Mensa e trasporto a Boncuri. Ma sono solo 3 le aziende iscritte alla Rete del lavoro

La Regione ha assicurato che i servizi partiranno a breve. Il prefetto ha sottolineato l'importanza delle sinergie contro il caporalato e della repressione

In foto: la cabina di regia in prefettura a Lecce

LECCE – I numeri delle aziende agricole che hanno deciso di certificare il rispetto dei principi di legalità in materia di lavoro, iscrivendosi alla Rete del lavoro agricolo di qualità, è piuttosto esiguo: se ne contano appena tre. Eppure i vantaggi per le imprese non mancano, così come per gli operai stagionali che sono già arrivati nell'agro di Nardò per affrontare la raccolta stagionale delle angurie.

Passo dopo passo, la prefettura di Lecce insieme alle istituzioni del territorio, le organizzazioni sindacali e datoriali, sta cercando di smantellare la fitta trama del lavoro nero e il preoccupante fenomeno del caporalato che non si può dire archiviato.

Oggi, nella sede della prefettura di Lecce, si è riunito il tavolo tematico per la costruzione della sezione provinciale della Rete del lavoro agricolo di qualità. La rete è stata istituita presso l'Inps per selezionare quelle imprese che si distinguano per il rispetto delle norme in materia di lavoro, legislazione sociale, imposte sui redditi e sul valore aggiunto. La Rete è già attiva a Foggia e Brindisi.

La novità sta nell'avvio dei servizi di mensa e trasporto per gli stagionali, finora improvvisati e lasciati alla mercé di malintenzionati, pronti a lucrare su tutto: dalle bottigliette d'acqua ai panini, fino al passaggio in furgoni verso i campi agricoli.

La dirigente della Regione Puglia,  Anna Tonia Margiotta, ha spiegato che a breve i migranti avranno a disposizione un parco di biciclette per gli spostamenti di prossimità al fine di agevolare la partecipazione ad attività sociali  e favorire la piena integrazione nella comunità locale.

“Abbiamo provveduto ad affidare il servizio mensa, totalmente gratuito, alla Caritas di Nardo che lo gestirà nella propria sede, offrendo tre pasti al giorno, con pranzo al sacco – ha aggiunto-. La tabella dei pasti è stata concordata con un nutrizionista per bilanciare i pasti in base  alle esigenze del carico di lavoro. Abbiamo quasi completato anche l'affidamento del servizio di trasporto che collegherà Masseria Boncuri con i campi agricoli”.

“La rete rappresenta un altro tassello che stiamo aggiungendo al lavoro virtuoso già svolto con Masseria Boncuri: struttura che quest'anno è cresciuta, grazie ai servizi per i braccianti. In più il Centro per l'impiego di Nardò aprirà uno sportello, attivo un giorno alla settimana,  per permettere ai lavoratori di iscriversi negli elenchi – ha aggiunto il prefetto, Maria Teresa Cucinotta - . Questo sistema virtuoso, che vogliamo contrapporre ai fenomeni di caporalato che pure persistono, come dimostra l'episodio di ieri a Foggia, deve essere sostenuto anche dall'attività repressive delle forze dell'ordine e dai controlli degli ispettori del lavoro”.  

Quali vantaggi avranno le aziende? Maria Sciarrino, direttrice Inps Puglia, ha puntualizzato che non ci saranno sgravi fiscali ma è previsto un sistema di premialità che vede l'esonero da controlli sul rispetto degli obblighi contrattuali e sul presupposto della correttezza dell'agire.

La posizione dei sindacati e di Coldiretti

Positiva la valutazione delle organizzazioni sindacali. La Cisl di Lecce e la Fai Cisl, rappresentate da Ada Chirizzi e Gianluigi Visconti hanno dichiarato che le recenti visite ispettive  dimostrano l’efficienza della task force locale e che la legge 199 funziona sotto l’aspetto penale: “La repressione senza prevenzione non è però sufficiente: il successo di questa grande battaglia si misurerà, alla fine, non solo sugli esiti ispettivi, ma anche e soprattutto sul numero di persone che saremo riusciti a sottrarre allo sfruttamento”.

Mauro Fioretti, segretario generale Uila-Uil di Lecce ha aggiunto che “la nascita della cabina di regia a livello territoriale costituisce un importante tassello. Ora sarà importante renderlo operativo, coinvolgendo l’Ente bilaterale territoriale per il settore agricolo e prevedendo specifici bandi a supporto dei lavoratori”.

“È chiaro che non possiamo fermare qui – ha chiosato la segretaria Flai Cgil Lecce, Monica Accogli- siamo solo all’inizio del percorso. La Rete offre tutti gli strumenti per prevenire e combattere lo sfruttamento del lavoro, in particolare per la gestione del mercato del lavoro in maniera chiara e trasparente. Potremo ora tarare la nostra attività sulle esigenze e dinamiche del territorio”.

Gianni Cantele di Coldiretti Lecce, nel commentare la stretta sulla semplificazione in materia di lavoro in agricoltura con la firma della bozza di decreto interministeriale, ha chiesto di bloccate le aste capestro on line al doppio ribasso. Per due motivi: perché strangolano, gli agricoltori con prezzi al di sotto dei costi di produzione, e perché alimentano nelle campagne la dolorosa piaga del caporalato.

“Se nei passaggi della filiera venissero riconosciuti prezzi adeguati ai prodotti agricoli in campagna – ha aggiunto- le imprese agricole sarebbero disposte a pagare gli operai anche oltre quanto definito dal contratto provinciale del lavoro, perché c’è la profonda consapevolezza che vada garantita con ogni mezzo dignità del lavoro sia alle imprese agricole che ai lavoratori”.

Alla cabina di regia della prefettura hanno partecipato: Comune di Nardò, Provinci di Lecce, Regione Puglia, Ispettorato del Lavoro, la direzione provinciale e regionale di Inps, Asl, Inail, Protezione Civile, Camera di Commercio, Centro per l'impiego di Nardò, Consiglio italiano per i rifugiati, Diocesi di Nardò, Caritas, Istituto di culture mediterranee, Ente bilaterale Cassa A.M.I.C.A. Per la parte datoriale erano presenti: Coldiretti, Confagricoltura, Confederazioni italiani agricoltori, Unione coltivatori italiani, Confederazione produttori agricoli. I sindacati presenti erano Cis e Fai, Uil e Uila, Cgil e Flai. 

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