Pontili di Otranto, attacco al M5s: "La politica del no uccide l'economia"

Raffaele Fitto raccoglie il grido d'allarme delle associazioni di categoria. Anche Pagliaro polemico. Affondi su Barbara Lezzi

OTRANTO – Continua a tenere banco la questione dei pontili di Otranto, dopo la decisione del Consiglio dei ministri di appoggiare la linea della Soprintendenza, secondo la quale, per una tutela del paesaggio, le strutture galleggianti possano permanere per soli sei mesi l’anno. Il Comune della Città dei Martiri da tempo ha ingaggiato una vera e propria battaglia, sul punto, che trova oggi l’appoggio di varie rappresentanze politiche.

Fra questi, spicca Raffaele Fitto, presidente del  gruppo europeo Ecr-Fratelli d’Italia, che ricorda di essere “da lungo tempo un utente del porto di Otranto, non dei pontili galleggianti” e che per questo fa suo il “grido d’allarme lanciato da Confartigianato, Confesercenti e Confcommercio.

“Occorre tutelare e salvaguardare i nostri porti, come auspicano le associazioni di categoria, ma per rilanciare e tentare di dare nuovo impulso a un settore strategico per il turismo pugliese e salentino”, è il giudizio di Fitto. “Se si analizzano i dati sul diporto nautico italiano – aggiunge - se ne ricava che i posti barca nei compartimenti marittimi pugliesi sono largamente deficitari rispetto a regioni come la Sardegna, la Liguria, la Campania. Mi rattrista, quindi, che il porto più vicino ad Albania e Grecia sia al centro dell’ennesima pagina nera della elefantiaca burocrazia di stato e della politica del no”.

La freccia di Fitto è indirizzata in particolare al Movimento 5 stelle e, fra questi, anche se non la cita apertamente (ma lo lascia intendere in modo chiaro) alla ministra per il Sud, Barbara Lezzi. “Della vicenda dei pontili galleggianti – prosegue Fitto - si deve rilevare che la risposta giunta dal Governo non ha altra cifra identificativa che quella del diniego ad ogni tipo di nuova infrastruttura, come recita la prima regola del Movimento 5 stelle. In questo caso, però, sorprende il fatto che il voto negativo sia stato espresso per una piccola opera, proprio nel Salento, la terra di Ilva e Tap, quasi si cercasse un capro espiatorio per compensare le grandi promesse tradite a Taranto e a Melendugno”.

“Ma se anche fosse questa la spiegazione – conclude Fitto -, resterebbe l’amaro in bocca per una decisione realmente inspiegabile e immotivata, adottata nella totale inerzia di chi dovrebbe sostenere le ragioni del Sud, e ancor più del Salento, nella compagine di Governo”.

Perfettamente allineato su questa posizione anche Paolo Pagliaro, presidente del Movimento regione Salento. Che così commenta: “La vicenda dei pontili di Otranto sarebbe curiosa se potessimo non considerarla drammatica. Il Consiglio dei ministri, ha dato ragione alla Soprintendenza, accogliendo il parere del ministero per Beni culturali, e dunque i pontili di Otranto in inverno devono essere smontati. Ed è strano dover sottolineare ancora una volta che opere invasive e deleterie per il paesaggio e per l’economia del territorio, come Tap e Poseidon, trovino il benestare del Governo mentre viene considerato ostacolo per la visibilità dalla città verso il mare, a causa della barche, un pontile che non ha nessun impatto negativo a livello paesaggistico o ambientale”. 

“Qual è il ruolo del ministro per il Sud Barbara Lezzi – si chiede Pagliaro - ancora non lo abbiamo capito. Prima si sbracciava per promettere di chiudere Tap in quindici giorni, mentre adesso non si è prodigata di fare una passeggiata ad Otranto per valutare i pontili? È possibile che un ministro per il Sud non riesca mai ad incidere in positivo? Detto questo, auspico che le istituzioni del territorio, la Regione prima di tutto, riescano a far capire al Governo nazionale che questa non è una decisione saggia, tenendo anche conto dei costi enormi che comporterebbe tale operazione”.

Pagliaro rivendica poi il fatto che da anni si chiedano nuove infrastrutture per il Salento, per poi scoprire che “manca proprio la volontà di agevolare la normale crescita di questo territorio che ad ogni minima occasione viene penalizzato. Con questa decisione ancora una volta viene danneggiato il comparto turistico salentino e pugliese; auspichiamo – conclude - che le parti in causa riescano a trovare una soluzione diversa in tempi brevi”. 

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