Fiorella: "Liberare il centro storico per pedoni e bici. Sgm va riprogettata"

Per Sinistra Comune alle elezioni amministrative in campo c'è Mario Fiorella, e con lui 31 aspiranti consiglieri. Ambiente e lavoro: "Basta ricatti sociali e imprese incompatibili con la salute"

Mario Fiorella.

LECCE - Giudice in pensione, Mario Fiorella è uno dei cinque candidati sindaco. Tramontata quasi subito la possibilità di un ingresso di Lecce Bene Comune nella coalizione di Carlo Salvemini, l'associazione e partiti come Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani, hanno scelto, come nel 2017, un proprio rappresentante nella competizione per Palazzo Carafa sotto il cartello di Sinistra Comune. A sostegno del candidato, 31 aspiranti consiglieri sotto il simbolo di Sinistra Comune.

Ambiente e lavoro, temi forti nella sua biografia, sono il punto di ripartenza per una amministrazione più avanzata?

"Certamente. Affrontare i temi ambientali e del lavoro significa migliorare la qualità della vita dei leccesi, e quindi gli sforzi in questa direzione saranno fondamentali. Il numero dei disoccupati e dei precari è infatti allarmante, e così pure il numero dei giovani che si sentono in obbligo di cercare lavoro altrove. Dico anche che non possiamo più consentire che su ambiente e lavoro si consumino ricatti e conflitti sociali, come accade all’Ilva di Taranto, né permetterci imprese incompatibili con la salute dei cittadini. La qualità dell’aria non è buona, e l’alto numero di patologie polmonari lo testimonia. Il verde, come tutti possono constatare, a Lecce è quasi puramente ornamentale".

Nella sua campagna elettorale, il candidato Salvemini è stato citato più volte degli altri, in maniera sempre critica. Ma nella coalizione di Congedo ci sono CasaPound e Altra Italia e Adriana Poli Bortone si ribadisce fiera delle sue origini missine: premesso il giudizio di inadeguatezza verso l’amministrazione di un centrosinistra che a voi non piace, questo non la preoccupa?

"Ci preoccupa molto la presenza dell’estrema destra a fianco dei candidati di centro-destra. Nella campagna elettorale abbiamo dedicato una gran parte della nostra comunicazione e della nostra mobilitazione all’antifascismo e all’opposizione radicale alle politiche dei cosiddetti decreti sicurezza. Pochi giorni fa siamo scesi in piazza a contestare Salvini. Ciò detto, non ci è piaciuto nemmeno un po’ il patto tra Salvemini e i consiglieri comunali della Lega pur di stare al governo della città per qualche mese in più, né la presenza di liste di estrema destra a fianco di Delli Noci nelle precedenti elezioni. Lo sdoganamento operato verso l’estrema destra è una responsabilità grave, che ci auguriamo non si ripeta mai più". 

Video: appello al voto di Mario Fiorella

Sul gasdotto Tap/Snam ha dichiarato che si potrebbe e dovrebbe fare ancora un tentativo per fermarlo. Le amministrazioni interessate, compresa quella di Lecce, già da tempo hanno espresso in conferenza dei servizi il loro parere negativo, obbligatorio ma non vincolante. Quale atto o iniziativa ancora si possono fare?

"Ci sono ricorsi in atto da parte di preparati giuristi in sede europea perché l’Italia avrebbe disatteso la Convenzione di Aarhus sulla democrazia ambientale, che implica il coinvolgimento delle popolazioni  in un’analisi a tutt’oggi assai nebbiosa, quella sui cosiddetti costi-benefici di quest’opera. Noi di Sinistra Comune seguiamo queste opposizioni giuridiche con piena solidarietà a chi le mette in atto, e contemporaneamente pensiamo che vada intrapresa un’ulteriore azione informativa nei confronti dei cittadini leccesi, cui nessuno dice che la Tap passa anche per il proprio territorio, e non solo per quello della zona di Melendugno. Siamo vicini al sindaco Potì e al movimento No Tap, i cui attivisti sono assistiti da validi avvocati anche su una questione poco pubblicizzata ma grave: un numero altissimo di sanzioni ingiustificate e di multe salatissime che colpiscono persone che si sono opposte pacificamente a un’opera che manca di ogni significato strategico e che si abbatte con violenza sul territorio e sul suo ecosistema". 

Cosa c’è che non la convince della bozza di piano comunale delle Coste, che un’associazione di balneari ha definito statalista perché troppo sbilanciato a favore di una concezione pubblica del demanio?

"Prima ancora di entrare nel merito del piano coste vorrei che i consiglieri comunali eletti facessero, tutti insieme, una lunga passeggiata nelle nostre marine e prendessero nota del degrado, della sporcizia, dell’abbandono. Per il resto, la retorica della campagna elettorale a volte fa apparire improvvisamente statalisti chi non ha centrato obiettivi pubblici significativi. Per noi è chiaro che molte spiagge debbano essere agibili a tutti e “libere”, ma occorre curarle e dotarle di servizi essenziali, che per ora non esistono. Inoltre, molti operatori privati si sono fatti carico di lavori significativi anche nell’interesse pubblico, e con loro sviluppare un dialogo è corretto, anche se le posizioni di partenza possono essere distanti".

Se Fiorella sarà il nuovo sindaco come affronterà il nodo traffico, servizi pubblici e parcheggi? E come immagina il futuro della società partecipata, anche alla luce della recente interdittiva?

"Guardi, la lentezza e la cautela con cui tutti quelli che hanno governato nel corso dei decenni è esasperante. Mi riferisco ovviamente alla necessità impellente di liberare il centro storico in favore dei pedoni e delle biciclette, e di chiuderlo quanto più possibile alle automobili. Il filobus, anche qui fuori di demagogia, ce lo dobbiamo tenere e quindi occorre riqualificarlo, insieme a tutto il trasporto pubblico, che come sappiamo non funziona, a partire da minime informazioni per l’utenza alle fermate, che o non ci sono o sono inutili. I parcheggi vanno organizzati fuori le mura, come parcheggi di scambio. La società partecipata va riprogettata, e gli obblighi di servizio fissati dopo una intensa discussione pubblica". 

Se al secondo turno dovesse prefigurarsi una sfida tra Salvemini e Congedo o la Poli, come si orienterà il candidato Mario Fiorella? 

Intanto fino a domenica siamo impegnati a dare alla sinistra leccese il posto che merita all’interno del consiglio comunale. In caso di ballottaggio, come lei sa, Sinistra Comune non si sognerebbe nemmeno di votare forze dichiaratamente di destra. Per un eventuale voto al candidato dello schieramento progressista e moderato guarderemo alle loro disposizioni di alleanze, augurandoci che siano rivolte più verso l’area progressista di quanto abbiano detto e prospettato durante la campagna elettorale, e senza dare per scontato nulla.

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