Metapulia: dopo quattro ore di confronto e polemiche, minoranza lascia l'aula

Approvata dalla maggioranza la delibera con il parere contrario del Comune di Lecce al progetto per un impianto di produzione di biogas nella zona industriale

L'intervento del sindaco, con i banchi della minoranza vuoti.

LECCE - Dopo oltre quattro ore di serrato confronto, di rimbrotti, di repliche per fatto personale e di pregiudiziali presentate dalla minoranza per rinviare la votazione, la delibera che esprime parere contrario alla proposta di un impianto di produzione di biogas e compost è stata approvata con 19 voti, quelli dei consiglieri di maggioranza presenti.

Gli esponenti del centrodestra, infatti, avevano appena lasciato l'aula, manifestando così il proprio disappunto per la gestione dei lavori in commissione, nella seduta di ieri quando già appariva chiaro che la discussione di oggi in aula sarebbe stata accompagnata da stoccate e polemiche. Di strascichi, in realtà, se ne prevedono anche per i prossimi giorni perché il consigliere Gianpaolo Scorrano ha preannunciato di voler chiedere lumi al prefetto, accusando la maggioranza di condotta antidemocratica.

Il progetto, presentato da Metapulia, individua nella zona industriale tra Lecce e Surbo il sito dove ospitare l'impianto. Il parere definitivo sarà, in ogni caso, quello della Provincia: in Conferenza dei servizi sono stati raccolti tutti i pareri degli enti interessati - favorevole Asl, contrario Comune di Surbo, tanto per fare due esempi - e ora si attende l'unica decisione vincolante. Il Comune di Lecce, dunque, al termine dei dieci giorni richiesti per la formulazione del parere, ha detto di no e lo ha fatto con la convinzione che il territorio non possa sopportare il carico urbanistico di due impianti: uno, privato, legato alla proposta di Metapulia; l'altro, pubblico, che esiste sulla carta nella programmazione dell'Agenzia regionale dei rifiuti che intende procedere alla chiusura del ciclo dei rifiuti. L'assessora all'Ambiente, Angela Valli, si è incaricata di illustare i dettagli della delibera ai consiglieri.

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La minoranza, nel merito della questione, ha fatto presente che con la scelta di oggi si rinuncia a un investimento certo in nome di una possibilità che non è ancora legata all'individuazione di un sito. "Mi farò parte diligente per individuarlo. Di fatto si è già tenuto il primo incontro tra Ager e Comuni del Nord Salento per procedere quanto prima all’avvio di un procedimento in questo senso", ha spiegato il sindaco, Carlo Salvemini che poi ha precisato la ragione principale per la quale il parere è stato alla fine negativo: la volontà di Ager, che per legge è il soggetto delegato alla gestione del flusso dei rifiuti, di conferire quelli dell'ex Ato Lecce 1 in un impianto di tipo pubblico, al servizio di circa 320mila abitanti. Questa scelta farebbe, infatti, venir meno l'approvvigionamento indicato alla base del piano finanziario della porposta di Metapulia, il cui impianto, per giustificare le 55mila tonnellate annue di Forsu (più 10mila di sfalci di verde), dovrebbe dunque accogliere rifiuti da altre zone. Ipotesi, questa, che nessuna istituzione vuole assecondare .

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