Politica salentina in lutto: è morto Vittorio Potì

Il sindaco di Melendugno e consigliere provinciale, stroncato a 71 anni da un male incurabile. Esponente storico del Partito Socialista in Puglia, aveva ricoperto numerose cariche istituzionali

Vittorio Potì

MELENDUGNO - Si è spento all'età di 71 anni il sindaco di Melendugno, Vittorio Potì, stroncato da una grave malattia che da qualche mese lo aveva colpito. Con la sua morte, viene meno uno dei protagonisti della politica salentina e tra i principali esponenti regionali dello storico Partito Socialista. Nato a Melendugno il 18 gennaio 1940, subito dopo la laurea, si dedicò all'insegnamento nella scuola media superiore.

L'attività politica lo appassiona e lo vede scendere in campo con successo in più occasioni: consigliere regionale dal 1990 al 1995 (V legislatura) e dal 2000 al 2005 (VII legislatura), ha ricoperto per 15 anni il ruolo di consigliere comunale della sua Melendugno, dove è stato più volte sindaco. È stato rieletto nelle elezioni del 3 e 4 aprile 2005 al consiglio regionale, nelle liste della Primavera Pugliese, nel collegio provinciale di Lecce, lasciando il suo posto per poter competere nuovamente nel 2009 alla carica di sindaco del proprio comune.

Per quattro legislature è stato consigliere della provincia di Lecce, ricoprendo l'incarico di vicepresidente (5 anni) e presidente del consiglio (2 anni); nel 2009 viene rieletto per la quinta volta a Palazzo dei Celestini, tra i banchi dell'opposizione. Nello stesso anno, bissa il successo, battendo il sindaco uscente Roberto Felline e tornando primo cittadino di Melendugno, l'8 giugno 2009. I funerali si svolgeranno domani nella sua città.

"Difficile condensare in poche parole il valore umano e politico di Vittorio Potì - scrive il presidente della Provincia di Lecce Antonio Gabellone - la sua morte è per me personalmente una perdita dolorosissima".

"Per me, giovane consigliere provinciale alla prima esperienza oltre 7 anni addietro, Vittorio Potì è stato un maestro di dialogo, un esempio da seguire, ma soprattutto un uomo della gente e tra la gente".

"I suoi valori e i suoi ideali socialisti erano questo, si concretizzavano nel modo in cui approcciava la politica e affrontava ogni vicenda amministrativa, sempre rapportandosi con le esigenze dei salentini, con le loro speranze, le loro difficoltà e i loro bisogni".

"La malattia ci ha tristemente tolto un uomo delle istituzioni ma soprattutto un uomo utile alle istituzioni, utile nella sua concretezza, nella capacità di sintetizzare in una anche le diversità politiche più lontane tra loro: io personalmente ero sempre certo che Vittorio riuscisse a centrare una mediazione, un punto di dialogo, anche sui temi più scottanti e che più dividevano le maggioranze e le opposizioni.
Vittorio Potì era uomo di dialogo e la Provincia di Lecce dovrà a lungo ricordare il suo valore morale, culturale e politico".

Alla famiglia di Vittorio Potì, alla comunità di Melendugno che Vittorio ha servito non solo da Sindaco ma per tutta la sua vita vanno i sentimenti di vicinanza di tutta l'amministrazione provinciale di Lecce e di tutti i salentini e i pugliesi che hanno avuto la fortuna di conoscerlo".

Rocco Palese, capogruppo del Pdl alla Regione Puglia, dichiara: "La prematura scomparsa dell'amico Vittorio Potì mi colpisce e mi addolora profondamente a livello umano e politico. Alla sua famiglia e a tutti i suoi cari giunga il profondo cordoglio mio personale e del gruppo consiliare del Pdl". "Di lui - prosegue - restano indimenticabili il senso delle Istituzioni e la passione politica che hanno animato tutta la sua vita e la sua lunga carriera al servizio dei cittadini e del territorio. Una passione grande che ci ha visti spesso condurre insieme tante battaglie unitarie per il nostro Salento e tante questioni istituzionali, sempre nel pieno e reciproco rispetto delle differenti ideologie politiche".

