Comma "salva Tap" nel decreto per la xylella: le Regioni si oppongono

Il governatore pugliese ha ottenuto il sostegno dei suoi colleghi. Indicate anche modifiche al testo nel caso il governo volesse insistere

Michele Emiliano

ROMA – Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ha ottenuto il parere contrario dalla Conferenza delle Regioni  su quello che è stato già battezzato il comma “salva Tap” nella bozza di decreto preparato dal ministero delle Politiche Agricole per la questione della xylella fastidiosa.

La fine della fase commissariale, già di fatto definitivamente azzoppata dall’inchiesta aperta dalla procura di Lecce, impone la necessità di ripartire su basi almeno parzialmente diverse: la Regione Puglia, da parte sua, preme affinché la questione venga derubricata, mettendo fine a tutte quelle procedure draconiane che le istituzioni europee prevedono in caso di patogeno da quarantena, come gli abbattimenti e i divieti indiscriminati di movimentazione di piante.

Il comma contestato dal governatore pugliese prevede che “il Servizio fitosanitario regionale può autorizzare lo spostamento temporaneo di piante specificate per la realizzazione di opere dichiarate di pubblica utilità, che hanno superato le previste autorizzazioni, e di cui è stata svolta la Valutazione di impatto ambientale” a patto che vengano rispettate alcune condizioni.

Come noto, nel pacchetto di misure imposte nella casistica del patogeno da quarantena, è previsto il divieto di spostamento delle piante potenzialmente aggredibili dal batterio. Tra queste ci sono innanzitutto certamente gli ulivi, e dunque anche quelli che si trovano lungo il tracciato interessato dal progetto di gasdotto che prevede l’approdo sulla spiaggia di San Basilio (San Foca) e il terminale di ricezione in agro di Melendugno.

In questa maniera Tap ha le mani legate, mentre incombe il termine del 16 maggio indicato dal ministero dello Sviluppo Economico come termine ultimo per l’avvio dei lavori. Ecco allora il tentativo di superare il divieto con l’introduzione del comma 9, ma la Regione Puglia non ci sta e la Conferenza delle Regioni, all’unanimità, si è messa di traverso, rilevando che “la deroga non può che essere concessa per opere progettate in modo definitivo nella loro interezza”.

In particolare, nel parere espresso, sono state indicate alcune modifiche nell’ipotesi che il governo voglia tirare dritto per la sua strada: che l’opera autorizzata con procedura di Via abbia un livello di progettazione esecutiva e sia immediatamente cantierabile; che si sia adempiuto a tutte le prescrizioni rinvenienti dal decreto di VIA e che la relativa verifica di ottemperanza sia stata asseverata da tutti gli enti competenti; che l’opera oggetto di autorizzazione sia coerente con il contesto ambientale e paesaggistico, ovvero con ulteriori opere tecnicamente connesse che dovessero risultare necessarie all’esercizio dell’opera autorizzata.

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“La Puglia e tutte le regioni italiane – ha dichiarato il presidente Emiliano - hanno dunque fatto il loro dovere verificando l’operato del governo ed esprimendo parere contrario all’inserimento di norme che facilitano la realizzazione di opere non interamente progettate e non sottoposte nella loro interezza alla valutazione di impatto ambientale, come nel caso del gasdotto Tap che - ove fossero accolte le proposte sopra indicate - non avrebbe la possibilità di ottenere lo spostamento di ulivi nella zona infetta. La Regione Puglia si riserva inoltre di valutare, ove il decreto fosse comunque emesso senza accogliere le suddette proposte, l’impugnazione dello stesso davanti all’autorità giudiziaria”. 

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