partecipazione attiva del territorio cominciati già nella primavera del 2017), anche i No Tap di Brindisi, Taranto, Bari e persino dal Belgio. "Stiamo combattendo per correggere un sistema e una visione, per questo saremo il 23 marzo a Roma con tutti gli altri comitati che combattono contro queste grandi opere inutili, imposte" afferma Gianluca Maggiore, portavoce del comitato No Tap.aded5241-f06e-4acb-b6da-361adf57f3dd-2

“Possono provare a sopprimerci, criminalizzarci o attaccarci in ogni modo, ma noi non molliamo! Sappiamo di essere nel giusto, conosciamo il malaffare che si nasconde dietro a questo sistema marcio che impone opere inutili e dannose. E per questo combattiamo: ogni anno che passa siamo sempre più forti, sempre più convinti che un'alternativa è possibile.
 Oggi lo abbiamo urlato ancora una volta al cielo, a quel cielo che costantemente ci osserva da dentro un elicottero, quasi avesse paura che la nostra forza possa sovvertire quel sistema creato ad hoc per azzittire le popolazioni”, dichiarano i No Tap.


“Lo abbiamo urlato insieme agli amici di Taranto, di Brindisi, della Basilicata: province e regioni martoriate dallo stesso, subdolo, vigliacco sistema di imposizioni, che vede il denaro valere molto di più della vita.  E lo abbiamo urlato insieme agli amici del Belgio, scesi qui nel Salento per portare la loro solidarietà reale, non quella reclamizzata dai media. Perché la lotta per la difesa di questa terra non ha confini, non ha barriere. Noi siamo ancora qua, e ci saremo sempre, fino al giorno in cui tutti quanti capiremo di essere Noi gli artefici del nostro destino. E quel giorno, anche Tap se ne andrà via con la coda tra le  gambe”, concludono.

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