Inchiesta case popolari, Salvini si smarca: "Chi ha sbagliato paghi il doppio"

A Lecce per sostenere il candidato sindaco del centrodestra Mauro Giliberti. Il leader leghista parla di immigrazione, legge elettorale, alleanze

Mauro Giliberti e Matteo Salvini.

LECCE - Mauro Giliberti, candidato sindaco del centrodestra, ha scelto di accogliere il segretario federale della Lega, Matteo Salvini, ricordando i tempi in cui - correva l'anno 2011 - Bruno Vespa gli chiese di seguire passo dopo passo l'ascesa dell'attuale leader del Carroccio. Allora chi lo avrebbe detto che qualche anno più tardi l'esponente politico sarebbe venuto a Lecce per sostenere la ricorsa elettorale di quel giovane cronista che aveva conosciuto nelle valli e nella città del Nord?

Aneddoti a parte, tuttavia, c'è qualcuno che non ha dimenticato i toni storicamente antimeridionalisti e sempre molto accesi del vocabolario leghista: un cittadino, di passaggio in auto, si ferma a inveire: "Vergognatevi", urla contro il segretario e il candidato che sono in piedi su un tavolino all'esterno del comitato elettorale di viale Leopardi, attorniati dagli aspiranti consiglieri della lista "Noi con Salvini". C'è però anche chi, transitando in vespa, risponde con il pollice in alto all'identico gesto di Salvini che dalla sua posizione precaria si diverte anche a fare selfie. 

Prima di tutto questo, però, Salvini si è intrattenuto con i cronisti, rispondento alle loro domande che hanno spaziato dall'ambito locale a quello nazionale. 

Immigrazione.

Tema quanto mai attuale, ovviamente, quello dei migranti in viaggio attraverso il Mediterraneo: "Io non parlo più di immigrazione ma di invasione, organizzata, finanziata e pianificata a Bruxelles con la complicità di Roma, il Pd è complice, le cooperative sono complici, le associazioni di pseudovolontariato sono complici, quindi i richiami di Bruxelles e Strasburgo sono ridicoli. Aspetto le elezioni perché l’Italia torni a essere Italia. Datemi per tre mesi il ministero dell’Interno e tu vedi che ordine e pulizia riportiamo da nord a sud. Non aspetto né Bruxelles né la Merkel".

"Integrare è possibile con numeri limitati - ha proseguito l'esponente leghista -. Se fosse solo quel dieci per cento che scappa dalla guerra non avremmo problemi. Integrare 250mila persone ogni anno che tanto a Lecce quanto a Milano vanno in giro a far casino non è ipotizzabile. L’integrazione presuppone dei limiti, delle regole e dei confini controllati e non gli sbarchi che a migliaia stiamo affrontando e alcuni quartieri di Lecce, come di mezza Italia, oramai vedono gli italiani se non in minoranza, quasi".

Prima gli italiani: case popolari e inchiesta.

"Prima gli italiani, questo chiediamo ai sindaci, per le case popolari, per i contributi pubblici, attenzione alla sicurezza e questo unisce l’Italia da Nord a Sud". A proposito di case popolari, è la domanda di LeccePrima, non la imbarazza che sia aperta una inchiesta che interessa una parte consistente della giunta uscente, sindaco compreso?  "No - replica Salvini - anche perché noi siamo freschi e puliti, tutti candidati nuovi, guardiamo avanti. Se qualcuno ha sbagliato in passato spero che paghi il doppio perché chi sbaglia con la cosa pubblica non deve più potersi ricandidare per il resto dei suoi giorni. Proprio in queste ore la Regione Liguria approva un regolamento che prevede dieci anni di residenza per ottenere un alloggio popolare: ecco spero che in Puglia si ricorra allo stesso criterio".

Legge elettorale.

Dopo il via libera del M5S alla proposta di modello elettorale proporzionale con sbarramento al 5 per cento (come in Germania), Salvini ironizza: "Renzi, Berlusconi e Grillo vanno d’amore e d’accordo. Noi diciamo che va bene, l’importante è votare, noi da settembre diciamo loro di scegliere la legge elettorale che vogliono, hanno cambiato idea 18 volte, speriamo che questa sia l’ultima e che gli italiani possano tornare a votare.

I confini del centrodestra: "Mai col Pd".

"Noi abbiamo le idee chiare. Le cose le cambi se vinci: la legge Fornero la cambi se vinci, le tasse le riduci se vinci, l’immigrazione la blocchi se vinci. Noi ci siamo e crediamo a una squadra alternativa a Renzi, non so se tutti a destra la pensano allo stesso modo, ma io posso dirvi chiaramente che chi voterà Lega non vedrà mai il suo voto alleato di Renzi.

Proprio su quest'ultimo punto, in maniera preventiva, cioè prima che Salvini parlasse alla stampa locale, era arrivato il "benvenuto" di Paolo Pagliaro, dirigente di Forza Italia e tra i principali promotori della candidatura di Giliberti, con cui vanta un rapporto consolidato essendo l'editore di Telerama, l'emittente dove il candidato si è formato ed è cresciuto professionalmente: "La smetta di attaccare Forza Italia e Berlusconi per personali scopi elettorali - aveva scritto Pagliaro in una nota -. Noi siamo il centrodestra liberale e pluralista ed è cosa normale cercare il dialogo con tutte le forze politiche per scrivere una legge elettorale che permetta di andare al voto, così come normale fu il tanto discusso Patto del Nazareno che fu soltanto un’ipotesi di accordo sulle riforme costituzionali che sono di tutti. Il presidente Berlusconi merita rispetto perché è l’unico federatore del centrodestra unito".

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