MoVimento 5 Stelle, ora per strada a raccontare l'altra politica

Questa mattina nei pressi di Porta Rudiae quelli che rifiutano i rimborsi elettorali. Hanno montato un gazebo per informare ed a intercettare sollecitazioni da parte dei cittadini e simpatizzanti

Gli esponenti del MoVimento 5 Stelle (Foto LeccePrima)

 

LECCE – Mentre dall’altra parte della città, nel Cine-teatro Salesiani, si sta tenendo il quarto congresso provinciale dell'Unione di Centro – obiettivo, fare una verifica sui dati pugliesi e locali e per discutere delle prossime sfide dell'Udc, sia in campo nazionale che su quello più strettamente territoriale -, nei pressi di Porta Rudiae quelli del MoVimento 5 Stelle di Beppe Grillo, che rifiutano i rimborsi elettorali, sono per strada con un gazebo per informare ed a intercettare sollecitazioni da parte dei cittadini e nuovi simpatizzanti. Scendono ufficialmente in campo, anche a Lecce, dopo che la notizia dei giorni scorsi sulla partecipazione del movimento con un loro candidato sindaco alle amministrative del 2012.

Pettorina color arancione e logo “MoVimento 5 Stelle Lecce”, gli organizzatori hanno distribuito un volantino con su scritti i punti cardini della loro idea di fare politica, “un nuovo modo, inconciliabile con l’attuale”. Quindi, primo tra tutti, “nessuna alleanza con i partiti”. Severissime le regole all’interno del movimento, rese pubbliche anche con il volantino autofinanziato, come per esempio la revocabilità semestrale del mandato: “ogni sei mesi gli eletti si sottopongono al giudizio degli attivisti, che ne valutano l’operato e ne decidono la riconferma”.

Oppure, il “rifiuto di doppi incarichi elettivi: il consigliere farà solo il consigliere, il sindaco solo il sindaco”. Trasparenza nell’uso dei fondi pubblici: “Rendiconteremo – dicono – fino all’ultimo euro le spese per svolgere incarichi pubblici”. E poi, tetto allo stipendio di sindaco, assessori e consiglieri: “In tempi di crisi, 2.500 euro netti al sindaco sono sufficienti”. E qui a Lecce gli attivisti del movimento, promettono che una volta a Palazzo seguiranno l’esempio dei loro colleghi come in Emilia Romagna, in Piemonte e in decine di comuni italiani.

Ad ogni modo, per saperne di più, in previsione di quella che potrebbe rivelarsi, chissà, una spina nel fianco per la politica locale (chi si è mai candidato sindaco di Lecce dicendo che non avrebbe preteso più 2.500 euro al mese?) - ecco la linea telefonica diretta a cui rivolgersi: 389 933 03 68.

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