Senza bonifica, niente cartelle: l'onda lunga della protesta dei Consorzi

Giornata di mobilitazione contro il pagamento del tributo 630 a fronte di servizi non effettuati dagli enti. Cantele, Coldiretti Lecce: "Gli agricoltori tornino a pagare dopo la bonifica straordinaria"

Foto di repertorio di un canale

LECCE – Niente servizi, niente cartelle: è questo lo slogan lanciato da Coldiretti su scala regionale per rivendicare lo svolgimento dei servizi da parte dei Consorzi di bonifica pugliesi. L’onda lunga della mobilitazione, partita oggi a Gravina di Puglia dove gli agricoltori, a bordo dei trattori, hanno presidiato la sede del consorzio locale, è arrivata nel Salento.

Nella provincia di Lecce sono due gli enti pubblici che si occupano delle opere di bonifica e della gestione delle acque destinate all'irrigazione: Arneo e Ugento Li Foggi, entrambi commissariati. In entrambi i Consorzi gli agricoltori hanno rispolverato la vecchia battaglia sulle cartelle di pagamento emesse dai consorzi  per servizi che, sostengono loro, non hanno mai ricevuto.

Questione che si ripropone ciclicamente perché irrisolta, come sottolinea il presidente di Coldiretti Lecce, Gianni Cantele: “Le attività di bonifica non sono mai state svolte da quando, con un atto politico, il governo barese ha deciso di commissariare tutti gli enti, con l’eccezione di due foggiani. Ciò significa che i canali non sono puliti e all’interno si possono trovare anche interi tronchi di albero. Lo stesso vale per l’erogazione dell’acqua: sono pochissime, su scala regionale, le aree che sono servite bene dal servizio irriguo”.

La richiesta alla base della protesta è sempre la stessa: “Vogliamo che la Regione Puglia intervenga per rimettere a regime queste strutture che risultano in stato di abbandono sin da quando sono state commissariate. E i costi per questi servizi straordinari non possono essere scaricati sulle spalle degli agricoltori: è il governo regionale a doversene fare carico. La Regione Puglia è intervenuta diverse volte, sostenendo però solo i costi del personale e poco altro”, aggiunge lui.

In buona sostanza, il tributo 630, chiesto agli agricoltori per sostenere i costi di bonifica e gestione ordinaria, dovrebbe essere pagato a servizio di bonifica svolto. “Gli agricoltori ricominceranno a pagare solo dopo che i servizi straordinari saranno effettuati”, ribadisce Cantele.

La vertenza dei Consorzi di Bonifica è di nuovo sul tavolo della Regione Puglia, quindi. E non si tratta di una novità: “Finora abbiamo incontrato gli esponenti del governo barese, anche in occasione della Fiera del Levante, ottenendo delle rassicurazioni a cui non è stato dato seguito”, chiarisce il presidente.

La protesta è pronta a esplodere anche a livello locale contro ogni ipotesi di emissione dei ruoli di bonifica 2016, 2017, 2018: “Rischiamo infatti di vederci recapitare le tre annualità pregresse, con il rischio di doverle di nuovo impugnare, come accaduto pochi anni addietro quando fioccarono i ricordi contro il pagamento del tributo 630”.

La Coldiretti chiede che non vengano emessi i ruoli di bonifica, nell’attesa che il Consorzio di bonifica Centro – Sud Puglia si faccia carico, attraverso un piano organico pluriennale, di tutti gli interventi di manutenzione assenti da decenni E questo al fine "di non gravare di oneri impropri i consorziati, già colpiti sia patrimonialmente che nella formazione del reddito, in considerazione dei ripetuti danni subiti a causa  della  mancata manutenzione di opere e strutture di bonifica".

“Inauguriamo oggi una nuova fase di mobilitazione che proseguirà, in forme ancora da decidere, fino a quando non avremo ottenuto risposte adeguate dalla Regione Puglia”, avvisa il presidente di Coldiretti Lecce.

E proprio questa mattina, in occasione della protesta a Gravina, è stato presentato il “Dossier della bonifica che non c’è”: un reportage fotografico di canali ostruiti da vegetazione erbacea, con piante con diametri tali da testimoniare la mancanza di opere bonifica da oltre vent’anni, reti di scolo ingombre di qualunque materiale, sponde di canali fessurate e in alcune parti divelte.

“A fronte di danni in campagna per cui abbiamo predisposto la richiesta di risarcimento danni, gli agricoltori sono chiamati a pagare per servizi che non esistono, rei di vivere e lavorare in campagna, dove manutengono il territorio, ma pagano a caro prezzo i disservizi e l’incuria di un servizio esattoriale immotivato. E quando non pagano si vedono pignorare mezzi, strutture e addirittura le pensioni”, ha aggiunto il presidente di Coldiretto Bari, Savino Muraglia.

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