Il meetup incalza gli eletti del M5S: "Nessuna notizia su Tap dalle elezioni"

Dagli attivisti di Melendugno e Borgagne una pubblica sferzata ai parlamentari eletti dopo il successo del 4 marzo: "Noi sul territorio ci mettiamo la faccia"

MELENDUGNO – Il meetup di Melendugno e Borgagne ha chiesto con una lettera aperta a tutti i portavoce pugliesi del movimento di dare conto della loro “inerzia” rispetto alla questione Tap.

Insomma, la base pentastellata del comune più direttamente interessato dalla costruzione del gasdotto si rivolge senza tanti giri di parole agli eletti in Parlamento: 

“Dopo il 4 marzo, nessuno è più venuto a Melendugno per dare chiarimenti sullo stato dell'opera; le uniche voci pervenute tramite amici attivisti sono state quelle di stare tranquilli, di non creare contrasti all'interno del movimento e di avere fiducia: ma noi siamo grillini, diffidenti per natura, ed abbiamo un mostro a 600 metri da casa”.

È cosa nota che il successo del M5S in provincia di Lecce e in particolare nei territori da anni investiti della vicenda Tap, sia derivato proprio da una posizione di netta contrarietà all’opera e dalla rassicurazione che, una volta al governo, sarebbero state adottate tutte le misure idonee per fermare il cantiere.

I componenti del Meetup, che si definiscono diffidenti per natura in quanto grillini, cioè per definizione, puntano l’indice contro l’analisi dei costi benefici che sconsiglierebbe lo stop all’opera. “Cari portavoce, oggi dite che l'eventuale stop dell'opera comporterebbe penali a danno del popolo italiano di circa 20 miliardi, quello che non è chiaro, e che da sostenitori di questo governo pretendiamo di sapere in nome della tanto ricercata trasparenza, è come siano state calcolate queste penali. Quali sono i documenti che le attestano? Chi sono i tecnici che hanno esaminato l’analisi costi-benefici?”.

Poi la chiamata diretta in causa del ministro per il Sud, Barbara Lezzi: “Ha contribuito alla redazione dell'analisi costi-benefici, visto che era in possesso del documento che attesta l'assenza di un accordo host government agreement”? Il riferimento è a quell’accordo formale che stabilisce diritti e doveri reciproci tra un paese ospitante e l’investitore privato che intende realizzarvi una grande opera.

I pentastellati di Melendugno pongono anche un termine, quello del fine settimana, per avere tutti i chiarimenti richiesti: “Sappiamo benissimo che le responsabilità maggiori di questo ecomostro illegittimo ricadono sui partiti tutti, inclusa la Lega, ma questo non rende meno amaro il boccone di chi ha creduto, e tuttora crede, negli ideali di trasparenza e onestà, mettendoci la faccia e lavorando sul territorio per il sogno di un vero cambiamento”. 

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