"Prima da esponente della politica regionale, ora Sindaco del suo Comune, Vittorio Potì - conclude Palese - è stato sempre un Amministratore capace, lungimirante, leale. Lascia un grande vuoto ma anche un segno profondo nella vita politica ed istituzionale del Salento e della Puglia".

"Profondo dispiacere e cordoglio, mio e di tutto il partito di Io Sud, per la morte di Vittorio Potì." Lo esprime la senatrice di Grande Sud Adriana Poli Bortone. "Ricordo Vittorio Potì - aggiunge - come un amico simpatico, intellettualmente onesto, disponibile ed estremamente sensibile verso le povertà e le condizioni delle classi sociali svantaggiate, tutte virtù che ha saputo trasferire nel suo agire quotidiano e politico. Perdiamo una persona semplice, ma ricca di spirito e di bontà".

"Esprimo il dolore e la costernazione mie personali e dei socialisti italiani per la scomparsa del compagno Vittorio Potì, eminente figura del socialismo salentino e pugliese". E' quanto afferma Riccardo Nencini, segretario nazionale del Psi, appresa la notizia della scoparsa dell'uomo politico salentino. Vittorio è stato uomo politico di grande intelligenza - prosegue Nencini - e ha svolto con passione e dedizione il ruolo di amministratore pubblico nella sua Melendugno e tra i banchi dei Consigli regionali e provinciali della Puglia e di Lecce. Mi unisco al dolore del fratello Damiano, dei famigliari e dei socialisti salentini - conclude Nencini -che perdono un saldo ed insostitubile punto di riferimento umano e politico".

"La scomparsa di Vittorio Poti' lascia un grande vuoto nella vita politica del Salento e della Puglia .

Il ministro per i rapporti con le Regioni Raffaele Fitto: "Uomo di grande acume politico, esempio di determinazione e coerenza, ogni prestigiosa tappa della sua carriera politica e 'stata sempre contrassegnata dalla passione ideale e dalla concretezza del suo operato. A Vittorio mi legava un ottimo rapporto di amicizia e stima mai venuta meno nonostante le differenze politiche. Sono affettuosamente vicino in questo particolare momento alla sua famiglia".

Il sindaco di Lecce Paolo Perrone: "La prematura scomparsa di Vittorio Potì mi addolora moltissimo. La mia famiglia era fortemente legata a Vittorio, basti pensare che la sua figura ha accompagnato il cammino di mio padre a Palazzo dei Celestini tra il 1985 e il 1990, quando entrambi erano tra i banchi del consiglio provinciale. Anni dopo, nel 2004, mi ritrovai io nella stessa aula consiliare, al fianco di Vittorio, tanto che più di una volta mi ripeteva che tra 20 anni sarebbe diventato 'collega', in consiglio provinciale, anche di mia figlia. Purtroppo, non sarà così.

"Osservandolo in quegli anni dai banchi dell'opposizione ho sempre apprezzato il senso alto delle Istituzioni e la sua grande esperienza politico-amministrativa. La sua arguzia, la sua sagacia e il suo pragmatismo unite ad una enorme sensibilità hanno contraddistinto il suo percorso all'interno delle istituzioni. Grazie alla sua grande capacità di mediazione riusciva a trovare sempre il bandolo della matassa, mettendo d'accordo tutti, rappresentanti di maggioranza e di opposizione. Alla moglie, signora Anna, e ai figli giunga il senso del mio affetto".

Il coordinatore provinciale dell'Idv Francesco D'Agata: "L'Idv della provincia di Lecce in persona del coordinatore Francesco D'Agata e del capogruppo IDV in consiglio provinciale Gianfranco Coppola, esprime il più sentito cordoglio e vicinanza alla famiglia, per la scomparsa di Vittorio Potì.

"La sinistra salentina subisce all'improvviso una grande perdita per la grande competenza, capacità e carisma dell'uomo e del politico, doti che caratterizzavano il decano dei consiglieri del Partito Socialista e che lascia un vuoto difficilmente colmabile nella vita politica regionale salentina".

