Aumenti del 40 per cento nella darsena di San Cataldo. Lega navale scrive a Palazzo Carafa

I soci diportisti della darsena della marina leccese hanno divulgato, attraverso il loro portavoce, il malcontento sugli aumenti degli ormeggi, che si aggirerebbero attorno al 38 per cento. Antonio Rotundo, presidente della Commissione controllo, intende verificare la legittimità di questi incrementi

La darsena di San Cataldo

SAN CATALDO (Lecce) – “La Commissione controllo, che sarà convocata quanto prima, verifichi con l’avvocatura comunale la legittimità degli aumenti richiesti rispetto all’applicazione del capitolato d’appalto”. E’ l’invito di Antonio Rotundo, al presidente della Commissione controllo del Comune di Lecce, in riferimento a una nota diffusa dal portavoce della Lega navale di San Cataldo. Il portavoce dei diportisti ha indirizzato, infatti, una lettera sia al sindaco della città, Paolo Perrone, all’assessore al Patrimonio di Palazzo Carafa, Attilio Monosi.

L’oggetto del malcontento riguarda la darsena del borgo adriatico, il cui gestore, a detta del commissario locale, Edoardo Rossi, starebbe richiedendo ai diportisti utenti della struttura, un aumento di circa il 38 per cento, rispetto a quanto pattuito in sede di gara d’appalto.  Il referente della Lega Navale italiana della marina leccese chiede che venga appurato dagli organi competenti se l’incremento del costo sia stato anche concordato con gli uffici comunali e se lo stesso possa essere giustificato da particolari situazioni come ristrutturazioni, ampliamenti e abbellimento della struttura.

Nella nota, si specifica che i soci che ormeggiano le barche nella darsena “hanno il diritto di conoscere l’esatto importo da corrispondere o, in caso contrario, di scegliere se lasciare il posto barca se particolarmente esoso, avendo a disposizione un congruo periodo di tempo, considerato che il vecchio contratto di ormeggio è scaduto il 31 luglio e soltanto in sede di rinnovo è stato richiesto l’aumento”. Al momento, l’importo da versare per “parcheggiare”  la propria imbarcazione a San Cataldo, è piuttosto contenuto rispetto a quanto avviene, per esempio, in altre marine, nel raggio di alcune decine di chilometri in direzione sud e nord. Una stessa barca, infatti, ormeggiata a San Foca, può avere un costo di oltre mille e 500 euro per un mese, e di meno di mille nel porto di Brindisi. Nella marina leccese, invece, si parlerebbe di meno di 700 euro.

 Ma i soci della lega navale  pretendono ora chiarimenti su quell’incremento dei prezzi, di quasi il 40 per cento, a fronte di numerosi disservizi che, da diversi mesi ormai, vengono segnalati. Tra questi, per citarne alcuni, il mancato funzionamento dell’erogatore di carburante, o lo stesso impianto elettrico. Vi sono, inoltre, ulteriori anomalie relative alla darsena. Quest'ultima, gestita dal Comune di Lecce nel biennio compreso tra il 1987 e il 1989, è stata successivamente data in gestione a cooperative, a seguito di gare d'appalto. Se l'ente gestore incassa i pagamenti dei diportisti, pagando a sua volta il Comune per coordinare l'attività della darsena, signifca che vi è un danno all'Erario non indifferente: lo  Stato, di fatto, non incassa nulla.

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