Pontili, accordo sul progetto. Ma la partita con la Soprintendenza è aperta

Oggi seconda riunione con i sì di Regione, Capitaneria e Demanio all'abbassamento e al mantenimento. Ma cosa accadrà veramente?

OTRANTO – Vi è la prevalenza dei pareri favorevoli, e il dato è proprio di oggi, emerso nella seconda conferenza dei servizi convocata nella sala consiliare del Comune di Otranto. Al centro, la questione dei pontili galleggianti del porto.

Non manca la soddisfazione negli amministratori comunali idruntini e in quanti hanno interesse al mantenimento per tutto l'anno, ma è ancora presto per sostenere che il progetto di revisione si stia instradando verso il suo consolidamento. Vi sono, probabilmente, ancora pagine da scrivere nell’interminabile e complesso contenzioso con la Soprintendenza, che spinge come un rullo compressore verso lo smontaggio, forte di una vittoria incassata al Consiglio di Stato. E che non sembra recedere di un solo passo.

La Soprintendenza non si muove

O, peggio, per uno fatto in avanti – la partecipazione alla prima conferenza dei servizi, pur confermando già in quella sede il proprio diniego -, tre indietro, in formato lettere inviate in un solo giorno al Comune. Ieri, prima ha nominato l’architetto Michela Catalano a partecipare alla seduta di oggi, poi l’ha sollevata dalla nomina, infine le ha tolto la nomina anche dalla precedente conferenza. Dichiarando il Comune illegittimo per elusione della sentenza del Consiglio di Stato e intimando, letteralmente, l’ente a smontare tutto entro trenta giorni.

Il sindaco Pierpaolo Cariddi, ovviamente, non l’ha presa bene. Ricorda di essere stato sempre disponibile a sedersi a qualsiasi tavolo, per trovare soluzioni su ogni problema (lidi e dehors inclusi) e continua a sperare che la valutazione positiva espressa oggi dalla maggior parte degli attori in causa, sia il viatico per una soluzione definitiva.  

Ok ad abbassamento e mantenimento

Il punto principale è l’abbassamento dei pontili da 60 a 40 centimetri, con la possibilità, come noto, di un loro mantenimento per tutto l’anno. E questa mattina, alle 10,30, la seconda seduta della conferenza di servizi sul “Progetto di riduzione altezza e mantenimento pontili galleggianti approdo turistico di Otranto nei restanti mesi dell’anno” ha chiuso i lavori con l’acquisizione di tutti i pareri necessari. Ovvero, incassando anche i sì di Regione Puglia, Capitaneria di porto e Agenzia del demanio. Evidentemente, è stato valutato in maniera positiva il basso impatto ambientale e l’ordine che regna oggi nel porto, rispetto a un passato in cui, ha ricordato per esempio in un suo recente intervento la Pro loco, vi è stato un uso sregolato. 

IMG_20181026_111524-3“Sono soddisfatto che la conferenza di servizi, che valutava il nuovo progetto di sistemazione dei pontili galleggianti del nostro porto turistico, si sia conclusa con esito positivo con tutti i pareri favorevoli fatta eccezione di quello espresso dalla Soprintendenza”, commenta oggi il sindaco.

“Otranto e il suo comprensorio - aggiunge Cariddi -, grazie al diportismo sociale generato da questa nuova infrastruttura, ha ritrovato un rapporto con il mare che l’assenza di ormeggi aveva negli ultimi decenni annullato. E’ questo, oltre alla destagionalizzazione che un’opera del genere può produrre, il motivo che ci anima a portare avanti l’impegno per il mantenimento degli ormeggi per l’intero anno”.

Puntare sempre più sul turismo 

Otranto punta molto, sul piano dell’immagine turistica, a coccolare i diportisti. Con un versamento annuale di 500 euro, oggi, chi ha un piccolo motoscafo fino a 7 metri, può disporre di un posto nella Città dei Martiri. Cosa prima impensabile. Questo ha spinto tanti appassionati con disponibilità economiche non certo da nababbi – giovani, famiglie, pensionati – a riavvicinarsi al mare. Ed è chiaro che tutto ciò faccia parte di una visione più ampia, sia una sorta di apripista verso un secondo fronte, quello di avvicinare esterni a cui affidare spazi per barche più costose. Ampliando, quindi, l’offerta.

Insomma, Otranto si sta giocando una partita importante, sul porto, ma il destino non è ancora stato scritto. In linea teorica, la Soprintendenza ha dieci giorni per bussare alle porte della presidenza del Consiglio, anche se potrebbe essere vista come una contraddizione, impugnare in quella sede la conferenza dei servizi, dopo averla – di fatto – rinnegata. Più probabile, allora, che si aprano nuovi fronti giudiziari? Chi vivrà, vedrà.

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