"Personalmente - sostengono Francesco D'Agata, e Gianfranco Coppola, - lo ricordiamo con affetto e simpatia per le sue continue battute su Di Pietro e su "mani pulite" quando ci ritrovavamo per i corridoi di Palazzo dei Celestini. In tutte le occasioni però sapeva dispensare preziosi consigli e dimostrava tutta la sua esperienza nello spiegare i più minuziosi dettagli della macchina amministrativa ai più giovani come ai sottoscritti".

L'assessore provinciale, Pasquale Gaetani, partecipa "commosso al dolore della famiglia Potì per la scomparsa dell'amico e collega Vittorio": "Non ci sono parole - dichiara - per commentare una perdita così importante per le istituzioni salentine. Uomo che sapientemente coniugava doti non comuni di pragmatismo con un idealismo inimitabile. Non c'era argomento in Consiglio provinciale in cui la sua capacità di trovare il necessario punto di incontro tra maggioranza e opposizione non riuscisse a raggiungere l'obiettivo sperato. Mancherà a tutti noi, tantissimo".

Il parlamentare del Pdl, Vincenzo Barba, ricorda Potì come "Un autentico signore del socialismo italiano che in tanti anni di politica sul territorio pugliese abbiamo avuto modo di incontrare in qualità di consigliere regionale, consigliere provinciale e sindaco della sua amatissima Melendugno e delle sue altrettanto amate marine": "Con Vittorio - afferma - scompare un uomo delle istituzioni, capace come pochi di far valere gli interessi generali contro quelli di parte. Giungano le mie condoglianze alla famiglia ed alla collettività da lui amministrata".

Il segretario provinciale Giovani Democratici del Salento Stefano Minerva: "Con Vittorio Potì si spegne un pezzo di storia del centrosinistra salentino. La sua passione ed il suo impegno sono stati da esempio per tutti noi, Giovani Democratici del Salento. Oggi perdiamo un grande maestro ed un fondamentale punto di riferimento, i cui insegnamenti continueranno a guidare i nostri passi. A Vittorio Potì va il nostro più sincero ringraziamento ed alla sua famiglia il nostro affetto più profondo".

Il sindaco di Vernole, Mario Mangione, la sua Giunta, il Consiglio comunale, interpretando il diffuso sentimento di cordoglio che ha pervaso l'intera comunità vernolese, esprimono "il dolore profondo per la perdita di Vittorio Potì, sindaco di Melendugno e Vice presidente dell'Unione dei comuni Terre di Acaya e di Roca, politico di altissimo profilo, fine mediatore, uomo dalla grande sensibilità".

"Il comprensorio di Melendugno, Vernole e Castrì - sostiene Mangione -, riunito della Unione dei Comuni terre di Acaya e di Roca perde un riferimento importante per il territorio in tutti i livelli delle istituzioni e tra il popolo".
Carmen Mancarella, giornalista e direttrice della rivista di turismo e cultura del Salento "Spiagge", dichiara: "Come cittadina di Melendugno e come giornalista che ha seguito la vita della comunità, sento il bisogno di esprimere il mio pensiero per la morte di Vittorio Potì: ci lascia un grande uomo politico che si è speso come un padre per migliorare ogni giorno di più la sua amata
Melendugno, un uomo rimasto fedele e coerente con i suoi ideali socialisti, anche nei momenti in cui questi erano diventati scomodi".

"Da consigliere regionale, presidente della Commissione Bilancio - prosegue -, non è stato da meno: a lui dobbiamo la legge regionale sui Bed end Breakfast, che nella sua linearità e semplicità, ha permesso a tante famiglie salentine, senza cavilli burocratici, di trarre un po' di benessere grazie alle risorse della nostra amata terra".

Anche Antonio Barba, consigliere regionale del centrodestra, esprime "un sentimento di commosso dolore per la perdita di Vittorio Potì, uomo che ho avuto il piacere di incontrare più volte nella mia pur giovane attività nelle istituzioni": "Di lui oggi - spiega - non si può non ricordare la franchezza politica, figlia di un non comune senso della realtà abbinato ad una perfetta conoscenza della macchina amministrativa. Il Salento e la Puglia perdono una delle personalità più rappresentative e più stimate".

