Dopo le minacce il candidato fa un passo indietro: "Manca serenità"

Marco Cataldo non concorrerà alla carica di sindaco di Parabita. "Il clima di tensione ed intimidazione ha minato lo spirito propositivo, che ha sempre caratterizzato l’agire di tutto il gruppo”

PARABITA – Voci si erano già rincorse ieri. E questa mattina, con una nota a sua firma, lo stesso interessato scioglie ogni riserva e annuncia il passo indietro. Marco Cataldo, ingegnere, in passato consigliere comunale di minoranza (dal 2010 al 2015), non concorrerà alla carica di sindaco a Parabita. Cataldo, bersaglio di intimidazioni (così come avvenuto a tre commissari prefettizi, a governare fino alla prossima tornata elettorale un Comune sciolto per il rischio di infiltrazioni mafiose) non si nasconde: troppo forte la pressione psicologica. Non ha retto e non si sente oggi più pronto ad affrontare con serenità la campagna elettorale.    

“Insieme a tanti esponenti della società civile parabitana, avevamo deciso di promuovere una lista civica che mi vedeva candidato alla carica di sindaco. Il mio impegno sociale e civile, legato soprattutto ai temi della legalità, mi ha portato in questi anni ad organizzare iniziative, senza avere mai remore o timore alcuno”, esordisce Cataldo. “Come noto – prosegue -, da diversi giorni sono stato oggetto di minacce rivolte alla mia persona, che hanno turbato la mia serenità. I tanti attestati di stima, di solidarietà e di vicinanza dello Stato in tutte le sue espressioni, mi hanno dato la forza e la determinazione per andare avanti. Tuttavia – ed è questo il nodo dolente - il clima di tensione ed intimidazione ha minato lo spirito propositivo, che ha sempre caratterizzato l’agire di tutto il gruppo”.

"Viene a mancare la determinatezza"

“Sono convinto che Parabita ha bisogno di uscire dall’impasse in cui si trova, e per farlo ci sarebbe voluta lungimiranza, forza e serenità. Stati d’animo – scrive - che mi sono venuti a mancare e che mi hanno portato a rinunciare nella giornata di oggi alla candidatura a sindaco. Non avrei avuto infatti, la giusta determinatezza ad affrontare una campagna elettorale, che avremmo impostato sui temi della legalità e del fare senza scendere a nessun compromesso”. Parole che hanno senz’altro un peso notevole.

“Ringrazio tutti coloro che hanno creduto in me, nel progetto e in una Parabita migliore. Il mio alto senso di responsabilità – conclude - però mi porta a fare una scelta dolorosa ma che so essere quella giusta per una comunità da troppi anni dilaniata da divisioni, astio ed interessi personali. Il mio auspicio è che la legalità sia l’elemento fondante su cui i candidati alla carica di sindaco baseranno la loro campagna elettorale”.

Le minacce subite a mezzo posta

L’ormai ex aspirante primo cittadino con una lista civica, è stato destinatario di quattro plichi, ricevuti a mezzo posta, spediti a vari recapiti, con manifesti mortuari e, in un caso, anche con tre proiettili calibro 12. La risposta delle istituzioni è stata immediata, con la convocazione di un vertice di prefetto e forze dell’ordine nella stessa Parabita e la rassicurazione di un monitoraggio costante, a garanzia della sicurezza di tutti e del corretto svolgimento della campagna elettorale, assicurando anche la presenza discreta in paese di personale in borghese. Ma tutto questo, evidentemente, non è bastato a far desistere Cataldo.

Il 1° maggio una marcia. E scatta una petizione

Intanto, dopo questa vicenda, è stata aperta una petizione su Change.org. "Non entriamo nel merito delle decisioni del candidato, personali", spiegano coloro i quali l'hanno indetta. "Ma questa brutta storia non è affare di Parabita, non è un problema di Marco Cataldo. È un problema nostro, di ognuno di noi nessuno escluso". Oltre alla petizione, per il 1° maggio, alle 11, a Parabita, quindi simbolicamente nel giorno dedicato alla Festa del Lavoro, si terrà una marcia, che partirà proprio dal Municipio.

Per aderire all’appello, cliccare qui

Primi firmatari della petizione sono: Giuseppe Fornari, avvocato coordinatore di civica-lecce, Nico Barletti, architetto coordinatore di civica-lecce, Fabiana Pacella, giornalista minacciata dalla mafia, Donato Metallo, sindaco di Racale, Rosanna Saracino, avvocato candidata sindaco di Mesagne, Beppe Giulietti, presidente nazionale della federazione della stampa italiana, Teresa Bellanova, senatrice, Carlo Salvemini,  sindaco uscente di Lecce, Alessandro Delli Noci, ingegnere e vicesindaco uscente di lecce, Antonio Rotundo, già deputato, Gianfranco Galluccio, rappresentante sindacale Cisl regione Puglia, Dario Stefàno, vicepresidente del gruppo Pd al Senato, Anna Caputo, presidente di Arci Lecce, Stefano Minerva, presidente della Provincia di Lecce, Marcello Rolli, sindaco di Leverano, Vincenzo Fischetti, presidente dell'associazione Humanfirst, Claudio Paladini, sindaco di Veglie.

Per informazioni e comunicazioni: 1maggiocontrolamafia@gmail.com

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