Poli: no al Pdl. E lancia Stefàno alla Provincia. Forse

La senatrice, a Todi, elogia l'Udc ed annuncia che non entrerà nel Pdl: "La gente cercava semplificazione politica, non un bipartitismo forzato". E intanto potrebbe sostenere Stefàno alla Provincia

Adriana Poli Bortone.-18
"Non entro nel Pdl perché è An che ha deciso la sua eutanasia senza consultare all'interno quelli che potevano dire qualcosa". Firmato Adriana Poli Bortone: con queste poche battute, dunque, l'eurolady da Todi, ieri mattina, in occasione del seminario politico della Fondazione Liberal, durante il quale l'Udc ha presentato il Manifesto "Per un nuovo tempo della Repubblica", ha fugato ogni dubbio. Lei nel Popolo della Libertà non ci vuole entrare: la scelta tanto discussa e tanto temuta alla fine è arrivata.

Adriana saluta ed assesta un bel colpo a quelli che, per anni sono stati i propri alleati, rilanciandoli d'un tratto nell'insicurezza di una coalizione, quella del centrodestra, che a Lecce, in vista delle prossime provinciali, appare ancora tutta da costruire. Nei giorni scorsi, infatti, nonostante la nascita del suo "Movimento per il Sud", l'ottimismo a destra era cresciuto sull'ipotesi di una ricomposizione della frattura, nata dopo l'abbandono polemico del coordinamento regionale di An. I più avevano pensato che la senatrice volesse andare a fondare un soggetto interno al Pdl, per contare all'interno del grande contenitore politico in fase di costruzione: era, a tutti gli effetti, quello che già altri, prima di lei, avevano fatto, per cui poteva anche sembrare logico che la soluzione finale fosse comunque quella dell'adesione al Pdl.

E, invece, no. La Poli rifugge ogni indecisione e accetta una sfida insidiosa, ma allo stesso tempo ambiziosa: costruire sul territorio leccese un'alternativa al Pdl e agli schieramenti tradizionali. Tu chiamalo se vuoi… Terzo Polo. Ma cosa sia davvero per ora non è dato saperlo esattamente, anche perché le carte iniziano a scoprirsi solo ora. La Poli ribadisce intanto di sentirsi "libera e forte", "libera del mio pensiero, forte del mio bagaglio politico che non ho avuto la necessità di rinnegare" e spiega la disillusione maturata nei confronti del partito unico, che peraltro, a lungo aveva sostenuto: "Credo che la gente si aspettasse l'esigenza di semplificare, non quella di creare un bipartitismo forzato, dove non esiste la libertà di esprimersi secondo la propria coscienza. Per la prima volta in 40 anni sono un senatore nominato e avverto il disagio di essere un senatore scelto dall'oligarchia di partito". E ancora: "Vorrei sapere - ha affermato - al di là dell'effetto notarile della divisione di 70 e 30 per cento tra Forza Italia e An quali siano i contenuti di destra".

L'adesione al Manifesto per la Nuova Italia, alla base dell'iniziativa dello scudo crociato, diventa, dunque, un punto di partenza per le scelte della Poli, che ora dovrà sciogliere l'ultimo nodo su un'alleanza politica con l'Udc anche a livello amministrativo, che potrebbe rimettere in discussione gli assetti politici provinciali e quasi certamente gli equilibri a Palazzo Carafa. Del resto la eurolady, insieme al giornalista Magdi Allam (di recente approdato anche lui in politica, con un proprio partito che esordirà alle prossime Europee) non ha risparmiato elogi al partito di Casini, capace di rappresentare "un valore" e "la forza di mantenere la propria individualità".

Ma la notizia bomba, tuttavia non confermata, ma che aprirebbe ancora più controversi scenari in vista delle prossime amministrative, è quella che l'ex sindaco di Lecce, insieme a Udc e al Movimento per le autonomie, starebbe per lanciare nei prossimi giorni la candidatura per la presidenza della Provincia di Lecce Dario Stefano, consigliere regionale, ex Margherita ed ex presidente provinciale del Pd leccese, fresco dimissionario, e per la Provincia di Brindisi, quella di Massimo Ferrarese. Stefàno, il diretto interessato, per ora sceglie la via del silenzio, ma le voci su un suo possibile approdo in quota Udc si fanno sempre più crescenti. E di questi tempi le fughe dal Pd non sono diventate tanto inusuali. La Poli Bortone, dunque, ad un passo dall'alleanza con Udc e Mps, a favore di una candidatura di Stefàno: se qualcuno l'avesse pronosticato qualche mese fa, sarebbe sembrata fantapolitica. Ma la politica e la realtà spesso superano la fantasia.

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