Opere contro l’erosione e bonifica a Sant’Isidoro. L’Amp pesca 700 mila euro

Risorse a disposizione per il Consorzio del parco marino grazie ai fondi Por. Presto nuovi interventi a tutela della costa

PORTO CESAREO – Nuove e importanti azioni di recupero e tutela ambientale nell’ambito nell’area marina protetta di Porto Cesareo grazie ad uno specifico finanziamento nell’ambito dei Por Puglia per poco meno di 700 mila euro che consentiranno di potenziare le misure anti erosione degli arenili e la bonifica di un tratto di mare a Sant’Isidoro. Il Consorzio di gestione dell’Area marina protetta, presieduto da Remì Calasso, è riuscito ad accaparrarsi il contributo regionale nell’ambito delle attività previste dall’asse VI che si occupa di “Tutela dell’ambiente e promozione delle risorse naturali e culturali”, precisamente nell’ambito dell’azione 6.5 che ha selezionato gli “interventi per la tutela della biodiversità terrestre e marina”. Grazie a questi fondi l’ente di gestione del parco marino potrà proseguire con l’attuazione dei progetti mirati alla salvaguardia del tratto ambientale e costiero tra Porto Cesareo e la dorsale neretina.               

Saranno due gli interventi da attuare sfruttando il finanziamento di 699.173,03 euro: un intervento è quello di riqualificazione ambientale costiera finalizzato a contrastare l'erosione attraverso la decementificazione e ricostruzione degli arenili procedendo alla chiusura dei varchi fronte spiaggia lungo il litorale ricadente nella riserva marina. Il secondo intervento sarà attuato invece nella marineria di Sant’Isidoro e riguarderà la riqualificazione del tratto di mare antistante l’ex impianto di stabulazione tramite la realizzazione di  una eco barriera sommersa che consentirà di ripristinare condizioni favorevoli all'affermazione della fauna ittica selvatica in un'area oramai compromessa da un’intensa attività da parte dell’uomo.

Soddisfazione per l’importante risultato raggiunto, è stata espressa dai massimi esponenti del Consorzio di gestione dell’Amp e delle amministrazioni comunali. “Ancora una volta l’Amp Porto porta a casa un risultato di grande successo per garantire il miglioramento e la salvaguardia dell’intero ecosistema” commenta il presidente di Amp Porto Cesareo, Remì Calasso, “e di questo devo ringraziare il direttore Paolo D’Ambrosio e tutto il suo staff che come al solito hanno condotto un lavoro eccelso”. Di un risultato importante per tutto il territorio, ed in particolare per quello costiero, raggiunto grazie alla sinergia di vari enti parla anche il sindaco cesarino, Salvatore Albano, che aggiunge: “la protezione, la salvaguardia e la fruizione sostenibile della costa e delle dune, in particolare, rappresenta l'obiettivo primario e finalmente abbiamo la possibilità con questi interventi di dare una svolta alla realizzazione di importanti progetti che cambieranno e naturalizzeranno in modo significativo il territorio costiero”.

Entra nel dettaglio dell’intervento lungo il litorale di Sant’Isidoro anche l’assessore all’Ambiente del Comune di Nardò, Mino Natalizio.“Siamo molto contenti che la biodiversità marina dei fondali di Sant’Isidoro potrebbe, a breve, essere maggiormente tutelata e valorizzata grazie a questo progetto dell'Area marina protetta di Porto Cesareo e di Nardò” dice l’assessore comunale, “intervento che consentirà di realizzare delle opere di rinaturalizzazione ambientale in un tratto di mare che negli anni scorsi è stato interessato da una intensa attività antropica a causa della presenza di un impianto di stabulazione ormai dismesso".

"Questa è un zona che rientra nell'Amp ed in parte nel sito d’interesse comunitario della Palude del Capitano, nella quale verrà creata una barriera artificiale sottomarina al fine di creare una zona di scogliera che funga da polo d'attrazione per specie bentoniche tipiche del coralligeno, di specie ittiche pregiate e da protezione delle fasi riproduttive e giovanili, accogliendo la deposizione di uova di molte specie. Questi interventi potranno essere realizzati attraverso strutture ecocompatibili, i cosiddetti moduli tecnoreef, già ampliamente sperimentate e adottate in analoghi interventi, in diverse regioni italiane".

"Inoltre” continua Natalizio, “la realizzazione della scogliera artificiale sommersa consentirà il ripopolamento della fauna ittica, favorita dalla disponibilità di cibo e riparo agli stessi organismi e alle progenie, l'aumento della diversità ecologica, legata alla disponibilità di nuovi substrati per l'adesione di specie bentoniche tipiche del coralligeno, la protezione e conservazione della biodiversità e degli habitat circostanti, impedendo localmente attività di pesca distruttive come la pesca a strascico, la creazione di siti per lo sviluppo di attività turistiche ecocompatibili, cioè pescaturismo e immersione subacquea ricreativa. È doveroso sottolineare che la realizzazione di progetti come questo” conclude Natalizio, “che ben si sposano con le finalità istitutive dell'Amp di protezione dell'ambiente marino e di promozione di uno sviluppo socio-eco-compatibile, sono tra le motivazioni principali che ci hanno spinto a chiedere l'ampliamento della stessa area marina protetta al tratto di mare prospiciente il parco a terra di Portoselvaggio”.

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