Nuovo Capo dello Stato cercasi. Cosa resta di sette anni di Giorgio Napolitano

Si aprono domani gli scrutini per scegliere il nuovo presidente della Repubblica: quattro politici salentini danno una valutazione complessiva del settennato che si chiude e ipotizzano il profilo del prossimo inquilino al Colle

Il palazzo del Quirinale (@TM News/Infophoto)

LECCE - Inizieranno domani le votazioni per eleggere il nuovo Capo dello Stato, che guiderà il settennato successivo a quello retto da Giorgio Napolitano. È proprio intorno alla figura del presidente della Repubblica uscente e al suo operato che, in questi giorni, si susseguono dibattiti e discussioni, cercando di analizzare meriti e critiche.

Ad un giorno dalla convocazione delle Camere, LeccePrima ha ascoltato quattro esponenti del mondo politico di opposto schieramento, per chiedere una valutazione complessiva sul mandato di Napolitano e per prefigurare il profilo del prossimo inquilino del Quirinale.

Due di loro, Francesco Bruni (Pdl) e Teresa Bellanova (Pd) saranno direttamente coinvolti nella scelta del futuro Capo dello Stato, mentre gli altri due, Saverio Congedo (Pdl) e Cosimo Durante (Pd), sono stati interpellati sulla base del ruolo politico che occupano (il primo come consigliere regionale di centrodestra, il secondo come capogruppo d'opposizione a Palazzo dei Celestini e presidente dell'assemblea provinciale del Pd). Inoltre, sono stati raccolti alcuni pareri dei lettori sull'argomento.

Congedo ha sottolineato nel suo intervento (qui il testo integrale) l'importanza di procedere ad una svolta "presidenzialista" dell'assetto istituzionale, sottolineando come il Capo dello Stato uscente abbia mostrato l'abilità di rappresentare al meglio il ruolo di garante dell'Unità d'Italia: "Non si può negare - afferma - che egli abbia svolto il suo altissimo incarico meglio di quanto facessero presupporre tali premesse, offrendo forse il meglio di sé in una straordinaria opera di valorizzazione del Centocinquantenario dell’Unità d’Italia, culminata in un memorabile discorso alle Camere Unite in cui il sano orgoglio dell’italianità ha raggiunto una delle sue vette".

Per Teresa Bellanova (qui il testo integrale), Napolitano da "uomo di estremo rigore, è riuscito a svolgere al meglio il suo mandato pur in un passaggio storico estremamente complesso per la nostra Repubblica, tanto per una crisi economica senza precedenti, quanto per l'ingombrante presenza di un leader politico, Silvio Berlusconi, caratterizzato da una storia politica, culturale e giudiziaria estremamente problematica. La sua solida storia di sinistra gli ha consentito di mantenersi saldamente al di sopra delle parti, riuscendo a rappresentare un riparo sicuro per la democrazia del nostro paese in anni in cui i suoi stessi fondamenti sono stati indubbiamente esposti a gravi rischi".

Francesco Bruni (qui il testo integrale) riconosce a Napolitano di essersi conquistato anche l'ammirazione dei moderati che non lo avevano eletto, col suo "grande equilibrio", "pieno senso delle istituzioni" e "notevole capacità di mediazione": "La sua particolare bravura - spiega - si è dimostrata in specie nell’ultimo anno e mezzo, allorché, di fronte ad una crisi economica di dimensioni notevoli, è riuscito ad assicurare la piena governabilità del Paese, portandolo senza grandi traumi alla fine della sedicesima legislatura e, peraltro, gestendo in maniera molto abile il 'post-elezioni' senza una maggioranza parlamentare". Sul successore al Colle, Bruni chiede un "metodo condiviso alla base della scelta".

Infine, Cosimo Durante evidenzia (qui testo integrale) come Napolitano abbia saputo gestire al meglio il momento politico più complesso della storia repubblicana: "A mio parere - chiarisce - lo ha fatto discretamente bene inventandosi giorno dopo giorno nuove possibili soluzioni per farci uscire dall’impasse politica in cui il nostro Paese si è ritrovato nell’ultimo biennio". Il capogruppo Pd a Palazzo dei Celestini ritiene che serva un presidente "politico": "C’è bisogno - afferma - di una personalità che abbia masticato politica così tanto nella sua vita da non farsi sottomettere da nessuno e che in tal modo possa essere garanzia di governabilità e buon funzionamento  delle istituzioni". Qualche nome? Per Durante, "Emma Bonino e Stefano Rodotà".

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