"Con la scomparsa di Vittorio Potì il territorio salentino perde una componente importante della sua storia politica - asserisce il parlamentare Pdl Ugo Lisi -, una persona che ha fornito, con il suo esempio, un importate contributo alla formazione dei giovani amministratori del Salento.Nel corso degli anni tantissimi sono stati i ruoli istituzionali da lui ricoperti e sempre onorati con passione e impegno".

"Di Vittorio - prosegue Lisi - mi resta il ricordo di un confronto sempre sereno, pacato e costruttivo negli anni in cui sedevamo entrambi sugli scranni di Palazzo dei Celestini. In questo momento così triste per tutti mi preme far giungere alla famiglia di Vittorio Potì le mie più sentite e sincere manifestazioni di cordoglio".

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Commenti (15)

  • Avatar anonimo di Gianmarco Cisternino
    Gianmarco Cisternino

    Vergognaa criticare un vero uomo...uomo al servizio di tutti 24h su 24h..uomo plotico d'altri tempi che non pensava alla poltrona ma a far bene alla gente!!Ha fatto bene a "cani e porci"..troppo buono a tal punto da farsi pugnalare dietro le spalle da gente ingrata..non riconoscente!! Tutto Melendugno sa di aver perso un grande uomo..nessuno ti dimenticherà!!! SEMPRE NEI NOSTRI CUORI...ADDIO CARO VITTORIO!!NON TI DIMENTICHERO' MAI...

  • non solo politico,melendugno è in lutto per la perdita di un grande uomo Melendugnese prima!!io lo ricordo perchè in passato frequentavo il nipote,lo ricordo perchè era spesso e ben volentieri sulla bocca di mio padre.Quando mi trovo ancora oggi fuori provincia basta nominare il mio comune di nascita che la gente la prima cosa che mi chiede è.......il paese di Vittorio Potì!!!Grazie perchè sei stato un padre,Grazie perchè SEI Melendugnese,GRAZIE................... L.C.

  • Avatar anonimo di Giada Pezzuto
    Giada Pezzuto

    Conoscevo personalmente l'On. Vittorio e suo fratello Damiano. La morte di Vittorio lascia un vuoto tremendo nella politica regionale e salentina in particolare. Egli amava il suo territorio e per il suo territorio ha dato la vita. Certo avrebbe voluto dare di più se non ci fossero stati di contrasto i "cani della politica" che ora tanto lo compiangono. Con lui se ne và uno degli ultimi moihicani della politica salentina, le nuove leve sono tutte mele acerbe senza capo nè coda, senza veri ideali senza spina dorsale. Ciao Vittorio e condoglianze alla famiglia e al fratello Damiano.

  • ......a Vittorio, che ha sempre portato avanti tutti quelli che sono nati dietro.....

  • A proposito della poltrona. Ho tralasciato un particolare che può chiarirle le idee sull'uomo Vittorio Potì. Vittorio Potì aveva rinunciato alla sua indennità di carica. I compensi percepiti venivano girati, come riportato nel bilancio comunale, ai servizi sociali del comune.

  • Non entro nel merito della polemica poltica. Oggi, noi melendugnesi onoriamo uno di Noi, un uomo dalla passione civile e politica ineguagliabile. Quanto da Lei affermato a conclusione del suo commento è sgradevole e, spero, fuorviato dalla mala informazione. Purtroppo, il Nostro sindaco è morto a causa di un male fulminante che, in meno di un mese, lo ha portato via. Conoscendo il suo senso del dovere nei confronti delle istituzioni, se la malattia lo avesse tenuto a lungo lontano dal suo incarico, non avrebbe atteso un minuto per dimettersi. Alla poltrona si legano i "parvenues" di oggi, non i Signori come Vittorio Potì il cui unico legame è stato quello con la sua comunità e il suo territorio.

