Pescatori di San Cataldo in aula, urla e bagarre: consiglio sospeso, ospiti attoniti

Dopo una domanda d'attualità di Gianpaolo Scorrano sullo stato dei lavori in darsena sono seguite una plateale protesta e una baruffa tra alcuni consiglieri davanti a cittadini invitati per l'approvazione del regolamento per l'accessibilità

LECCE - Una protesta plateale di alcuni pescatori di San Cataldo ha portato alla sospensione per alcuni minuti del consiglio comunale, mentre in aula è scoppiata la bagarre: è stato necessario separare i consiglieri Marco Nuzzaci (maggioranza) e Andrea Pasquino (minoranza), ritrovatisi a distanza pericolosa, dopo che tra il presidente dell'assise, Carlo Mignone, e Gianpaolo Scorrano (centrodestra), che aveva proposto una domanda d'attualità sulla situazione dei lavori nella darsena, i toni erano saliti alle stelle: il primo ha accusato il secondo di aver orchestrato le reazioni dei manifestanti e di aver approfittato di una concessione rispetto al regolamento, dal momento che le domande di attualità sono ammesse solo se riguardano fatti nuovi intervenuti tra la convocazione del consiglio e lo svolgimento dello stesso.

Scorrano, da parte sua, aveva accolto con rammarico la convocazione del consiglio nel giorno in cui si sarebbe dovuta riuniore la commissione consiliare che lui presiede e che avrebbe dovuto continuare a occuparsi della vicenda della darsena. Per questa ragione aveva deciso di portare il tema direttamente in aula, dando conto di questo orientamento con un post su facebook nel quale auspicava anche la presenza dei pescatori interessati per far sentire "pacificamente" la loro voce in assenza di risposte precise dall'amministrazione.

Le dichiarazioni: Nuzzaci, Occhineri, Scorrano

Uno dei protagonisti della baruffa, Marco Nuzzaci, si è poi voluto pubblicamente scusare per quanto accaduto, con una nota: "Oggi in consiglio comunale, solo per aver mostrato disagio e disappunto circa il modo con cui il consigliere Scorrano ha gestito la serissima questione della darsena di San Cataldo, sono stato offeso verbalmente dal consigliere Pasquino che, a fine seduta, si è scusato. La mia reazione è stata impulsiva e per questo mi scuso con tutti i miei concittadini e in particolare con le persone presenti in aula sopraggiunte per la presentazione del regolamento sul Piano per l'accessibilità. In una giornata così importante avremmo tutti potuto evitare questo increscioso fatto che da parte mia non si ripeterà di certo".

Sul punto è poi intervenuto anche Giovanni Occhineri, a nome del gruppo "Sveglia Lecce" che punta dritto l'indice sull'esponente della minoranza: "È semplicemente vergognoso e raccapricciante utilizzare le oggettive difficoltà altrui per fare propaganda politica: strumentalizzare alcune situazioni per aizzare i cittadini che vengono usati come testa d’ariete per aprire varchi mediatici utili solo alla propria visibilità è quanto di più squallido ci possa essere in politica. Questa è quella politica con la p minuscola che ha abituato la gente ad avere disgusto per certi processi amministrativi che non danno alcun contributo costruttivo alla crescita di una comunità".

Scorrano, a stretto giro di posta, ha replicato: "Nessuna strumentalizzazione così come nessuna ricerca di visibilità da parte dello scrivente per aver portato all’attenzione del Consiglio Comunale un problema che si protrae da sin da troppo tempo causando notevoli danni e disagi a tutta la cittadinanza. Semmai è proprio il signor Occhineri che, a fronte di un contributo pressoché nullo al riguardo, cerca un po’ di luce sulle disgrazie altrui offendendo, in maniera raccapricciante chi da anni lotta al fianco dei pescatori e si prodiga assieme a loro per giungere all’agognata riconsegna della darsena ai leccesi. Se avesse avuto qualcosa da dire al sottoscritto il signor Occhineri avrebbe potuto farlo, personalmente, questa mattina anziché affrettarsi a fare dichiarazioni alla stampa fuori luogo ed inveritiere, degne, queste sì, di una politica con la p minuscola. Si preoccupino, il signor Occhineri e la sua maggioranza, di dare risposte certe e soluzioni attuabili a chi dalla darsena e dalla pesca traeva il proprio sostentamento".

L'intervento di polizia locale e Digos

Il tutto è accaduto davanti a una platea nella quale hanno travato posto cui alcuni disabili e numerosi rappresentanti di associazioni: il primo punto all'ordine del giorno era infatti l'approvazione del regolamento comunale sull'accessibilità. Tra i banchi del governo cittadino siedevano don Attilio Mesagne e il professor Antonio Lauria dell'Università di Firenze.

Gli agenti di polizia locali presenti hanno arrancato parecchio nel riportare l'ordine, mentre Mignone chiedeva invano di allontanare coloro che impedivano la ripresa. Il dirigente del settore Lavori Pubblici, Giovanni Puce, aveva infatti risposto ad alcuni quesiti posti da Scorrano che, per sua parte, si era poi detto molto insoddisfatto di quanto ascoltato.

Con molta fatica il gruppetto di pescatori - una dozzina di pesone e qualche familiare - è stato fatto uscire dall'aula e accompagnato in un'altra stanza dove, alla presenza anche di un ispettore della Digos, si è cercato di riportare gli animi alla calma ascoltando le rimostranze dei lavoratori e la loro esasperazione. Dopo circa un'ora, tutto è tornato alla normalità mentre in consiglio i lavori erano regolarmente in corso. 

La "maledizione della darsena"

La vicenda della darsena sembra una maledizione: una interdittiva antimafia, dell'ottobre del 2018, ha colpito la società Igeco che gestiva il cantiere della riqualificazione ed è stato allora necessario annullare il contratto e stipularne un altro con la ditta seconda classificata. A questo nodo principale si sono affiancate le questioni autorizzative per lo svuotamento del bacino che hanno chiamato in causa diversi enti, tra cui capitaneria di porto e Regione, e che hanno comportato un prolungamento dei tempi. I pescatori, dal loro punto di vista, hanno però esaurito la pazienza e non ne possono più di tira e molla che finiscono per allontanare il traguardo della effettiva riqualificazione della darsena, operazione indispensabile per coloro che effettivamente vivono di pesca, in realtà sono pochi, e per tutti gli altri che fanno navigazione da diporto.

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