Piano delle coste: meno concessioni, strutture più leggere, chioschi e sport

Giro di boa verso l'approvazione delle strumento urbanistico: previsto, rispetto alla bozza della giunta Perrone, un incremento delle spiagge libere attrezzate, un dimezzamento degli stabilimenti, una fruizione diversificata e non solo per balneazione

Canale a Torre Chianca.

LECCE – Diminuzione delle concessioni demaniali nel complesso, dimezzamento del numero degli stabilimenti balneari, incremento netto delle spiagge attrezzate con servizi, ritocco al rialzo per le spiagge libere, previsione di chioschi e di aree di divulgazione, più spazio agli sport acquatici.

Rispetto alla versione presentata dall'amministrazione Perrone in scadenza di mandato, il Piano delle coste del Comune di Lecce punta oggisulla diversificazione degli usi del demanio, sull’alleggerimento della pressione dell’uomo e delle auto su un litorale che per circa un quinto della sua estensione è soggetto ad una severa erosione costiera, sul principio che il mantenimento delle strutture per tutto l’anno – cavallo di battaglia di molti balneari impegnati in continui contenziosi amministrativi con la Soprintendenza – è meritevole di tutela nella misura in cui si favorisce effettivamente la fruizione della costa durante i dodici mesi, smascherando l’alibi del mantenimento inteso solo come possibilità di evitare i costi dello smontaggio.

Dopo poco più di un anno di lavoro, l’assessore Rita Miglietta ha presentato il Piano delle Coste che l’amministrazione comunale ora sottopone alla Commissione per la valutazione ambientale strategica. Si riannodano così i fili di una trama che si era interrotta nel dicembre del 2017 con la richiesta di sospensione avanzata dalla giunta da poco in carica per approfondire gli aspetti che vari enti preposti (la Soprintendenza tra questi) ritenevano lacunosi nel piano redatto dalla precedente amministrazione.

"Viviamo in una fase storica nella quale la nostra costa è molto vulnerabile - ha spiegato l'esponente della giunta - e non possiamo pensare di pianificare il futuro se immaginiamo la nostra cosa come monofunzionale, cioè legata univocamente all'attività balneare. La nostra costa ha bisogno anche di usi diversificati, di tipo nauturalistico, culturale, perché i nostri 22 chilometri di litorale sono ricchi di torri costiere, di aree protette e c'è una domanda forte di sport acquatici. Noi abbiamo arricchito le nostre conoscenze e pensiamo di consegnare alla commissione un piano multifunzionale. All'inizio del nostro lavoro ci siamo posti l'obiettivo di lavorare sulla fruizione costiera attraverso tre temi strategici, accessibilità, diversificazione dell'offerta e delocalizzazione delle strutture".

dunespiaggiabella-2A giudicare dal primo impatto, la valutazione del piano è molto positiva, come ha testimoniato la soprintendente per l’Archeologia, le Belle Arti e il Paesaggio per le province di Lecce, Brindisi e Taranto, Maria Piccarreta: “Questo è un progetto in cui dialogano in maniera equilibrata urbanistica e paesaggio, c’è una visione del territorio da parte di un’amministrazione che parla fuori dal coro delle polemiche di questi mesi. Non c’è infatti e non ci può essere antitesi tra tutela del territorio e sviluppo economico”. Il sindaco, Carlo Salvemini, le ha fatto eco: “Tutela è sviluppo. L’interesse pubblico non è la sommatoria di pur legittimi interessi privati, il piano delle coste non è un piano commerciale, ma uno strumento di governance del territorio”.

Nel complesso sono stati individuati 42 lotti concedibili sul demanio con fronte mare: 17 stabilimenti balneari (oggi sono 28) per un totale del 16,30 per cento della costa utile (38,13 nella bozza della giunta Perrone), 20 spiagge libere con servizi per il 44 per cento (24 per cento nella versione precedente), strutture per giochi acquatici, corridoi di lancio. La percentuale di spiaggia libera aumenta leggermente, dal 37,87 per cento al 39,55.

Per diminuire la pressione attualmente concentrata in alcuni punti e “delocalizzarla”, sul litorale di Torre Chianca si potranno dare concessioni per spiagge libere con servizi anche in tratti con profondità inferiore ai 15 metri. In ottica di nuove concessioni sono stati inoltre rilevati ambiti di arenile oggi esclusi dal demanio a Spiaggiabella, in località Montegrappa e Acquatina, entrambe a Frigole.

Insomma, nessun intento di contrapporsi agli imprenditori balneari, ma una rilettura ragionata del litorale, delle sue fragilità messe a nudo dalla presenza spesso aggressiva degli insediamenti umani, ma anche dalle sue potenzialità inespresse. In prossimità delle torri costiere, ad esempio, ci saranno punti di divulgazione naturalistica e culturale delle marine. Previsti anche tredici chioschi, e più in generale strutture considerate ammissibili sul demanio, come pedane, recinzioni, arredi ombreggianti coerenti con l’obiettivo di salvaguardare la vista del mare e la libera fruizione del paesaggio.

Una parte del piano riguarda l’accessibilità della costa con percorsi pedonali, ciclabili e carrabili. La bozza - preparata dal gruppo di lavoro, composto dal geologo Stefano Margiotta, dal biologo Leonardo Beccarisi, dall'ingegnere Luciano Ostuni e dall'architetto Davide Rizzo, con il coordinamento dell'architetto Sabina Lenoci -  prevede un sistema di parcheggi piccoli e dislocati in maniera più uniforme sul litorale, legati alla concessioni attive, entro la fascia di 300 metri dalla costa e anche aree di sosta esclusive per il trasporto pubblico. Programmata una drastica riduzione degli accessi carrabili posti in continuità con le strade trasversali alla costa, considerati minaccia all’integrità dei sistema delle dune.

L’iter amministrativo del piano è piuttosto articolato e prevede una valutazione della commissione per la valutazione ambientale strategica, quindi l’adozione da parte della giunta, l’approvazione in consiglio, la trasmissione alla Regione e una ultima e definitiva approvazione, sempre nell’assise cittadina. Date le premesse politiche maturate nelle ultime settimane, con l'allontanamento del gruppo di Prima Lecce dall'intesa siglata con il sindaco per garantirgli una maggioranza stabile, è difficile pensare però ad una navigazione tranquilla del piano presentato oggi. Ma il provvedimento resta uno dei punti principali del programma di governo e l'amministrazione Salvemini intende portarlo avanti fino all'ultimo giorno possibile nella convizione che sia uno strumento di programmazione della costa non più rinviabile e pensato nell'ottica dell'interesse pubblico.

Intanto il governo cittadino ha proposto alla Soprintendenza una bozza di intesa per "innalzare la qualità del paesaggio costiero" con la previsione, oltre che di fruizioni differenti da quelle balneari, del mantenimneto per l'intero anno solare per quegli stabilimenti individuati come stazioni di monitoraggio costiero, caratterizzati da facile rimozione dei manufatti, riduzione dell'impatto volumetrico rispetto al periodo estivo, smontaggio delle strutture legate alla balneazione e allestimenti architettonici con requisiti specifici. L'intenzione è quella di legare il mantenimento, inoltre, ad un piano delle attività previste a garanzia dei servizi continuativi per lo sviluppo diversificato del litorale. In pratica l'amministrazione vuole coinvolgere alcuni concessionari nel monitoraggio costante della costa, prevedendo la presentazione di relazioni periodiche sullo stato dei luoghi, con riferimento in particolare alla spiaggia emersa, alle dune, alla linea di riva.

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