  • Innanzitutto, le più sentite condoglianze alla famiglia Potì, poi vorrei evitare polemiche di natura politica sull'operato di un politico di lungo corso, che sarà giudicato a tempo debito dalla storia, ossia quando decanterà il polverone del presente. Piuttosto mi ha colpito, e negativamente, la notizia della morte non tragica ed improvvisa di un sindaco "in carica". Sarà stata una sua libera e rispettabile scelta, ma a me l'idea che un uomo malato ed alle prese con una lotta per la vita, non rinunci alla poltrona e debba essere addirittura la "livella" a defenestrarlo, mi sembra ...diabolica!

  • Avatar anonimo di Gino Pitrizzi
    Gino Pitrizzi

    credo che il dolore sia qualcosa di privato e come tale spetti sempre a chi ha conosciuto e amato quella persona. a noi cittadini non spetta il lutto ma un giudizio squisitamente politico, non personale. E il mio rimane negativo, anche e sopratutto in un'ampia analisi di quella che è stata la politica salentina di questi 30 anni. Mi pare sia un mio diritto di elettore. Se ho offeso qualcuno non era mia intenzione.

  • Avatar anonimo di Gino Pitrizzi
    Gino Pitrizzi

    si tenga i suoi cari politici, d'altronde ogni territorio si merita i suoi. le mie idee sono fondate e sperimentate. se questo territorio è rimasto a piedi, la colpa è di un certo modo di fare e di VOTARE politica che ci ha condannato. continui pure a votare chi le pare.

  • Senza andare indietro nel passato(70"-80")vi ricordo che il compianto Vittorio Potì è fra coloro che ha spinto l'incenerimento dei rifiuti nella COLACEM di Galatina,promotore del gasdotto che dovrebbe attraversare l'adriatico,e fautore politico e finanziario del terribile ECOLIO di Melendugno che ha provocato tante morti simili alla sua. La malattia non conosce confini e non guarda in faccia R.I.P.

  • condoglianze alla famiglia per la scomparsa di Vittorio Poti'. Purtroppo, pero', il mio giudizio si allinea con quello del sig. gino petrizzi. Scatafascio completo su tutti i fronti! Il Salento dalle potenzialità infinite, nel corso degli anni, steso come un pugile al tappeto da un certo modo di fare politica, individualista e non collettiva. Purtroppo penso che ad oggi siamo ancora allo stesso, scarso livello.

  • Avatar anonimo di Nino Amato
    Nino Amato

    Sig.Pitrizzi,la sua inapprezzabile antologia di luoghi comuni sulla classe politica degli anni '80,cui Lei iscrive d'ufficio il compagno Vittorio,dimostra ampiamente che lei non ha mai conosciuto,per sua sfortuna,nè il politico nè,soprattutto,l'uomo in questione. Vittorio Potì è stato l'ultimo interprete del Socialismo umanista,romantico,sentimentale, di stampo ottocentesco. In quella fetida cloaca cui quella nobilissima parola,Socialismo,era stato ridotta dal craxismo, Vittorio riuscì a non contagiarsi. In una corte di nani e ballerine non si divertì con i primi nè fu mai l'utilizzatore finale delle seconde. Alla Milano da bere preferì sempre il Salento d'amare. E' nato,politicamente,nel Partito Socialista.Da socialista,autentico, è morto. In un Paese in cui le transumanze sono la regola,questo rappresenterebbe di suo un grande merito. Se proprio vuole trovare gli epigoni di quella classe politica che ha devastato il nostro Paese, li cerchi tra quelle ballerine di quarta fila del Partito Socialista,i vari cicchitti,brunette,sacconi ,tremonti,opprtunamente riciclatisi a rinverdire i fasti del peggio della Prima Repubblica nella setta Forzitaliota . Lasci stare Vittori Potì.Lo consegni alla stima e al dolore di chi ne piange la scomparsa.

  • Ho avuto il piacere di essere alunno dell'allora giovane professore Vittorio Potì e ne conservo un caro e affettuoso ricordo. Le mie più sentite condoglianze alla sua famiglia.

  • CIao Vittorio

  • Avatar anonimo di Gino Pitrizzi
    Gino Pitrizzi

    lutto certamente per i propri cari e familiari. ma il giudizio politico sul Potì politico e sulla sua generazione di politici anni 80-90 rimane durissimo, perchè il loro operato è stato catastrofico per questa terra.

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