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Dopo 12 anni riapre il reparto di Endoscopia. Ma manca ancora un indispensabile strumento

Nel "Vito Fazzi" considerata una delle principali strutture con circa 6mila interventi all'anno

Il nuovo reparto del "Vito Fazzi" di Lecce

LECCE -  E ’pronto, dopo 12 anni di “lavori” il nuovo reparto di Endoscopia digestiva del “Vito Fazzi”. Ma  continua a mancare un indispensabile strumento medico. A partire da  domani il reparto diretto da Armando Dell’Anna  riapre i battenti nei nuovi locali dove sono state trasferite le attrezzature.  Lo si apprende dall’associazione Salute Salento: la struttura “Si lascia alle spalle circa 12 anni di sfortunate circostanze che hanno visto fallire, una dopo l’altra, due imprese incaricate della ristrutturazione al terzo piano del Fazzi”.

Lungaggini burocratiche che, a detta dei portavoce dell’associazione vicina agli ambienti sanitari del Tacco, sarebbero state subite dall’intero personale a causa di tempi di gara dilatati, delle proteste da parte dei pazienti costretti ad attendere all’interno di uno stretto corridoio per una colonscopia senza neppure un bagno nelle vicinanze. Ma ancora più grave, è l’assenza della strumentazione adeguata.

 “Eppure – proseguono da Salute Salento - parliamo dell’unica Endoscopia di secondo livello in tutto il Salento”. Un reparto di eccellenza, considerati i circa seimila interventi all’anno, la casistica più alta in Puglia. All’Endoscopia digestiva del “Vito Fazzi” i tre medici e i 5 infermieri del reparto effettuano interventi ed esami complessi, al colon e alle vie biliari; trattano i cancri dello stomaco o il tumore del pancreas, i drenaggi e il posizionamento delle protesi dei casi inoperabili. Sono coloro che garantiscono la reperibilità di notte, dal momento che possono verificarsi casi di sanguinamenti inarrestabili, per le tre province di Lecce, Brindisi e Taranto.dell'anna a. 400-2

“E’ un vero peccato che questo reparto, che odora di fresco, non sia stato dotato dell’Eco-endoscopio, una strumentazione che non può mancare, visto che oggi l’endoscopia è orientata verso l’interventistica operativa. La gara per l’acquisto doveva essere avviata entro il 31 dicembre scorso – fa sapere il dottore Dell’Anna – Adesso si rischia di perdere un milione di euro dei fondi comunitari”.

L’eco-endoscopia è una procedura diagnostica che consente di studiare la parete dell'esofago, dello stomaco, del duodeno e del retto, i linfonodi adiacenti alla parete intestinale, il mediastino posteriore, il pancreas, le vie biliari extraepatiche. E' una metodica molto utile nella stadiazione delle neoplasie del tratto gastrointestinale e fornisce informazioni utili alla scelta del trattamento più adeguato, grazie a una sonda miniaturizzata collocata sulla punta dello strumento.

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Commenti (3)

  • giusto per dirvi che il dott. Dell' Anna non è primario ma responsabile di struttura semplice dipartimentale, di area chirurgica e che, ai sensi della vigente normativa NON può fare il primario gastroenterologo, di area medica, per necessari i requisiti di servizio richiesti per la caratteristica del posto a concorso.... a proposito di trasparenza e legalità delle procedure concorsuali.....

  • leggere di queste mancanze fa venire la voglia di maledizione eterna per i colpevole dei ritardi e delle mancanze

    • Se le maledizioni si avverassero avremmo un' Italia funzionante alla perfezione in tutta la sua burocrazia.

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