Salvemini presenta la sua giunta alla città. Per Valli l'Ambiente, a Gnoni i Tributi

Tra conferme e volti nuovi, varata la squadra di governo. Il sindaco tiene per sé le deleghe al Bilancio, ai Rapporti con l'Università, alle Società Partecipate e al progetto Terra d'Otranto

Da sinistra Cicirillo, De Matteis, Gnoni, Valli, Foresio, Silvia Miglietta, Salvemini, Signore, Rita Miglietta e Delli Noci.

LECCE - Da lunedì la giunta comunale di Lecce si metterà al lavoro. Il sindaco Carlo Salvemini ha presentato oggi la sua squadra, composta al termine di quasi due settimane di confronti con tutte le otto liste della coalizione con la quale ha vinto al primo turno, conquistando il 50,9 per cento dei voti. Il primo cittadino, anche per stemperare un carico di faticache negli ultimi giorni si è andato intensificando ulteriormente, ha esordito in conferenza stampa dicendo: "Siccome sono un uomo di parola, anche questa volta la mia scelta non può rendere tutti felici".

Salvemini ha spiegato di aver fatto un inevitabile lavoro di mediazione e sintesi, nell'interesse della città e ha ricordato ai suoi assessori il vincolo di un rapporto fiduciario diretto che li lega a lui e all'elettorato che ha determinato una vittoria che consente oggi una programmazione quinquennale dell'attività amministrativa.

Tutte le deleghe della giunta

Le anticipazioni sui nomi degli assessori sono state tutte confermate, mentre molto meno si sapeva delle deleghe che Salvemini, trattenendo per sé Bilancio, Società Partecipate, Rapporti con l'Univresità e Progetto Terra d'Otranto, ha così riorganizzato: a un commosso Marco De Matteis (Sveglia Lecce) è andata la Mobilità Urbana Sostenibile; A Christian Gnoni (Coscienza civica-Ideazione) Tributi, Politiche attive del lavoro, Affari generali, Agricoltura; per Angela Valli (Noi per Lecce) Ambiente e Salute pubblica, Igiene e decoro Urbano, Tutela degli animali; Fabiana Cicirllo (Civica) ha avuto la delega alla Cultura. Questi i volti nuovi della giunta rispetto a quelli dell'esecutivo che seguì la vittoria al ballottaggio di Salvemini nel giugno del 2017.

Il resto della squadra vede conferme sia nelle persone che nelle deleghe: per Sergio Signore (Pd) Sicurezza urbana, Polizia locale, Protezione civile, Rapporto con i quartieri, Servizi demografici, Servizi cimiteriali; a Paolo Foresio (Pd) deleghe a Spettacolo, Turismo, Sport, Edilizia sportiva e palestre scolastiche, Sviluppo economico, Attività produttive e artigianali; a Rita Miglietta, che non era candidata ma di fatto espressione di Lecce Città Pubblica, Politiche Urbanistiche, Rigenerazione Urbana, Valorizzazione Marine, Social housing, Edilizia privata e Patrimonio pubblico, Piano del Verde; anche per Silvia Miglietta (Lecce Città Pubblica) le deleghe già esercitate più quelle che aveva Saverio Citraro: otto in tutto, Welfare, Accoglienza, Accessibilità, Politiche abitative, Pari opportunità, Diritti Civili, Volontariato, Politiche giovanili. Per il vice sindaco Alessandro Delli Noci: Programmazione strategica, Lavori Pubblici, Personale, Agenda Digitale, Innovazione tecnologica, Europa e Cooperazione.

Della compagine vincitrice delle elezioni restano senza riconoscimento in giunta le liste dell'Udc e di Puglia Popolare. La prima vedrà l'assegnazione della presidenza del consiglio comunale, con Carlo Mignone (già assessore all'Ambiente), per la seconda è possibile un incarico nel momento in cui ci sarà da rimettere in piedi il management di Lupiae Servizi ed Sgm, società di cui il Comune è socio (unico nel primo caso, di maggioranza nel secondo). Salvemini ha spiegato che il consiglio di amministrazione di Lupie decadrà dopo l'approvazione del consuntivo 2018, che lui ha sollecitato entro la fine del mese, mentre per la società dei trasporti e della sosta a pagamento bisogna tener conto dei tempi dettati dalla gestione commissariale. 

Congedo: "Spero che le indiscrezioni siano smentite"

Proprio sulle partecipate è arrivato il primo, discreto affondo di Saverio Congedo che nel porgere gli auguri alla giunta come leader della coalizione di centrodestra, giunta al secono posto, ha sottolineato: "Qualora dovessero trovare conferma le indiscrezioni rispetto all’utilizzo delle nomine, ai vertici delle partecipate oltre che della presidenza del consiglio comunale, in chiave compensativa per le esclusioni dalla composizione della squadra di governo, allora non sarebbe certo un bel segnale in direzione di quel cambiamento tanto sbandierato. Per quanto riguarda la presidenza del consiglio comunale, comprendo che i numeri in aula consentano alla maggioranza una tranquilla autonomia in questa scelta, ma sarebbe stato forse il caso di segnare una netta discontinuità con il passato, restituendo importanza al ruolo di garanzia dell’intera assise che la presidenza dovrebbe rivestire. Avrei apprezzato, al riguardo, che la questione fosse stata condivisa, quantomeno formalmente, con i gruppi di opposizione. Purtroppo, invece, restiamo saldamente ancorati ai metodi di sempre. Rispetto alle scelte sulle partecipate, invece, l’auspicio è che quelle indiscrezioni possano trovare smentita nei fatti, sia per rispetto del mandato ricevuto dagli elettori che per la situazione di grave difficoltà in cui versano entrambe le società partecipate del Comune di Lecce".

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