Sanzione di 300 euro per prostitute e clienti. Il sindaco firma l'ordinanza

Paolo Perrone ha illustrato il provvedimento con il quale si impongono dei divieti in 17 vie della città dove i residenti lamentano la diffusione del fenomeno del mercato del sesso. Le donne vittime di violenza o costrizione ci sono i servizi sociali

Il sindaco, Paolo Perrone.

LECCE – Più che un giro di vite da sceriffo, una risposta alla cittadinanza che da anni rovescia lamentele sull’amministrazione comunale attraverso un deterrente non trascurabile, una sanzione da 300 euro (il massimo previsto è 500).

La prostituzione, del resto, in Italia non è un reato e l’ordinanza del sindaco di Lecce, Paolo Perrone, va inquadrata per quello che è: uno strumento di portata limitata e di efficacia tutta da verificare pensato per limitare il fenomeno che in alcune zone della città è particolarmente visibile, e non solo di notte, con inevitabili strascichi relativi all’ordine pubblico e alla quiete. “Non è che pensi di debellare così il problema”, ha infatti premesso il primo cittadino nell’incontro con i cronisti.

Sono 17 le vie cittadine nelle quali da domani, martedì, sarà in vigore l’ordinanza: quelle in cui già vige la zona a traffico limitato dalle 21 alle 4, intorno alla stazione ferroviaria, e altre in cui le restrizioni alla circolazioni non sono possibili per ragioni di mobilità. Ecco l’elenco completo: via Don Bosco, via Veneto, via Montello, via Lombardia, via Martiri d’Otranto, via Piemonte, via Montegrappa, via Orsini Ducas, via Diaz, via De Angelis, via De Jacobis, via Rudiae, piazzale Rudiae, via Lequile, via Massaglia, via Vecchia Carmiano.

Per quanto riguarda il contenuto del provvedimento – che resterà valido fino al 15 gennaio -, i divieti sono di due tipi: non è consentito “porre in essere, nei luoghi pubblici, spazi aperti o visibili al pubblico, comportamenti diretti in modo non equivoco ad offrire prestazioni sessuali a pagamento mediante atteggiamenti o modalità comportamentali, compreso l’abbigliamento, che possano ingenerare la convinzione che si stia esercitando la prostituzione”.

Inoltre “è fatto divieto contrattare, concordare prestazioni sessuali, consentendo la salita sul proprio veicolo oppure intrattenendosi, anche dichiaratamente solo per chiedere informazioni con soggetti che esercitano l’attività di meretricio su strada o che, per i loro comportamenti, abbigliamento o modalità di approccio manifestino l’intenzione di esercitare prestazioni sessuali, porre in essere atti sessuali su spazi aperti al pubblico o visibili al pubblico”.

Il documento a firma di Perrone chiarisce che la sanzione non sarà applicata qualora risultasse che “le persone che esercitano la prostituzione siano vittime di violenza o di grave sfruttamento ovvero in stato di particolare disagio”. In questo caso la patata bollente passerebbe in mano ai servizi sociali e alle associazioni no profit “che abbiano tra le finalità quella dell’assistenza, del recupero e dell’integrazione sociale.

Perrone ha chiarito che l’ordinanza è stata partorita con la condivisione delle altre autorità preposte e che alla sua applicazione baderanno non solo gli agenti della polizia locale, ma anche gli appartenenti alle forze dell’ordine. Resta da capire quale sarà la conseguenza pratica: il timore è che presto prostitute e clienti si spostino altrove, magari giusto nei dintorni delle strade interessate. Esattamente come è accaduto con l'istituzione della zona a traffico limitato nel 2007.

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